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venerdì 26 settembre 2014

SegnaLo #121 - Tris di novità: Ti regalo l'amore - Euphonia - Gabriel

Oggi cari followers ho tre titoli trooooppo interessanti da segnalarvi, tutti rigorosamente made in Italy, tutti scritti da bravissime mani femminili e tutti da mettere in WL.

Inizio con un romanzo autoconclusivo – miracolo XD – di genere romantico scritto da un’autrice molto prolifica, di cui purtroppo non sono ancora riuscita a leggere nulla ma di cui ho già in Lista Desideri il precedente romanzo La discendente di Tiepole… ovviamente anche questo che vi presento oggi ci finirà a ruota: non ne ho mai abbastanza di storie romantiche!


TI REGALO L’AMORE
Di Alessandra Paoloni
Editore Selfpublished
Pagine 247
Euro 0,99
Formato digitale
TRAMA: “Ti hanno regalato molto di più e ancora non te ne accorgi.”
Single da non molto, disoccupata, Clelia trascorre le sue giornate tra serie tv in streaming e lunghe sedute di relax sul divano. Ma la sua vita monotona cambierà quando, per il suo trentunesimo compleanno, le verrà regalato un viaggio organizzato dalla Doppio di Cuori, un'agenzia italiana di meetings & holidays. Ad accompagnarla nel suo viaggio ci sarà Dante, un ragazzo bello, gentile e a tratti misterioso. Tra i due scoppierà subito un forte legame, destinato a tramutarsi in qualcosa di più profondo. Nell'assolata campagna umbra, tra i monumenti della città di Perugia, la loro storia si snoda tra scene bizzarre e tenero romanticismo.
Clelia crede di vivere la sua favola personale ma la realtà, da sempre in agguato, busserà ben presto alla porta dei suoi sogni.
L’autrice:
Alessandra Paoloni è nata a Tivoli, l'11 marzo del 1983. Coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” con la casa editrice Il Filo (2008), cui seguono i due romanzi fantasy “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni. Si ripresenta al pubblico nell'aprile del 2012 con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos” (pubblicato con lo pseudonimo di Elisabeth Gravestone e ora fuori commercio).
Arriva seconda, col racconto “La Prova”, al concorso indetto dal blog “Club Urban Fantasy”, la cui antologia è disponibile sia in edizione cartacea che digitale.
Esce nel novembre 2012 per la Butterfly Edizioni il suo primo paranormal fantasy “La discendente di Tiepole”, che sta riscontrando un notevole entusiasmo da parte dei lettori. Il suo racconto "In fuga per ricominciare" è stato selezionato dal Writer Magazine di Franco Forte e comparirà nell'antologia "365 Storie d'Amore". E' tra i vincitori del concorso “On the Road: diari di viaggio” indetto dalla Libro Aperto Edizioni con il racconto “Sulla strada per la fine”. E' tra i finalisti del concorso “Impronte d'amore” indetto dalla Butterfly Edizioni con il racconto “Come il vento su Top Withens”.
Pubblica con la Libro Aperto Edizioni il lungo racconto paranormal romance "Oltre l'oscurità" in edizione digitale.
Il suo racconto "La cura" viene inserito nella raccolta antologica digitale "La prima volta" edita dalla Triskell Edizioni ed è disponibile gratuitamente sul sito della casa editrice stessa.
Dal maggio 2013 è possibile scaricare da amazon la nuova versione dei “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” al prezzo irrisorio di 0,89 €.
Nel settembre del 2013 pubblica in ebook la prima parte della saga romance/erotica dei Wendell, “L'esilio del Re” a cui seguirà “Il tempo di Luther”, uscito nel dicembre 2013 (disponibili attualmente solo su amazon in versione digitale).
Il breve racconto “L'estate del Professore” farà parte della raccolta antologica “365 giorni d'estate” della Delos Books.
Nel marzo del 2014 pubblica su amazon il lungo racconto erotico “È te che aspettavo”, opera arrivata seconda al concorso della Sperling Privè, balzato quasi subito in testa alla classifica di letteratura erotica. Il 17 Giugno dello stesso anno, per la collana “Senza Sfumature” della Delos Books, è uscito il breve racconto erotico “L'amante del boia”.
LINK UTILI
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Continuiamo poi con un seguito di cui ho già avuto modo di parlarvi nel corso del blogtour che si è svolto in settembre. Dal 18 settembre finalmente è disponibile per l’acquisto il secondo romanzo della trilogia fantasy La leggenda di Dryadem, dedicata all’intrigante figura della driade, scritta da Marie Albes. Potete trovare la mia recensione del primo volume – DRYADEM – cliccando QUI.
EUPHONIA
Di Marie Albes
Editore Selfpublished
Pagine 268
Euro 2,99
Formato Digitale
TRAMA: La vita è come una bolla d’acqua, così la vede Ayres con i suoi occhi di Driade.
È variopinta come un arcobaleno – se vista sotto la luce di una stella – ma soprattutto brilla grazie alla presenza di James, l’uomo che ha salvato da un’antica maledizione e di cui è innamorata.
E James adesso è lì, pronto a organizzare il futuro insieme a lei, a dispetto di quello che il destino sembra riservare loro.
Perché una bolla è incantevole, sì, ma anche fragile come un cristallo – allorché la si sfiori con un dito – e un cristallo si spezza in mille frammenti sottili e taglienti, impossibili da riunire.
Così Ayres si trova ad affrontare una forza che da lontano viene a rivendicare la proprietà sul suo corpo di Driade, quella stessa identità che tanto la spaventa e che costringerà lei e le persone amate a seguire un percorso scritto da secoli.

Chi è veramente la Driade? Cosa rotea intorno alla sua figura idolatrata in maniera tanto perversa?
La purezza della Messiah nasconde qualcosa dietro a quel velo candido, qualcosa da cui sembra non poter scappare e che unisce Ayres al dolore, celato silenziosamente nell’Euphônia.

LINK UTILI

BOOKTRAILER:
EUPHÔNIA primo booktrailer: https://vimeo.com/104253712
EUPHÔNIA secondo booktrailer: https://vimeo.com/105705948
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E per finire in bellezza di nuovo un seguito. Questa volta si tratta della THE HYBRID'S LEGACY SAGA, la serie urban fantasy incentrata su streghe e vampiri… o meglio su una protagonista che è metà strega e metà vampiro. Anche in questo caso vi ho già parlato di questa autrice quando vi presentai il primo volume – EMMA – (QUItrovate i dati del libro) e pochi mesi fa in occasione del blogtour che annunciava l’arrivo del seguito… beh e ora finalmente mi decido a presentarvelo (sì, lo so sono un tantino in ritardo!): eccolo qua in tutto il suo splendore! Il secondo capitolo di questa saga traghetterà i lettori in un'atmosfera dark, sanguinaria e voluttuosa.
GABRIEL – IL SIGILLO DELLA TREDICESIMA RUNA
Di Francesca Pace
Editore Selfpublished
Pagine 298
Euro 2,99 (ebook) – 14,90 (cartaceo)
TRAMA: Gabriel è un ragazzo come ce ne sono molti. Scapestrato e superficiale, conosce fin troppo presto i dolori che un'esistenza umana porta con sé. Attraverso la sofferenza e la morte impara la caducità della vita e la fragilità dei sentimenti.
In una Scozia di fine 1400, Gabriel sceglierà le tenebre e l'oscurità dell'immortalità. Sceglierà di diventare un vampiro.
Sangue e morte ne accompagnano l'esistenza vissuta nell'inconsapevolezza e nell'ignoranza del suo dono. Un sigillo che ne cambierà radicalmente le sorti.
Una vita, la sua, vissuta al limite con al fianco Andrew, suo fratello, che mai lo abbandonerà neanche quando tutto in lui sembrerà essere perduto.
Una storia che abbraccia quasi sei secoli, ricca di cambiamenti e repentini mutamenti che porteranno ad un'intima trasformazione interiore che toccherà il culmine nell'incontro con Emma, l'amore della vita di Gabriel.
Sarà proprio l'amore, il motore che muove ogni cosa, a rendergli salva la vita e soprattutto l’anima.

LINK UTILI
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Allora cosa ve ne pare???

Passo e chiudo :)

venerdì 5 settembre 2014

Blogtour EUPHONIA di Marie Albes - Quarta Tappa

Ciao LoLettori!
Oggi approda su I Libri di Lo il blogtour dedicato al romanzo Euphonia di Marie Albes, seguito di Dryadem (di cui potete vedere la mia recensione QUI). Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, La Leggenda di Dryadem è una saga fantasy incentrata sull’originale figura della driade.
Quella di oggi, per la precisione è la quarta tappa del viaggio che esplora il mondo di Dryadem e di Euphonia e io ho il piacere di condividere con voi un estratto del nuovo romanzo di Marie Albes corredato da un’immagine, creata proprio ispirandosi al personaggio che viene presentato nel capitolo in questione (per la precisione il 5°): il nome di questo personaggio a cui l’autrice è particolarmente affezionata è MYOSOTIS.

Prima di regalarvi le parole di Marie Albes, vi lascio la scheda del libro:

EUPHONIA
di Marie Albes
Editore Selfpublished (disponibile dal 18 Settembre!)
Euro 2,99 (ebook)
TRAMA: La vita è come una bolla d’acqua, così la vede Ayres con i suoi occhi di Driade.
È variopinta come un arcobaleno – se vista sotto la luce di una stella – ma soprattutto brilla grazie alla presenza di James, l’uomo che ha salvato da un’antica maledizione e di cui è innamorata.
E James adesso è lì, pronto a organizzare il futuro insieme a lei, a dispetto di quello che il destino sembra riservare loro.
Perché una bolla è incantevole, sì, ma anche fragile come un cristallo – allorché la si sfiori con un dito – e un cristallo si spezza in mille frammenti sottili e taglienti, impossibili da riunire.
Così Ayres si trova ad affrontare una forza che da lontano viene a rivendicare la proprietà sul suo corpo di Driade, quella stessa identità che tanto la spaventa e che costringerà lei e le persone amate a seguire un percorso scritto da secoli.

Chi è veramente la Driade? Cosa rotea intorno alla sua figura idolatrata in maniera tanto perversa?
La purezza della Messiah nasconde qualcosa dietro a quel velo candido, qualcosa da cui sembra non poter scappare e che unisce Ayres al dolore, celato silenziosamente nell’Euphônia


Visto che spettacolo la cover?

E per ingolosirvi ancora di più qui c’è il booktrailer:


E ora ecco il tanto atteso estratto tutto per voi:

giovedì 25 luglio 2013

Conclusione Giftaway di Dryadem

Eccomiiiii! Qui è Lo che vi scrive. La mezzanotte del 24 di luglio è passata ormai da un po’ e la sottoscritta, in collaborazione con Marie Albes, autrice di Dryadem, è lieta di annunciarvi che i vincitori del giftaway sono stati scelti ^^
Ringraziamo sentitamente tutti quelli che hanno partecipato e un complimento sincero a tutti quanti… la fantasia l’avete davvero usata e siete stati molto bravi. Purtroppo sapevate fin dall’inizio che le copie disponibili di Dryadem erano soltanto due – una cartacea e una digitale – ma l’autrice  ha deciso di mandare un pensierino anche a chi non si è guadagnato uno dei due primi posti: un segnalibro di Dryadem e una stampa autografata di una delle immagini del romanzo, immagine che potete scegliere personalmente a questo link.
Come è già capitato in passato preferisco non fare i nomi dei fortunati (soprattutto perché ancora non mi è chiaro se sia la regola per questo genere di eventi o solo una scelta personale degli organizzatori), ma vi metto i commenti che hanno vinto con una piccola motivazione che ne giustifica la scelta… due di voi sicuramente riconosceranno le proprie parole!
Ovviamente ciascuno di voi riceverà presto – se non l’ha già ricevuta – da parte mia con la comunicazione via mail del regalo assegnatogli.
Ancora grazie a tutti per aver partecipato da parte mia e di Marie, ma soprattutto mi raccomando: fateci sapere se Dryadem vi è piaciuto ^^
Ecco quindi i commenti che più ci hanno colpite:
1° POSTO – meritevole della copia cartacea del romanzo
Vorrei leggere Dryadem perché ne ho avuto un piccolo assaggio sul sito ilmiolibro e il carattere di Ayres somiglia molto al mio. Sono curiosa di sapere quale sia l'evento che l'ha resa tale e come si evolve l'amore tra lei e James.
Mi sono immaginata la scena dell'incontro tra Ayres e James su una spiaggia simile a quelle di Tybee Island. Sulla spiaggia, con i raggi di luna che lambiscono le acque, si svolge una di quelle feste estive, magari con un pontile illuminato dalle fiaccole. Ayres è lì, in un angolo, a fare la cameriera al bar, una piccola capanna con i ramoscelli di legno del tetto sporgenti e gli scaffali pieni di bibite colorate. È persa tra i suoi pensieri, con la testa un po' bassa, concentrata solo sui bicchieri e sul loro contenuto. Soffia un leggero venticello caldo umido, le palme un po' sparse agitano i loro rami scuri, mentre il mare canta, calmo. Sulla destra, in fondo, si staglia un faro che illumina a intermittenza l'oceano. Ad ovest, gli ultimi raggi di sole colorano di viola l'orizzonte, mentre il sole ha ormai abbandonato il cielo. C'è odore di salsedine e di malinconia nell'aria, forse di qualcosa che non è mai accaduto e di quella voglia che qualcosa di fondamentale accada. Gli scogli grigi, immersi tra fili d'erba accarezzati dal vento, si macchiano del bianco della spuma. E d'un tratto, tra i ragazzi che ballano tra i fumi dell'alcool, ecco il ragazzo dei sogni di Ayres: il tenebroso James, accompagnato dalla canzone dei Placebo, avanza come un'ombra emersa dalle acque.
La storia si sposta poi nei ricordi di James ad Anchorage, dove mi sono immaginata una casetta in legno, di grandezza media, con un comignolo fumante. Fuori sulla veranda, c'è un dondolo e degli scacciapensieri simili a quelli indiani mossi dal vento, che producono quel bel tintinnio. L'abitazione si affaccia su uno spiazzo erboso, circondato da un boschetto di altissimi abeti e querce. Vi è odore di resina e la neve si sta sciogliendo. Ogni tanto si sente un tonfo attutito dei piccoli mucchietti di neve che cadono dai rami, andandosi a depositare sul bel manto candido, ora non molto spesso. Poco lontano un ruscello ha ripreso a scorrere tra i ghiacci. All'orizzonte si stagliano le catene montuose, con i ghiacciai eterni che luccicano ai raggi del tramonto color indaco. La temperatura è fredda, ma nell'aria vi sono carezze di sole che la intiepidiscono. Non molto lontano, dopo aver percorso una strada tortuosa e abbastanza buia, si vedono tracce di contemporaneità, con palazzi e grattacieli che lanciano i loro riflessi nel mare di cristallo.
Non so come continui il romanzo, ma immagino un'ambientazione più fantasy nel viaggio verso l'Alaska, più distaccata dalla realtà. Credo che ci sia un bosco, dove una Driade può sentirsi a proprio agio… una radura, dove gli alberi non sono immobili, ma sono vivi. Le loro foglie colorate, gialle, arancioni, verdi, vorticano, spinte dal vento, e si ricompongono a formare le compagne di Ayres, le altre Ninfe arboree. Il sottobosco è formato di felci, piccoli ciclamini fucsia, e anche belle di notte che emanano quel loro magico profumo quando è sera. I raggi del sole trafiggono le chiome degli altissimi alberi come spade; i tronchi sono ricoperti di muschio e di edera. Tuttavia regna sempre la penombra, mentre personaggi fantastici camminano cauti su quel manto vellutato di foglie, in un mondo parallelo invisibile ad occhi umani.
Tra i monti aguzzi che si perdono tra le nuvole, si nasconde un grande lago dalle acque profonde e scure nel cui centro si erge un'isoletta che ospita le rovine di quello che un tempo doveva essere un castello. La torre è pericolante, il tetto è crollato, ma i rilievi e i gargoyle denotano ancora lo splendore passato. Il cancello è semiaperto. All'interno sono cresciuti dei rovi che ricoprono statue e fontane, e profumatissime rose che conducono verso il ritratto di una giovane Driade, ferma nell'atto di trasformarsi, un po' come la Dafne del Bernini.

Marie Albes ha così espresso il suo parere: “La frase che mi ha incantata e che collego molto al modo di pensare di Ayres è stata questa:
"C'è odore di salsedine e di malinconia nell'aria, forse di qualcosa che non è mai accaduto e di quella voglia che qualcosa di fondamentale accada."
Poi il richiamo alla salsedine mi ricorda molto il Maine, la terra da cui inizia tutto.
Anche l'idea di descrivere la casa di James l'ho trovata molto originale e mi è piaciuta tantissimo.
Io personalmente di questa descrizione ho adorato il vorticare delle foglie colorate che vanno a formare le Ninfe arboree… originalissima.

2° POSTO – meritevole della copia digitale del romanzo
Prima di tutto vorrei molto leggere questo romanzo perché sono rimasta affascinata dalla copertina e dai suoi colori vivi, evocativi. Inoltre la trama ha un qualche cosa che tocca le mie corde interne e mi incuriosisce non poco. I due personaggi principali così come vengono presentati sembrano poter bucare il cuore del lettore.
Per quanto riguarda la location, non è certo facile senza conoscere bene i personaggi, la loro storia e le situazioni che possono vivere, ma, non so perché, mi viene in mente un sotterraneo dall'ampia volta, buio, umido, dove il ticchettio dell'acqua che gocciola sulla roccia dura e aspra fa da sottofondo a un silenzio gorgogliante. L'ambiente si apre in una specie di immensa sala da cui partono come dei cunicoli oscuri che portano in altre direzioni, una sorta di labirinto sotto terra, dove solo la luce di torce da' un barlume di chiarore. Una sensazione di freddo e presagio permea l'ambiente, una sensazione di profondo disagio, ma anche di necessità.
Mi immagino la ricerca di un qualche cosa, la paura di perdersi in quel labirinto e in sé stessi.

Di questo secondo commento Marie ha detto: “Quello che invece mi ha catturato di questa descrizione è l'originalità dell'ambientazione in sé. Quello di Patrizia è un ambiente completamente diverso rispetto a tutti gli altri e in un certo modo lei è riuscita a guardare al "futuro" senza aver neanche letto Dryadem. Non mi pronuncio oltre :)”
A parte la curiosità che Marie è riuscita a suscitarmi, anch’io sono rimasta colpita dall’ambientazione completamente diversa da tutte le altre e da qualsiasi cosa possa essere evocata dalla trama. Visto che la fantasia era protagonista indiscussa di questo giftaway, ritengo che questo commento meritasse il suo premio.

Se queste non sono le vostre parole allora riceverete il “premio di consolazione”, sperando di farvi cosa gradita. Ancora complimenti alle vincitrici e mi auguro vi faccia anche piacere sapere che non ci sono stati battibecchi per l’assegnazione dei posti… i vostri commenti hanno colpito sia me che Marie.
E con questo passo e chiudo :)

venerdì 12 luglio 2013

GIFTAWAY: usa la fantasia e vinci Dryadem di Marie Albes

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Followeeeer! Ci sieteeee?
Come vi avevo anticipato pochi giorni fa, in combutta con un’autrice italiana di cui vi ho già parlato in più di un’occasione, ecco in arrivo una sorpresina per voi con ben due regali!
L’autrice in questione è Marie Albes, autrice del fantasy DRYADEM (se non sapete ancora di cosa si tratta, cliccando sul titolo potete leggere la mia recensione, mentre il nome dell’autrice vi manderà all’intervista che le ho fatto), che ha deciso di dare vita a questo giftaway per premiare due fortunati tra voi: il primo riceverà una copia cartacea del romanzo; il secondo una copia digitale.
Complice una serata in chat su Facebook, arricchita da un po’ di fumo dalle orecchie per il logorio degli ingranaggi cerebrali, siamo giunte alla creazione di questo “giochino” che non vi richiederà troppo impegno, ma soltanto una buona dose di FANTASIA… visto il genere del romanzo, la scelta mi sembra decisamente azzeccata.

E ora, senza girarci troppo intorno, le regole per partecipare:
1. Mettere Mi Piace sulla pagina Facebook e/o Segui sull’account Twitter dell’autrice (non siete obbligati a farli entrambi… liberi di scegliere a piacimento, basta che lo segnaliate nel commento);
2. Scrivere nel commento a questo post perché volete leggere Dryadem;
3. Ultimo punto, ma primo per importanza, dovete inventare un’ambientazione per Dryadem: non è necessario che rispecchi le reali ambientazioni del romanzo, anzi può essere una location polare, desertica o partorita in toto dalle vostre testoline fantasiose, l’importante è che secondo voi sia adatta alle avventure della Driade protagonista del libro e a quello che voi vi aspettate da esso. La parola d’ordine è una sola: fantasia! Non saranno prese in considerazioni risposte telegrafiche: dovete descrivere il luogo come lo vedete nella vostra mente o, se scegliete un luogo reale, spiegare perché lo avete scelto;
4. Lasciare la vostra mail per essere contattati in caso di vincita (preferibilmente nei commenti, ma se non volete lasciarla pubblicamente potete mandarmela via mail).

Visto che, se non avete ancora letto il romanzo, posso immaginare che le risposte ai punti 2 e 3 non siano immediate, per trovare ispirazione potete sbirciare il booktrailer che trovate in fondo a questo post e leggere i primi capitoli di Dryadem sul sito dell’autrice QUI.
Io e Marie Albes sceglieremo personalmente i due vincitori in base ai commenti più belli o creativi.
Come avrete notato non è obbligatorio essere follower del blog per partecipare, perché non voglio follower “per forza”, ma se non siete iscritti almeno firmate il commento perché i “fantasmi” non piacciono a nessuno.
Anche la condivisione dell’iniziativa e/o del banner non vi farà guadagnare punti aggiuntivi, ma se qualcuno di voi vuole farlo è comunque un modo per far conoscere il libro di Marie Albes… e poi come sempre più si è più la sfida è divertente!
Direi che non manca nulla e ora sono proprio curiosa di scoprire cosa saprete inventarvi… con tutti i libri che divoriamo ogni giorno, non dovrebbe essere una sfida troppo complicata XD

Uh! Che sbadata!!!  Quasi dimenticavo…
Il Giftaway parte oggi 12 luglio e scadrà alla mezzanotte di mercoledì 24 luglio. Dopo un paio di giorni pubblicherò anche un post con i commenti scelti e i due vincitori riceveranno una mail.

E con questo è proprio tutto, ma prima di salutarvi, un enorme in bocca al lupo a tutti quelli che parteciperanno.
Passo e chiudo :)


Ayres den Adel è conosciuta a Wells per la sua misantropia e la sua ostilità, ma solo chi le è veramente vicino sa quanto sia sensibile.
E così, fragile e insicura, la ragazza sopravvive allo scorrere dei giorni lavorando ogni istante, cercando in tal modo di soffocare il rimorso per la colpa che l'affligge da anni, una colpa che in realtà ha radici molto più lontane di quello che lei stessa possa immaginare.
Finché un giorno, la comparsa di un misterioso tatuaggio sulla sua pelle e l'arrivo di James Armstrong - venuto appositamente dall'Alaska per chiederle aiuto - sconvolgono la sua vita passiva.
La sua stessa percezione del mondo verrà capovolta dal susseguirsi degli eventi, che la rinchiuderanno in una morsa di sentimenti opposti: amore e odio, pace e vendetta.
Una morsa che Ayres sarà costretta ad affrontare, per rinascere poi come una fenice dalle ceneri che provocherà.

sabato 29 giugno 2013

Intervista a Marie Albes autrice di Dryadem

Oggi niente recensioni (forse se smettessi di leggere tre romanzi per volta riuscirei a scriverne più spesso O.O), per voi ho preparato un’intervista per approfondire la conoscenza con Marie Albes e il suo romanzo d’esordio Dryadem, di cui potete leggere la mia recensione cliccando sul titolo. E nel frattempo ho trovato un simpatico gufo ideale per presentare le interviste da oggi in avanti ^^
Via al botta e risposta:
 

Ciao Marie.
Benvenuta sul mio blog. Per me è un piacere ospitarti perché, come ti ho già detto su fb non tutti gli autori sono ben disposti nei confronti delle critiche e il fatto che tu abbia accettato il mio invito, ti fa onore.
Iniziamo parlando un po’ di te e poi ci dedicheremo alla tua opera.

1. Tipica domanda di apertura: chi è nella vita Marie Albes?
Chi è Marie Albes? Essenzialmente un tipico esemplare di essere umano femminile, né più né meno originale di tante altre. Non parlo molto della mia vita, perché preferisco scrivere di ipotetiche e fantomatiche esistenze, piuttosto che tediarvi con la mia.

2. Quello di scrivere un romanzo è stato un sogno coltivato a lungo?
Sin dagli albori della mia adolescenza, ho sognato di scrivere un romanzo, ma non avevo
idea di cosa, per anni ho abbozzato storielle che poi sono rimaste incompiute, finché non è arrivato Dryadem.

3. Sei anche una lettrice accanita? Se sì, quali sono i generi che prediligi?
Assolutamente sì, leggo molto, è come una droga per me, lettura e scrittura legate insieme.
Leggo quasi tutto, fatta eccezione per alcuni generi di romanzi che aborro e considero la tomba della letteratura, tipo alcuni generi... diciamo attuali, ma non mi dilungo per non ferire i gusti di nessuno. Comunque prediligo i romanzi pieni di sentimenti umani, non importa siano essi fantasy o classici.

4. Ho notato molte citazioni poetiche nella tua opera: la poesia è un’altra tua passione?
Amando tutta la letteratura, anche la poesia fa parte di me, scrivevo poesie quando ero
bambina, sonetti simpatici e ingenui, tipici dell'età puerile. Chi ha letto Dryadem, sa che adoro particolarmente “La pioggia nel pineto” di Gabriele D'Annunzio, ma non tolgo niente ad altre opere o autori che amo altrettanto, o quasi.

venerdì 14 giugno 2013

Recensione "Dryadem" di Marie Albes

Genere fantasy
Pagine 448
Euro 23,50 (cartaceo – QUI lo potete trovare in offerta a 17,00) – 1,99 (ebook)
TRAMA: Ayres den Adel è conosciuta a Wells per la sua misantropia e la sua ostilità, ma solo chi le è veramente vicino sa quanto sia sensibile.
E così, fragile e insicura, la ragazza sopravvive allo scorrere dei giorni lavorando ogni istante, cercando in tal modo di soffocare il rimorso per la colpa che l'affligge da anni, una colpa che in realtà ha radici molto più lontane di quello che lei stessa possa immaginare.
Finché un giorno, la comparsa di un misterioso tatuaggio sulla sua pelle e l'arrivo di James Armstrong - venuto appositamente dall'Alaska per chiederle aiuto - sconvolgono la sua vita passiva.
La sua stessa percezione del mondo verrà capovolta dal susseguirsi degli eventi, che la rinchiuderanno in una morsa di sentimenti opposti: amore e odio, pace e vendetta.
Una morsa che Ayres sarà costretta ad affrontare, per rinascere poi come una fenice dalle ceneri che provocherà.
VOTO:


INCIPIT:
Non appena aprii gli occhi, mi ritrovai di nuovo nel buio.
Con le mani toccai la terra su cui ero distesa, era umida: potevo percepirlo, ma non potevo vederlo.
Mi misi a sedere e respirai forzatamente, tentando invano di frenare l’ansia che cresceva in me come un dubbio esistenziale. Il grido del battito accelerato del mio cuore ovattava ogni suono che mi circondava, per cui mi imposi di calmarmi: se non potevo vedere, dovevo almeno riuscire a sentire, ma quando finalmente riuscii a controllarmi, l’unica melodia che fui in grado di percepire era quella del silenzio. Un silenzio innaturale e spaventoso.
In questo periodo ho un rapporto difficoltoso con molte letture e le relative recensioni… a volte penso di essere in sovraccarico (50 romanzi in meno di 6 mesi sono un bel po’ da assimilare!) e di aver bisogno di rallentare per potermi godere di più le storie che leggo.
Con Dryadem ho avuto un rapporto fatto di alti e bassi, anche se è un romanzo che sicuramente mi è piaciuto. Ma prima di passare a pregi e difetti vediamo un po’ di cosa parla quest’opera.
La protagonista è Ayres, una ragazza di 19 anni molto poco socievole e terribilmente introversa, a causa di un forte dolore che ha dovuto affrontare in passato e che le ha rubato tutta la gioia di vivere.
Quando il lettore incontra Ayres per la prima volta, lei è convinta di essere come chiunque altro, più infelice e glaciale di tutti coloro che la circondano, ma comunque normale nella sua banale “umanità”. I primi indizi che la realtà non è così semplice non tardano ad apparire e ben presto la sua vera natura verrà rivelata (non sto spoilerando, il titolo dice già tutto!): lei è nientemeno che una Driade (per chi non lo sapesse, le driadi sono figure della mitologia greca ed erano ninfe che vivevano nei boschi e ne incarnavano la forza e il rigoglio vegetativo… lo ammetto, ho dovuto andare a cercare la definizione perché io per prima non conoscevo queste figure), e non una driade qualsiasi, ma LA driade, figlia della madre terra e attesa a lungo da molti popoli fatati e non come salvatrice. Il suo percorso per scoprire tutti i suoi poteri e per imparare ad usarli sarà lungo e questa è una delle parti che in questo genere di romanzo mi piacciono sempre, e Dryadem è stata addirittura al di sopra delle aspettative: la graduale presa di coscienza dell’eroina di quello che realmente è in grado di fare è sempre entusiasmante. E Ayres è davvero potente: man mano che familiarizza con la sua nuova identità, può parlare con piante e animali, e governare tutti gli elementi in una miscellanea di capacità che non finiscono mai di stupire.
Ci si chiede perché, nel tedio della vita quotidiana, si continui a desiderare l’avventura.
Ma talvolta ci si domanda come mai, quando si è costretti a vivere quest’ultima, non si desideri altro che tornare a trascorrere la propria semplice giornata con chi si ama…
Non può ovviamente mancare al suo fianco il bello e dannato di turno – James il suo nome – che è anche quello che le rivela la verità … principalmente per interesse personale: lei è l’unica che può aiutarlo a liberarsi da una maledizione che lo affligge da anni, maledizione lanciatagli da una psicotica e possessiva strega che non ha accettato di essere respinta da un comune mortale.
E qui mi fermo perché vi ho già rivelato fin troppo ^^
Immancabile la parte “romance” e la nascita di un amore contrastato da molti ostacoli, non ultima l’identità dei due protagonisti … fortunatamente non c’è traccia di alcun triangolo amoroso.
Quello che credevo sarebbe stato il viaggio della driade alla scoperta della propria missione, si è rivelato solo un viaggio per salvare l’uomo di cui si è innamorata. Sono certissima che ci sarà un seguito, ma mi sarebbe piaciuto scoprire qualcosa in più su questa Driade narrata dalle leggende, invece il filo conduttore della storia rimane principalmente l’amore, per quanto condito da magia e fantasy… diciamo che mi aspettavo esattamente il contrario. Non ho avuto comunque difficoltà ad immergermi nella storia, una volta che mi sono affezionata a questa insolita eroina.
Parliamo invece del tira e molla di James, che passava dagli occhi a cuoricino all’indifferenza più glaciale in continuazione, causandomi non poca irritazione (è vero che tutto trova una spiegazione, ma ragazzo mio deciditi), mentre la super potente Ayres nel frattempo fa lo zerbino, insicura come non mai … GRRR!
La cosa che più mi ha colpita è stata la facilità con cui l’autrice sia riuscita a rendere credibile, in pieno 21esimo secolo, un viaggio a cavallo verso l’Alaska, bivaccando in mezzo alla natura, con fuoco e sacchi a pelo: nel momento in cui i protagonisti partono per il loro viaggio è quasi come se si ritrovassero fuori dal tempo, in un mondo parallelo … mentre invece sono sempre a pochi passi dalla società che conosciamo tutti. L’ambientazione, sicuramente indispensabile per una driade, è molto bella e a volte mi sembrava di ammirarla con gli occhi stupiti ed estasiati della stessa driade.
Ma lei non è l’unico essere sovrannaturale che Marie Albes ha inserito nel romanzo: il lettore entrerà in contatto con elfi di vario genere, fate, folletti e ovviamente la strega di cui vi parlavo all’inizio.
Per quanto tutto sia risultato molto originale, in alcuni momenti della lettura, ho avuto l’impressione che l’autrice abbia voluto arricchire il libro con troppi dettagli che popolavano la sua fantasia, dandomi l’impressione che il libro fosse troppo “affollato” di elementi fantasy, per quanto sempre accuratamente studiati nei dettagli.

Certe volte cerchi di porti mille domande pur di trovare una risposta adatta. La razionalità ti suggerisce percorsi e soluzioni possibili, in modo da dimostrare la concretezza di ciò che ti sta succedendo, quasi fosse una dimostrazione matematica e la fine debba essere coerente, quantificabile e riconducibile all’inizio.
Per cui continui a chiedere e a non trovare risposta.
Poi subentra l’impossibile che tutto può. Non è matematico o razionale, è come il concetto di infinito: la mente umana non riesce a idealizzarlo. Però è lì davanti a te, ogni volta che guardi il cielo, ma hai paura a metterti a ragionare sull’infinità dell’universo, poiché entri nel ragionamento, ma non sai se ne uscirai mai.
La trama è molto ben architettata, una storia che non annoia e che dopo aver soddisfatto una curiosità, ne accende un’altra, mantenendo viva l’attenzione del lettore fino alla fine.
Come avrete notato fin qui non ci sono vere critiche, solo un bilancio delle impressioni derivate dal mio personalissimo gusto di lettrice.
La nota dolente arriva ora, quella che purtroppo ha fatto volar via un gufo dal voto finale … non che mi abbia rovinato il romanzo, ma quando la delusione arriva alla fine è inevitabile che lasci un pochino di retrogusto amaro.
Devo avvisarvi che la parte che segue è TOTALLY SPOILER, ma per quanto abbia provato a girare intorno alla questione non sono riuscita a porla diversamente (quindi evitate di proseguire se non volete scoprire eventi molto prossimi all’epilogo di Dryadem).
Se siete in questa riga è perché siete curiosissimi come me (quante volte ho deciso di leggere rivelazioni importanti sulla trama di un romanzo che in seguito ho anche letto!!! Ho perso il conto!) quindi ecco i fatti:
per sconfiggere la strega Ayres è costretta a fare un viaggio nel passato portandola con sé per uccidere entrambe le versioni della perfida megera: quella del passato e quella odierna. Forse ho letto troppi libri e visto troppi film, diventando fortemente pignola, ma se uccidiamo qualcuno tornando nel passato… non dovrebbe automaticamente cessare di esistere anche nel presente?!? In più Ayres cambia molto il  passato con le sue azioni, modificando significativamente anche il destino di tutti coloro che incontra… seguendo un ragionamento logico, se lei elimina la fonte della maledizione di James con ben due secoli di anticipo, lui non avrebbe mai dovuto essere maledetto, quindi non avrebbe avuto motivo per cercare la stessa Ayres: una volta tornata nel presente lei avrebbe dovuto scontrarsi con tutti i cambiamenti causati, quindi non trovare James ad attenderla e trovare la sua adorata nonna ancora viva (questa è un’altra storia che non vi approfondisco più di così, ma che è collegata a tutto il resto!). Invece quando torna nel presente trova tutto come lo aveva lasciato, con la sola differenza che James è “guarito” dalla maledizione! Ecco io ho trovato che questa soluzione non stesse in piedi, in nessun modo cercassi di girala. Questa scelta ha sicuramente evitato molti grattacapi all’autrice rispetto a quella che io mi sarei aspettata, ma risulta anche un po’ meno credibile.
FINE SPOILER
Per quanto l’autrice abbia cercato di dare una spiegazione a tutte le sue scelte narrative, non sempre tale spiegazione mi è risultata convincente.
Non so se la strada che Marie Albes ha deciso di delineare per i suoi personaggi sia stata dettata da una punta di inesperienza o da scelte ben ponderate… questo solo lei ce lo può dire.
A me spiace solo perché per tutto il resto, a parte qualche insignificante neo, l’autrice se l’è cavata egregiamente, dando vita ad un fantasy che, come romanzo d’esordio, è sicuramente più complesso e originale di tanti altri (in primis per la scelta della Driade come personaggio sovrannaturale … io non l’avevo ancora incontrata nei romanzi che ho letto). Peccato il finale poco convincente: molto carino nelle sue “chiusure” delle storie dei personaggi, ma purtroppo l’effetto “unghie sugli specchi” di cui sopra mi ha rovinato un pochino la gioia dell’epilogo.
Malgrado la “questione Driade – salvatrice” sia rimasta in sospeso, Dryadem si legge come un autoconclusivo e questo è sicuramente un grosso punto a suo favore. Di sicuro sarà una lettura molto piacevole per tutti gli amanti del genere fantasy e a Marie Albes mando i miei auguri per questa avventura ancora all’inizio e un ringraziamento per avermi fatto leggere il suo romanzo … mi auguro che fosse pronta a qualche critica!
In conclusione  vi consiglio di dare un’occasione a quest’autrice dalla brillante fantasia e alla sua Driade.

Prima di chiudere volevo solo aggiungere che ho trovato molto belle le tavole che arricchiscono la lettura, quindi ve ne ho mostrate un paio qui sopra (leggermente modificate nei colori da me, perché il grigio dell’ereader non gli rendeva giustizia). I disegni sono di Paola Daonovaro e siete pregati di non prelevare le immagini.
Passo e chiudo :)