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martedì 2 settembre 2014

Recensione INNAMORARSI A NOTTING HILL di Ali McNamara

Editore Newton & Compton
Pagine 375
Euro 9,90
TRAMA:
Scarlett O'Brien sogna una vita da film. Nel vero senso della parola: perché il cinema, e in particolare le sue amate commedie romantiche, sono molto più eccitanti della banale realtà di tutti i giorni accanto a un noioso fidanzato appassionato di fai­da­te. Ossessionata da Hugh Grant, Brad Pitt e Johnny Depp, Scarlett trascorre le giornate con la testa tra le nuvole, e le serate con la mano immersa in un sacchetto di popcorn, davanti allo schermo. Così, quando le si presenta l'occasione di trascorrere un mese in una villa di Notting Hill, scenario di uno dei suoi film preferiti, non esita un secondo ad accettare: prima di cedere alle insistenze della famiglia, che la vuole sposata e "sistemata", potrà vivere le sue fantasie almeno una volta! Ben presto però Scarlett scopre che la vera Notting Hill è molto diversa dalla sua versione di celluloide, e quando fa conoscenza con il suo nuovo vicino, l'affascinate quanto irritante Sean, si rende conto che il copione della sua vita rischia di sfuggirle di mano... Forse il destino sta tramando come in "Serendipity"? O magari sta andando in scena il suo personale remake di "Se scappi ti sposo"? Ma qual è, in fin dei conti, il lieto fine che Scarlett desidera per se stessa? L'importante è deciderlo in fretta, perché il giorno delle nozze si avvicina...
VOTO:


RECENSIONE:
Se mi fossi fatta un selfie appena terminato di leggere questo romanzo, immortalando gli occhi a cuoricino e il solito sorriso ebete da romanticona in fase REM, non avrei nemmeno avuto bisogno di scrivere la recensione!!
Ho rimandato l’acquisto di questo romanzo per un bel po’, almeno finché non l’ho trovato a metà prezzo (cioè praticamente regalato) al Libraccio… non avevo più scuse per non comprarlo :P
Il motivo principale della mia reticenza è che avevo già letto (e recensito QUI) il precedente romanzo di questa autrice – Colazione da Darcy - e per quanto carino, non lo avrei messo in cima alle mie commedie romantiche preferite in quanto carente sotto molti aspetti.
Ma stavolta sono rimasta piacevolmente stupita dalla storia che mi sono ritrovata a leggere e soprattutto dalla protagonista di cui mi sono innamorata immediatamente.
Scarlett – chiamata così in onore della protagonista di Via col vento – è totalmente incapace di vivere con i piedi per terra. Quella per i film romantici è una vera e propria mania; per lei è impossibile non cercare somiglianze nelle situazioni e nelle persone con scene e protagonisti dei suoi film preferiti, film che ha visto talmente tante volte da rasentare numeri a tre cifre… non potevo non immedesimarmi subito con lei, soprattutto considerando che più volte cita titoli che potrei recitare a memoria per averli visti quanto lei (vedi L’amore non va in vacanza e Pretty Woman) e altri che adoro (come Notting Hill).
Tutti quelli che la circondano, dal padre al fidanzato alla migliore amica, le dicono che la sua sta diventando un’ossessione, che la vita reale non è come un film e che lei deve cercare di restare coi piedi per terra. Proprio per questo motivo tutti la sproneranno a cogliere l’occasione inattesa di vivere un mese a Notting Hill, mentre Scarlett partirà solo per poter dimostrare loro quanto si sbagliano.
Ecco il succo è questo, ma il libro è veramente carinissimo.
Tendenzialmente verosimile ai minimi livelli (e questa è una caratteristica dell’autrice che ho riconosciuto dalla precedente lettura), Innamorarsi a Notting Hill è un romanzo simpaticissimo, brioso e divertente e contemporaneamente è una storia che fa sognare e battere forte il cuore.
Qualsiasi lettrice non può evitare di desiderare di vivere tutte le “avventure” di Scarlett per quanto improbabili esse siano e sicuramente – a meno di avere un sasso al posto del cuore – non potrà non innamorarsi del suo vicino di casa, Sean.
Probabilmente la filosofia di Ali McNamara è “se devi sognare, fallo in grande”… e con questo romanzo (di cui so essere uscito anche un seguito, che come ogni sequel mi lascia perplessa e titubante… perché sfidare la sorte quando un romanzo è riuscito così bene?) mi ha proprio fatto sognare in grande! Non mi azzarderei mai a desiderare cose così impossibili come quelle che ho vissuto tramite la protagonista in questo libro, ma il bello dei romanzi è proprio poterci spingere fin dove non osiamo nemmeno nel cassetto dei nostri sogni.

Romanticissimo e stravagante, questo è un titolo che non ha tempi morti, nessun momento di noia e una sequela di eventi impossibili da prevedere, che rendono la lettura piacevole sotto ogni punto di vista.
Io me lo sono pappato in nemmeno due giorni perché non avevo mai voglia di posarlo: era troppo divertente accompagnare Scarlett in giro e fare con lei la conoscenza degli altri personaggi… di certo la protagonista è un’amica che adorerei avere nella vita reale!
Questa volta ho completamente rivalutato Ali McNamara e (a parte il seguito di cui vi dicevo prima, che si intitola Da New York a Notting Hill per innamorarsi ancora) so già che non saprò resistere alle sue prossime creazioni.
Quando mi entusiasmo così tanto per un libro di questo genere mi rendo conto di quanto schifosamente romantica e sognatrice io sia a tutt’oggi, malgrado le badilate sul muso che ho preso nella vita reale… grazie a queste storie continuo a ricordarmi che la speranza è l’ultima a morire e che un giorno anch’io avrò il mio happy end. Ecco magari mi accontento di qualcosa di più banale del lieto fine di Scarlett… il suo è davvero sopra le righe, ma mi ha fatto sorridere tanto da farmi venire i crampi alle guance :D
Visto che non voglio addentrarmi ulteriormente nelle vicende narrate per non rovinarvi nessuna sorpresa, non mi resta molto altro da dirvi… se non che straconsiglio questo libro a tutte le romanticone come me, soprattutto se anche voi non vi stanchereste mai di rivedere i soliti film romantici!
Proprio bello bello.

Passo e chiudo :)

sabato 7 luglio 2012

Recensione di "Colazione da Darcy" di Ali McNamara

Editore Newton & Compton
Pagine 384
Euro 9,90
TRAMA:
 Quando Darcy McCall perde l’adorata zia Molly, l’ultima cosa che si aspetta è di ricevere in eredità un’isoletta in mezzo al mare. Secondo le ultime volontà della donna, però, per entrarne in possesso, Darcy dovrà trascorrere almeno dodici mesi sull’isola di Tara, al largo delle coste occidentali dell’Irlanda. Una bella sfida, non c’è che dire, per una come lei, abituata alla frenetica vita londinese.
«Come faccio a staccare la spina per andare a vivere in un'isola per un anno intero, come una specie di reclusa? Che ne sarà della mia vita a Londra? I miei amici, il mio lavoro, il mio appartamento? Non posso mollare tutto così!»
Ma forse un cambiamento è proprio ciò di cui Darcy ha bisogno, così, senza quasi rendersene conto, da un giorno all’altro si ritrova a dover dire addio alle amate scarpe con il tacco per indossare un paio di orribili stivali. Adattarsi alla spartana vita dell’isola sarà un’impresa tutt’altro che facile, ma tra una tazza di tè e i biscotti fatti in casa, Darcy scoprirà che l’isola ha molto da offrire…
E dopo le difficoltà iniziali, il calore e l’affetto della piccola comunità di Tara finiranno per conquistare anche la festaiola Darcy. Nuovi amici e forse un nuovo amore l’attendono dietro l’angolo: chi, tra il bellissimo Connor e il testardo Dermot, saprà far battere il suo cuore?

Nuovo libro archiviato! Che dire? Di sicuro una lettura estiva, ideale sotto l’ombrellone, scorrevole e poco impegnativa. Certo non è un capolavoro e vi spiegherò il perché, ma lo consiglio a chi ha voglia di qualcosa di leggero.
La prima cosa su cui ho da ridire è che leggendo la trama credevo si trattasse di una storia leggermente diversa: una ragazza di città costretta ad andare a vivere in un paesino sperduto e che scoprirà che gli abitanti del posto e quella vita semplice non sono poi così male.
Il concetto di base è lo stesso, a parte che l’isola è disabitata da anni e che toccherà proprio a Darcy ristrutturare le abitazioni e portare dei nuovi abitanti: certo le cose cambiano un po’ da ciò che mi aspettavo, oltre al fatto di essere un po’ meno credibile.
Comunque a parte questo dettaglio, quello che cercavo era una lettura “light” e di certo in questo sono stata accontentata, ma ho trovato la caratterizzazione dei personaggi un po’ superficiale, soprattutto di alcuni: a volte erano molto bidimensionali, troppo. Anche alcuni eventi sono trattati rapidamente, in primis il finale che mi è sembrato troppo sbrigativo.
La protagonista all’inizio sembra la brutta copia di Becky Bloomwood (creata dalla mitica Kinsella), la superficiale ragazza shopping-dipendente che si riempie di debiti strisciando le sue carte di credito per comprare articoli firmati che in realtà non gli servono! Questa somiglianza tutt’altro che sottile mi ha leggermente infastidito, ma per fortuna continuando con la lettura si scopre che Darcy assumerà una sua distinta personalità, decisamente diversa dall’inizio e soprattutto da Becky.
Come Darcy, anch’io pagina dopo pagina, mi sono affezionata all’isola di Tara e alla vita della piccola comunità, immaginando quanto sarebbe stato bello essere selezionata per la sua impresa.
Il punto di forza maggiore del libro, secondo me, è proprio l’ambientazione: quest’isola nel mare dell’Irlanda con tutte le leggende, le usanze tipiche e i simboli che l’arricchiscono hanno reso la lettura molto interessante. Un ruolo importante è dato al tradizionale anello Claddagh (qui a fianco) e io, da buona fan appassionata del telefilm Buffy The Vampire Slayer, non potevo che apprezzare particolarmente questo dettaglio.
Una domanda che mi è nata spontanea una volta finito il romanzo è stata “ma il titolo a cosa si riferisce”?
“Colazione da Darcy” immaginavo volesse indicare un’abitudine che si sarebbe sviluppata  nel corso della narrazione, ossia di qualcuno o svariati personaggi che andavano a fare colazione a casa della protagonista con regolarità... invece non c'è nulla di tutto ciò e tutt’ora mi scervello cercando un significato che forse non c’è.
La cover invece (anche se si rifà al titolo) mi piace molto… sarà il lilla predominante o la sensazione confortevole di una tazza fumante di caffè/thè! Non male anche quella originale che inserisco a fine post.
A parte queste piccolezze, non mi resta molto da dire: mi aspettavo qualcosa di più, ma sicuramente non è stata una completa delusione. L’ho letto senza difficoltà e alla fine è riuscito anche a farmi sorridere, quindi del buono c’è.
Se avete voglia di una lettura con poche pretese, con un po’ di romance vecchio stampo (molto romantico e mai volgare) e un lieto fine, questo libro fa al caso vostro.
A presto J

VOTO: