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venerdì 6 settembre 2013

Recensione "La ragazza fantasma" di Sophie Kinsella

Editore Mondadori
Pagine 393
Euro 13,00
TRAMA: A ventisette anni, niente funziona nella vita di Lara. Il fidanzato l'ha lasciata, ma lei non si arrende e lo perseguita con messaggi e telefonate, la società di cacciatori di teste che ha aperto con la sua migliore amica non decolla, la socia ha pensato bene di trasferirsi a Goa lasciandola in un mare di guai e la sua famiglia la considera un po' picchiatella... Quando si trova costretta dai genitori ad andare al funerale di una vecchia prozia di centocinque anni che non ha mai conosciuto, Lara sente di aver toccato il fondo. Durante la funzione, però, succede qualcosa di incredibile: le appare una ragazza bellissima, diafana, vestita con l'accurata ed eccentrica eleganza degli anni Venti, che le chiede con insistenza: "Dov'è la mia collana? Voglio la mia collana!". Chi è questa ragazza? Di quale collana parla? E com'è che solo lei tra i presenti al funerale la vede? Insomma, va bene lo stress, ma addirittura avere le visioni! In effetti l'immaginazione di Lara è sempre stata molto fervida, ma quello che da questo momento le accadrà sorprenderà anche lei. Ciò che ancora non sa è che la misteriosa ragazza comparsa dal nulla, capricciosa, pungente e stravagante, vestita con meravigliosi abiti vintage, diventerà la sua guida, la sua amica più cara, la confidente perfetta, e che la ricerca dell'agognata collana si trasformerà per entrambe in una sorprendente avventura.
VOTO:
 

INCIPIT:
Sapete qual è il problema con i genitori? Si è costretti a mentire per proteggerli. È per il loro bene. Insomma, prendiamo i miei. Se solo avessero un’idea della mia reale situazione – soldi, vita sentimentale, impianto idraulico, tasse – gli verrebbe subito un infarto e il dottore chiederebbe: “Qualcuno per caso li ha scioccati?”. E sarebbe tutta colpa mia. Quindi, loro sono qui da meno di dieci minuti e io ho già detto (***) sette bugie. Senza contare quelle sulla mise della mamma.
RECENSIONE:

Ecco un altro romanzo che a furia di aspettare le mie attenzioni si era riempito di polvere (in senso figurato ovviamente!!) nel corso dei mesi. Eppure adoro i romanzi di Sophie Kinsella, che mi ha conquistata con la saga di I Love Shopping e che finora non mi ha mai delusa. Finalmente, complici le giornate di sole e il buon umore immotivato tipicamente estivo, mi sono decisa ad affrontare questo titolo.
La ragazza fantasma tratta – indovinate un po’? – di una ragazza fantasma. La protagonista, Lara, è una 27enne che nella vita è una totale frana… e questo è un complimento. Disperata per essere stata lasciata da un fidanzato che a occhi meno accecati dall’amore dei suoi appare subito per quello che è – inutile – è anche totalmente negata per il lavoro che fa in società con la sua migliore amica – migliore amica latitante e inutile tanto e più del fidanzato di cui sopra. Insomma Lara è un fiasco su tutta la linea, ma la sua vita rischia di diventare ancora più incasinata quando al funerale di una sconosciuta prozia morta a 105 anni, inizia ad essere perseguitata dal fantasma di una ragazza alla ricerca di una fantomatica collana. Senza bisogno di troppi sforzi di fantasia, diventa presto chiaro che il fantasma appartiene alla defunta prozia Sadie e che sarà un osso molto duro da ignorare.
Ammetto che il libro inizialmente ha fatto un pochino fatica a conquistarmi, forse perché mi aspettavo una sorta di colpo di fulmine per la storia e i personaggi, come mi era sempre accaduto fino ad oggi con i libri della Kinsella. Questa volta invece si tratta di un amore che è nato poco per volta.
Al principio – a parte le situazioni assolutamente assurde e irreali, tipicamente Kinselliane, in cui Lara si trova coinvolta a causa del “suo” fantasma – ho tentennato ad appassionarmi perché non riuscivo a farmi entrare in simpatia né Lara, né tantomeno il fantasma di Sadie. Trovavo la prima smidollata, inconcludente e petulante; mentre la seconda era soltanto irritante, antipatica e fastidiosa! E sapete una cosa? Credo che fosse lo scopo dell’autrice farle apparire così (almeno per quanto riguarda il personaggio fantasmico!). Tant’è che persino loro due non riuscivano a legare ed erano in continuo conflitto… in alcuni momenti avrei voluto infilare la testa nel libro e gridare “SILEEEENZIO!”, come Silente in una scena dei film di HP.
E poi ho proseguito con la lettura, primo perché non abbandono mai un libro prima della fine, secondo perché la Kinsella ha una fantasia talmente spiccata per le stramberie che riesce a farmi ridere e sorridere anche se i personaggi non mi piacciono. Il giorno in cui ho finito il romanzo – una paciosa domenica pomeriggio post temporale – ho letto più di 200 pagine senza tirare nemmeno il fiato. Non so a quale punto della storia l’autrice ha fatto la sua magia su di me, ma senza rendermene conto mi sono ritrovata innamorata del romanzo che stavo leggendo e non riuscivo più a staccarmi. Lara si è rivelata ingenua, ma tenace, appassionata e di buon cuore e Sadie… beh ragazzi, darei qualsiasi cosa per avere un’amica fantasma come lei! Ho iniziato a volere bene ad entrambe prima ancora di capire che le mie sensazioni nei loro confronti stavano cambiando, scoprendomi completamente conquistata da queste due ragazze e dal loro rapporto stravagante.
Come sempre Sophie Kinsella riesce a creare situazioni intricatissime e introvabili nella vita reale, condendole con sentimenti veri e pensieri più profondi. I suoi personaggi acquistano spessore man mano che la storia avanza, diventando compagni insostituibili… arrivata alla fine del libro avrei voluto scoprire che c’erano altre pagine da leggere per non dover salutare Lara e Sadie.
La storia che mi sono trovata tra le mani parla immancabilmente di amore, ma non aspettatevi un romanzo rosa perché questo ne è ben lontano. C’è ovviamente la parte romance, ma non è lei la protagonista: è bellissima, ma non centrale. Il ruolo principale potrebbe essere assegnato al valore dell’amicizia – anche la più improbabile – e soprattutto della famiglia e delle proprie origini. Eppure non è soltanto questo… ci sono talmente tante cose in questo libro, che è difficile dare maggior peso ad una piuttosto che a un’altra, perché la particolarità è proprio nel risultato finale così originale e poliedrico. Tanti tasti vengono toccati, comprese le occasioni perdute del passato… che senza un fantasma per amico sono impossibili da recuperare! L’unica cosa che potete fare per scoprire di cosa parla La ragazza fantasma è leggervelo dall’inizio alla fine.
Quello che è partito come un gran caos, impossibile da districare, diventa una storia attentamente articolata, piena di dettagli che si rincorrono tra presente e passato, su un sentiero lastricato di sorrisi e arrabbiature che porta verso il solito epilogo  prevedibilmente felice, ma inaspettatamente commovente e con qualche ultima piccola sorpresa.
Bello, bello! Inizialmente avevo pensato di dare soltanto 3 gufi a La ragazza fantasma per la difficoltà ad ingranare, ma visto che, intanto che scrivo la recensione e ripenso ai punti salienti della storia, continuo ad avere questo sorrisetto soddisfatto sulla faccia non può che meritarsi giustamente 4 gufetti.
Nuovamente Sophie Kinsella si conferma come una delle mie autrici preferite: il suo stile spigliato, la sua fervida immaginazione e l’allegria che riesce a trasmettermi con i suoi libri sono impagabili. Ora non mi resta che procurarmi un altro paio di suoi titoli, visto che ne ho ancora un po’ da recuperare… compreso l’ultimo appena arrivato nelle librerie “Fermate gli sposi”.
E adesso tocca come sempre a voi: vi piacciono i romanzi della Kinsella? Avete letto La ragazza fantasma? Aspetto le vostre opinioni e, perché no, i vostri consigli se conoscete qualche titolo particolarmente carino di questa autrice.
Io da parte mia non posso che consigliarvi questo romanzo, se cercate una boccata di allegria e una storia fuori dagli schemi.
E visto che con questo è tutto, passo e chiudo :)

sabato 29 settembre 2012

Recensione de La signora dei funerali di Madeleine Wickham

Editore Oscar Mondadori
Pagine 285
Euro 9,50
TRAMA:
Fleur Daxeny è bella e affascinante, ma soprattutto è una donna senza scrupoli. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, dopo aver letto i necrologi sul "Times", Fleur si imbuca ai funerali e alle commemorazioni dei ricchi puntando a conquistare i vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti e soprattutto dopo aver messo mano alle loro carte di credito, e tutto questo con recalcitrante figlia al seguito, Fleur scompare senza lasciare tracce fino all'incontro con una nuova vittima ignara. Questo giochetto le riesce più volte fino al giorno in cui la donna incontra il noioso e prevedibile Richard Favour, alla commemorazione dell'amata moglie. Ancora una volta, da vera professionista, Fleur riesce a far breccia nel cuore del vulnerabile vedovo, ma le cose non vanno esattamente come lei aveva previsto.

Questa volta è stato il turno di una commedia scorrevole e carina, finita in soli due giorni.

L’autrice Madeleine Wickham è forse nota ai più con lo pseudonimo di Sophie Kinsella, ma devo dire che non cambia solo il nome in questo caso: per essere certa delle mie impressioni dovrò leggere almeno un altro romanzo firmato Wickham, ma finora ho notato una differenza di genere rispetto ai titoli firmati Kinsella.
Si tratta sempre di una commedia (situazioni improbabili, sentimenti, lieto fine: insomma tutta la gamma di ingredienti), ma molto più soft rispetto alle altre pubblicazioni: non ho trovato nessuna scena che mi abbia fatto ridere e non mi è sembrato fosse una mancanza di talento, bensì una scelta ragionata.
Il tono della narrazione resta molto più serioso e le situazioni narrate sono più realistiche.
La protagonista Fleur è un’accalappiatrice di uomini ricchi, che riesce a rintracciare ed irretire partecipando alle commemorazioni funebri delle mogli: quale sistema migliore per conquistare un vedovo, se non offrire comprensione e appoggio? Se a questo aggiungiamo un fascino sopra la norma il gioco è fatto! Ovviamente il suo unico scopo è spennare il pollo di turno il più possibile, prima di sparire senza lasciare traccia di sé.
Descritta così, Fleur potrebbe sembrare una “Crudelia” senza cuore, cinica e spietata… ed è sicuramente così che lei vorrebbe essere, ma risulta invece essere una persona molto positiva: il giorno in cui la sua strada incontra (non di certo casualmente) quella  di Richard Favour prima e dei suoi famigliari poi, tutti si ritroveranno ad ammettere che le loro vite sono nettamente migliorate.
Fleur, più o meno volontariamente, porterà alla luce la vera natura della defunta moglie di Richard: lui la credeva una creatura schiva, ma perfetta… mentre invece era una carogna ben camuffata!
I personaggi mi sono piaciuti tutti moltissimo: ciascuno di loro è abbastanza approfondito e il lettore, oltre alle loro caratteristiche presenti, viene reso partecipe anche dei retroscena che li hanno resi quelli che sono.
Ho apprezzato molto la trama, il rapporto di Fleur con tutti i componenti della famiglia Flavour e le storie individuali di tutti i personaggi  che gravitavano intorno alla protagonista,  ma il libro è rimasto comunque al di sotto delle mie aspettative.
Per quanto lo stile dell’autrice sia sempre gradevole, scorrevole, mai noioso, ho trovato alcuni particolari che non mi hanno soddisfatto pienamente: ad esempio  -ATTENZIONE SPOILER- ad un certo punto viene dato ad intendere che la figlia di Fleur, che vive praticamente solo di acque e insalata, possa avere un problema di anoressia che la madre preferisce ignorare… ma il fatto finisce nel dimenticatoio! Inoltre quando alla fine la protagonista, come ha sempre fatto, fugge con la figlia e la carta di credito di Richard, assistiamo a quel momento catartico in cui lei capisce che è il momento di smetterla, di fermarsi e forse di cambiare vita… momento che dura si e no due righe. Come era scontato, decide di tornare sui suoi passi, ma oltre a non accettare la proposta di matrimonio di Richard (che ci può anche stare, visto l’ingombrante coda di paglia!) non ammette mai di amarlo… che tristezza. – FINE SPOILER.
Insomma questi e tanti altri particolari che avrebbero potuto occupare più spazio o essere approfonditi di più, fanno meritare a questo libro solo tre gufetti.
Il libro sicuramente lo consiglio a tutti, perché è una lettura piacevole, ma gli altri libri dell’autrice (per lo meno quelli scritti come Kinsella) mi hanno lasciato molto di più: le emozioni che rimangono dopo aver finito l’ultima pagina, sono la mia unità di misura principale nel giudicare un romanzo e questo è stato solo carino, ma niente di più.
Mi tocca procurarmi un altro titolo della Wickham/Kinsella per rifarmi,  visto che è un’autrice che adoro: suggerimenti da parte vostra???
E con questo ho finito. Passo e chiudo J

VOTO:

lunedì 27 agosto 2012

Recensione di "Sai tenere un segreto?" di Sophie Kinsella

Editore Oscar Mondadori
Pagine 322
Euro 9,50
TRAMA:
Emma è una ragazza come tante altre. Una vita senza grandi scosse, un lavoro da assistente marketing in un’importante multinazionale, un fidanzato simpatico. Ma, come tutte, sogna una vita diversa, e soprattutto ha i suoi piccoli segreti. O almeno li aveva… fino a quando, nel suo primo viaggio di lavoro, si trova ad affrontare un volo molto turbolento e in preda a un incontrollabile nervosismo, racconta tutto di sé – ma proprio tutto – al vicino di posto: un americano che ascolta divertito i suoi segreti più intimi. Tanto, in fondo, lui chi è, se non un perfetto sconosciuto?
Il mattino seguente Emma, ormai dimentica della brutta esperienza, si reca in ufficio pronta ad accogliere assieme ai colleghi il famoso fondatore della società per la quale lavora, in visita alla filiale inglese. Quando lui finalmente fa la sua apparizione, Emma si accorge con orrore che si tratta dello sconosciuto incontrato in aereo al quale ha confidato tutto di sé!
Lui saprà tenere il segreto


Dopo una serie di letture a base di vampiri, mannari e chi più ne ha più ne metta, avevo proprio bisogno di “cambiare aria” e nessuno meglio di Sophie Kinsella poteva portare una ventata di allegria!
Avevo sentito parlare di questa autrice per molto tempo, prima di scoprirla personalmente: chissà perché ho sempre pensato che le commedie non fossero il mio genere. Poi un paio di anni fa sono entrata in libreria con solo due spiccioli nel portafoglio e la voglia di comprare un libro… quelli della Kinsella in versione Oscar Mondadori sono davvero convenienti, quindi mi sono detta “perché no?”.
Il titolo che mi ero portata alla cassa era “La regina della casa” che mi ha permesso di scoprire questo genere letterario e aggiungerlo ai miei preferiti (perché non ne avevo già abbastanza!), portandomi poi all’intera saga di “I love Shopping”.
A parte questa piccola introduzione autobiografica, devo dire che anche questa volta Sophie Kinsella non mi ha delusa: una protagonista completamente strampalata e maldestra all’inverosimile, situazioni assurde, buon umore assicurato e tanta tanta umanità.
Devo ammettere che nella prima parte del libro leggevo un po’ con il naso storto, perché Emma mi ha ricordato troppo Rebecca Bloomwood: incapace di dire la verità, anche quando mentire è del tutto inutile.
Ma mano a mano che proseguivo col romanzo le differenze tra le due si evidenziavano sempre più.
Emma è una bugiarda cronica perché è in questo modo che combatte le proprie insicurezze: fa di tutto per compiacere le persone che la circondano, convinta che se dicesse realmente ciò che pensa le persone non la apprezzerebbero più, primi tra tutti il suo perfetto (?!?) fidanzato e la sua migliore amica.
Ma questa mancanza di autostima ha un origine ben precisa: da quando era bambina e la cugina, rimasta orfana, è andata a vivere con lei, i genitori di Emma non hanno fatto che paragonare le due ragazze, ripetendole fino alla nausea che avrebbe dovuto prendere esempio da Kerry (la suddetta cugina), se voleva aver successo nella vita. Infatti ogni volta che Emma deve partecipare ad una riunione di famiglia sembra debba andare al patibolo: una tortura fatta di battutine sarcastiche e commenti, divertenti per tutti tranne che per lei, da parte di tutta la famiglia. L’unico parente a cui non avrei dato fuoco è il tenero nonno “mangia barrette energetiche”.
Niente di più ovvio quindi che nel corso di un volo aereo particolarmente turbolento, la paura di morire faccia crollare la diga di anni di bugie e porti Emma a confidare ogni più piccolo segreto ad un perfetto estraneo, Jack… che purtroppo si rivelerà essere niente meno che il co-fondatore della società in cui lei lavora.
Da qui sarà tutto un susseguirsi di episodi a volte esilaranti, a volte irritanti, ma sempre nell’ inconfondibile stile “Kinsella”.
Non mancheranno momenti di esaltazione: per chi ha letto il libro dico solo “pic-nic aziendale con le famiglie” (così chi deve leggerlo non avrà nessuna sorpresa rovinata!)… avrei voluto saltare dentro nel libro e abbracciare Emma, o meglio ancora Jack.
MI PIACE MOLTO LA
COVER ORIGINALE...
Più della nostra!
E poi è dato il dovuto spazio ai sentimenti con realismo e sensibilità: non solo l’amore uomo-donna (che comunque ha la parte più importante), ma anche l’amicizia e il legame figli-genitori… L’autrice con la sua storia ci insegna che nei rapporti veri e importanti della vita, bisogna avere il coraggio di dire la verità e di mostrarsi per quelli che si è realmente.
Le eroine di questa autrice sono sempre talmente assurde da risultare irresistibili: anche in questo caso, malgrado spesso Emma cerchi di fare la cosa giusta, riesce sempre a complicarsi ulteriormente la vita! Non si può non provare empatia nei suoi confronti: mi sono ritrovata a “ringhiare” (mentalmente è ovvio, altrimenti mi prendete per pazza!) dalla rabbia per le ingiustizie, a sorridere per la sua ingenuità, ad esultare per le sue piccole rivincite e a trattenere il fiato quando tutto precipita.
Insomma malgrado l’inizio dubbioso è stata una lettura in discesa, ma nel senso buono del termine: più mi addentravo nella storia, più difficile diventava richiudere il libro… venerdì ho letto fino alle 4 del mattino, talmente immersa del libro, da non rendermi conto del tempo che passava nel mondo reale!
Anche questo fa di un libro un buon libro: la sua capacità di invertire la forza di gravità, tenendoti incollata alle sue pagine come il ferro su una calamita.
Quindi agli estimatori/estimatrici del genere non posso che consigliarlo: voto 4/5 solo per la difficoltà trovata nelle prime pagine, ma di sicuro una commedia da non perdere!

VOTO: