Visualizzazione post con etichetta Giunti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giunti. Mostra tutti i post

mercoledì 18 settembre 2013

ANTEPRIME: novità settembrine dalle case editrici

Ecco alcune novità che approdano in questi giorni in tutte le librerie.

PRECIOUS RAMOTSWE, DETECTIVE
di Alexander McCall Smith
Finalmente il primo episodio dei «Casi di Precious Ramotswe»
Giunta al nono titolo, è la serie più amata dell'eccentrico scrittore di origine scozzese, un inconfondibile mix di giallo, umorismo e sensibilità.
Editore TEA
Pagine 224
Euro 9,00
TRAMA:
Dopo aver lavorato una vita nelle miniere sudafricane di diamanti, e averci perduto la salute, il padre di Precious Ramotswe torna a casa, in Botswana. La giovane figlia gli sta vicino nei suoi ultimi giorni, e raccoglie i racconti, la saggezza, il testamento di un uomo buono. Con la piccola eredità che le lascia, il padre avrebbe tanto desiderato che la figlia aprisse una macelleria, una piccola attività sicura. Ma Precious ha già preso un'altra decisione: aprire un'agenzia investigativa privata. La sua missione, dice, sarà quella di aiutare le persone normali nei loro problemi quotidiani. Precious è irremovibile, e alla fine riceva la benedizione paterna. Nasce così la N. 1 Ladies' Detective Agency del Botswana: un semplice bungalow, una macchina per scrivere, uno schedario e una teiera sempre pronta. E il primo caso non tarda ad arrivare...
 Uscita: 19 Settembre 2013

L’autore
Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in Africa, è stato per anni professore di diritto presso l’Università di Edimburgo ed è stato vicepresidente della commissione per la genetica della Gran Bretagna. Ha al suo attivo tre serie di romanzi di grandissimo successo internazionale: «I casi di Precious Ramotswe, la detective n° 1 del Botswana», «I casi di Isabel Dalhousie, filosofa investigatrice» e «Le storie del 44 Scotland Street».
Hanno detto del romanzo
Commenti segnalati dalla casa editrice

Curiosità:
altro


PERDUTAMENTE di Flavio Pagano
Una malattia terribile e comune che sconvolge la vita di una famiglia napoletana, una storia vera narrata con sensibilità e ironia.
Editore Giunti
Pagine 240
Euro 12,00 cartaceo – 6,99 Ebook
TRAMA:
Cosa fare quando la persona che ci è più cara si ammala? Lottare fino all’ultimo, sognare addirittura di sconfiggere la malattia, o accettare che il distacco è un destino ineluttabile e che la vita continua? Perdutamente è un romanzo basato su una storia vera, che si svolge in una Napoli convulsa, sbandata, surreale. È la storia di una famiglia – tanto allargata quanto scombinata, i cui membri sono distribuiti in tre generazioni dai sei agli ottant’anni – che si trova ad affrontare un’emergenza comune della vita di oggi: assistere l’anziana madre e nonna che si sta ammalando di Alzheimer.  Tutto comincia con un viaggio che la donna ha cercato di intraprendere in segreto. Viene recuperata alla stazione, in stato confusionale, e nessuno riesce a capire dove volesse andare, o da chi. È un piccolo enigma, reso più oscuro da una misteriosa lettera-testamento scomparsa sulla quale ci si arrovella: vecchi amanti, luoghi sacri del passato... La malattia si aggrava, la convivenza si fa ingestibile, ma i suoi stravaganti familiari vogliono scoprire la destinazione di quel viaggio e decidono di tenere duro. L’anziana donna, che dentro la sua mente è tornata bambina ai tempi del fascismo, diventa assoluta protagonista. È  l’occasione per un confronto struggente, dai risvolti esilaranti, che penetra nei lati più riposti del rapporto tra genitori e figli, mentre i ruoli si rovesciano. Ma i figli di oggi sono davvero capaci di essere genitori o sono “figli per sempre”?  Tra latitanza e inefficienza dello Stato, mentre si consuma una delirante battaglia burocratica per ottenere la pensione d’invalidità, la famiglia riscopre il proprio senso. Figli e nipoti si trasformano in “badanti estremi”, pronti perfino a creare intorno all’ammalata un’incredibile messinscena per realizzare il suo sogno. di incontrare San Gennaro. Finché spunta fuori la lettera che la donna aveva scritto prima di tentare invano di partire. Una lettera che svela tutta l’immensità dell’amore di una madre per i propri figli e che li spinge ancor più a rimanere in trincea fino all’ultimo, perdutamente accanto a lei.
Uscita: 18 Settembre 2013

L’autore
Flavio Pagano (Napoli, 1962) è un autore eclettico. Spazia attraverso vari generi letterari, alcuni suoi lavori sono diventati spettacoli teatrali e ha scritto anche per la tv. Nel 2011 ha ricevuto il Premio speciale Elsa Morante –Isola di Arturo con il libro Ragazzi Ubriachi. Per Giunti Editore ha firmato, con Alessandro Cecchi Paone, il saggio sull’omosessualità nello sport Il campione innamorato (2012). Collabora con il Corriere del Mezzogiorno e il manifesto. Autodidatta per vocazione, suona il violoncello e il piano. Ha giocato a rugby, sua grande passione. Vive a Napoli.

Curiosità:
Il romanzo esce alla vigilia della XX Giornata Mondiale dell’Alzheimer (21 settembre 2013), istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Alzheimer’s Disease International per creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati dalla malattia che con la memoria si porta via un'intera esistenza.Le persone affette da Alzheimer e altre demenze sono oggi stimate in 36 milioni nel mondo, di cui uno nel nostro Paese; numeri destinati ad aumentare drammaticamente nel giro di pochi anni.Per approfondire: Federazione Alzheimer Italia e Associazione Italiana Malattia di Alzheimer.


A CAPOTAVOLA
STORIE DI CUOCHI, GASTRONOMI E BUONGUSTAI
di Laura Grandi, Stefano Tettamanti
Da Epicuro a Maigret, da Churchill a Nonna Papera, i segreti dei veri “master chef ” che ci hanno insegnato il piacere della tavola!
Editore Mondadori
Pagine 250
Euro 17,50
TRAMA:
La storia della cucina spiega come i “master chef” esistano fin dall’antichità e non siano, come qualcuno crede, una moda dell’era televisiva. Senza contare che alcuni piatti o drink celebri (dalla salsa Béchamel al filetto alla Wellington, dalla Chateaubriand ai tournedos Rossini, dal cocktail Martini al Bellini) portano il nome di chi in cucina o dietro il bancone di un bar non c’è mai stato... In questo libro, Laura Grandi e Stefano Tettamanti raccontano le vite “vere” di una serie di personaggi che ai fornelli sono nati e vissuti e di altri che, a volte per un puro caso, oggi commemoriamo per il loro ruolo centrale nella storia del mangiare e bere. Le curiosità, i paradossi, gli aneddoti sulle biografi e di una galleria di nomi più o meno celebri, a volte addirittura sconosciuti, a volte appartenenti alla mitologia – come Elena di Sparta –, alla narrativa – come Jules Maigret –, alla filosofi a – come Epicuro. In questa raccolta di vite abbastanza straordinarie fanno la loro comparsa, non sempre nel ruolo principale, anche Arthur Guinness e Ave Ninchi, uomini politici come il presidente americano Jefferson e Winston Churchill, cuochi celebri come Auguste Escoffier e Luigi Carnacina, scrittori, attori, monarchi, scienziati, musicisti, industriali, inventori geniali e addirittura... Nonna Papera.
Uscita: Settembre 2013

Gli autori
Laura Grandi, milanese, e Stefano Tettamanti, genovese, sono soci nell’agenzia letteraria Grandi & Associati. Hanno pubblicato Il calendario del laico; Il calendario goloso, Nuovo calendario goloso e Atlante goloso, Sillabario goloso e curato la raccolta Racconti gastronomici.

Passo e chiudo :)

giovedì 20 giugno 2013

SegnaLo #51 - Amin, che è volato giù di sotto di Nadia Morbelli

Oggi ritorno da voi con una segnalazione di un’autrice italiana che scrive gialli molto nostrani. Questo titolo è il secondo romanzo di Nadia Morbelli (non mi sono sbagliata l’autrice e la protagonista della storia hanno lo stesso nome, perché la prima usa uno pseudonimo ^^) e, come il primo, racconta di una indagine su un delitto che ha come palcoscenico la città di Genova – luogo di nascita della scrittrice, che a suo dire non potrebbe vivere in nessun altro posto. Se il primo episodio si era occupato del traffico di armi, questa volta si parla di commercio clandestino di farmaci, quindi temi sempre molto attuali.

AMIN, CHE È VOLATO GIÙ DI SOTTO
di Nadia Morbelli
Dopo il successo di Hanno ammazzato la Marinin, Nadia Morbelli è ora alle prese con un nuovo caso. Sullo sfondo, una Genova da togliere il fiato, il traffico illegale di farmaci pericolosi, la strana morte di un ragazzo di colore. Ha inizio la nuova indagine della redattrice-detective più appassionata e ironica del noir italiano.
Editore Giunti – Collana A
Pagine 332
Euro 10,00 (6,99 ebook)
TRAMA:
È una gelida sera d’inverno a Genova e Nadia Morbelli, uscita tardi dalla casa editrice, imbocca infreddolita un carrugio in discesa. All’improvviso è costretta a fermarsi: il passo le è impedito da quel che sembra un grosso sacco della spazzatura. Ma una volta vicina Nadia scopre con orrore che quel fagotto rannicchiato sul selciato è un ragazzo. Un ragazzo nero, morto. Sicuramente un clandestino. Forse un tossico. Probabilmente suicida. Dopo lo choc iniziale, Nadia non può resistere alla tentazione di saperne di più. Insieme alla sorella del morto, brillante universitaria, avvia una personalissima indagine che la porterà a riabilitare Amin e a far luce su di fenomeno attuale e drammatico: il traffico di vaccini e farmaci scaduti o dannosi dall’Europa al Terzo mondo. Fanno da vivace contorno alle sue investigazioni l’affascinante vicequestore Prini, i genitori e le amiche del cuore, un fidanzato presente a intermittenza, il chiacchiericcio, i personaggi e i paesaggi della provincia tra Genova e Ovada. E tanta buona tavola.

Dopo Hanno ammazzato la Marinin Nadia Morbelli conferma anche il suo gusto per una lingua personale frizzante, curatissima, condita con gustose parole gergali e dialettali (con tanto di glossario finale) che ne dimostra la maturità di scrittrice.
Uscita: 26 Giugno 2013

L’autrice
Il primo romanzo
di Nadia Morbelli
Nadia Morbelli è non solo il nome della protagonista della serie, ma anche il nom di plume dell’autrice, che vuol restare anonima; nata a Genova, dove si è laureata in paleografia, lavora in università, è redattrice in una piccola casa editrice e collabora con diverse riviste di settore. Vive  tra Genova e il Basso Piemonte, da cui parte della sua famiglia proviene. I momenti più belli della sua vita li trascorre in biblioteche polverose o viaggiando in giro per il mondo. Per Giunti è uscito il primo titolo della serie e suo romanzo d’esordio, Hanno ammazzato la Marinin.
Dice l’autrice di sé e del romanzo
“La ragione che mi ha spinta a scrivere? A scrivere romanzi? Penso che la più impellente sia stata dettata dal desiderio che non andassero a perdersi per sempre nel tempo, «come lacrime nella pioggia», direbbe Roy di Bladerunner, una quantità di piccole storie in apparenza senza importanza, ma in realtà pregne del senso primo dell’esistenza più vera. “
inflessioni, la sua particolarissima sintassi. “
“Mi piacciono le storie ‘laterali’, marginali, quelle che nessuno scriverebbe mai ma che tutti amano ascoltare: i pettegolezzi sul vicino di casa, le peripezie del cugino del prozio che non abbiamo mai conosciuto ma che ha fatto il partigiano, o è stato catturato dai tedeschi, le vicende della nonna – mia, tua, sua: poco importa – che profumano di lavanda come i lenzuoli di una volta. Dev’essere perché la loro aerea leggerezza ci sa, come per incanto, liberare dai gravami della quotidianità.”
 “In effetti nel romanzo – così come in quello precedente – si parla molto di cibo. Un po’ perché la cucina è una delle mie passioni, ma anche e soprattutto perché la considero una vera forma d’arte, capace di esprimere al massimo grado tutte le sfumature dell’animo umano, e di consolare quasi tutti i suoi dolori. Mangiare è un po’ aprirsi al mondo, lasciarlo entrare in noi con i suoi sapori, i suoi odori, i suoi colori, perfino i suoi rumori. Diffido sempre dalle persone in dieta...”

Estratti dal libro:
“Ero uscita nell’opaca umidità della notte incipiente, pervasa da una sensazione prossima a quella che si prova quando si beve qualche bicchiere di troppo: la testa costipata di quell’accavallarsi di vicende di un passato ormai perduto, delle facce che mi ero immaginata le avessero vissute, dei lacci che le tenevano avvinte l’una all’altra, ma nello stesso tempo anche vuota, libera, leggera, tanto da farmi credere di essere lì lì per cogliere quel nesso che mi avrebbe fatto capire, che avrebbe dato una ragione, un ordine, una coerenza ad avvenimenti che apparivano fra loro slegati, incongruenti. Ma appena mi sembrava di poterlo afferrare, quel nesso, sembrava spostarsi un po’ più in là. Un po’ più in là. E ancora. Fino a dileguarsi del tutto fra il baluginare dei fari delle auto sull’asfalto bagnato.”

“La porta di ferro si era aperta, cigolando appena appena, e ne era uscita la sagoma scura di Prini. Il sole, ormai basso sull’orizzonte, proiettava la sua ombra, lunghissima, ben oltre il cornicione, nel vuoto. Si era portato una mano sulle sopracciglia per proteggere gli occhi dai raggi obliqui ma ancora forti che incendiavano il terrazzo di una luce aranciata. Doveva pure averli strizzati, gli occhi, anche se dalla mia distanza era difficile dirlo con certezza. Alla fine mi aveva visto, seduta sul cordolo di cemento vicino alle cisterne dell’acqua.”

Cosa ve ne pare di questo noir italiano?
Passo e chiudo :)

mercoledì 12 giugno 2013

SegnaLo #50 - Amore chiama, amore risponde di Cristiana Dalla Zonca

E per concludere il mio solito tris di segnalazioni (ho iniziato per caso a pubblicarne tre alla volta e non ho più smesso, tranne qualche eccezione… si sa, 3 è il numero perfetto!) cambiamo nuovamente genere. Questa volta si tratta di un’autrice italiana con il suo romanzo d’esordio, che racconta una storia che potrebbe appartenere a ciascuno di noi. È un libro che parla a tutte le donne (anche se sono convinta che abbia qualcosa da dire anche agli uomini con un animo sensibile), perché per ognuna arriva prima o poi il momento dei bilanci: era davvero questo che volevo? dove sono finiti i miei sogni? voglio dare una svolta alla mia vita o voglio confermare le mie scelte? E racconta di una famiglia allegra, vera, imperfetta, straordinaria nella sua normalità. 
Questo libro” afferma l’autrice “mostra come i problemi si possano risolvere anche dall’interno, con l’aiuto di chi si ama e che ci ha accompagnato fino a qui; perché cambiare strada è possibile anche senza distruggere tutto quello che nel bene o nel male abbiamo costruito. L’importante è provarci. Sempre.”
Uscita: 19 Giugno 2013

AMORE CHIAMA AMORE RISPONDE
Di Cristiana Dalla Zonca
Editore Giunti – Collana A
Pagine 160
Euro 12,00 cartaceo – 6,99 ebook
TRAMA: Il giorno del suo rientro a casa sono tutti in salotto e l’aspettano impazienti, ansiosi. I tre figli adolescenti, il marito amorevole, il grasso cane Loki. Ma lì sul suo divano, tra le sue cose, circondata dai suoi affetti più cari, Vittoria non riconosce nulla e nessuno. Da quando ha perso la memoria fa di tutto per indovinare chi sono e cosa vogliono, per soddisfare i loro desideri, per dare loro quel che si aspettano da lei; ma il volume troppo alto della radio o il piano della cucina in disordine la tradiscono, ed è chiaro a tutti che la mamma e la donna di prima non ci sono più. Vittoria si aggira per casa spalancando armadi e cassetti, scoprendo che la donna che era non le corrisponde affatto. E mentre le sedute con la psicanalista aprono i primi squarci sul passato, inizia a chiedersi se vuole veramente ricordare, se desidera tornare a quell’esistenza estranea, a quella che le pare una gabbia dorata e opprimente. Grazie allo spaesamento causato dall’amnesia Vittoria rimetterà in discussione le scelte di una vita e finirà per ritrovare la vera se stessa, senza per questo perdere l’affetto dei suoi cari. Nella sua scelta giocherà infatti un ruolo determinante la famiglia - così piena d’amore e di senso nonostante le sue umane imperfezioni – alla quale lei saprà affiancare passioni e impegni nel sociale, frutto della sua nuova consapevolezza.

L'autrice con la famiglia
L’autrice:
Nata nel 1972, Cristiana Dalla Zonca è giornalista e opera nel campo della comunicazione finanziaria. Appassionata di sport, ha lavorato come addetto stampa per tre Olimpiadi: Torino, Vancouver e Londra. Vive e lavora a Trieste con il marito Michele (40 anni), i tre figli Ginevra, (19) Matilde (15) e Nicolò (14)e il cane Loki (6). Amore chiama amore risponde è il suo primo romanzo.

Dice l’autrice:
“Spesso – sui giornali, in tv, nella quotidianità – la famiglia viene descritta al centro di situazioni negative: divorzi, lutti, rapporti persi, dolore. Certo ci sono figli adolescenti ombrosi e con poca voglia di studiare, mariti che urlano, cene bruciate, incomprensioni e litigi tra fratelli, tra genitori e figli, tra mariti e mogli, ma so per esperienza che nella sua imperfezione la famiglia può essere anche un luogo positivo, allegro, dal quale attingere energia. Con questo libro ho voluto dire alle donne quanto sia importante ridare valore alla normalità e all’imperfezione, a dispetto dei modelli falsi e inarrivabili che la pubblicità ci propina.”

Dicono del romanzo:
“Si legge tutto d’un fiato e dopo rimane l’allegria, il senso delle cose importanti della vita.”  Susanna Tamaro

Dal libro:
Mi passo i palmi sugli occhi e li sfrego tirando la pelle. Sono così stanca. Ma è tutto vero e va messo sul piatto. Dietro le palpebre chiuse vedo i miei figli ridere e questa casa non più così ordinata che ora sento davvero mia. Vedo mio marito radersi mentre io chiacchiero dalla vasca da bagno e il mio cane bere dal bidet. Vedo l’esatta imperfezione di una famiglia vera.
Ho sentito che dalle scelte fatte non si torna indietro, ho sentito il peso dei vent’ani evaporati in un freddo novembre, ho sentito la frustrazione delle occasioni mancate. Ma accanto a questo ho sentito il calore di tante voci, i colori di tanti visi, di appartenere a qualcuno, a qualcosa. Ho sentito di avere un posto, il mio posto, quello che mi ha salvata e mi ha riportata indietro. Ho preso il telefono e ho chiamato casa.
Non avere fretta e segui il percorso. Sei fortunata. Ti immergi nel passato, peschi le cose che ti piacciono e lasci indietro le altre. Stai selezionando, Vittoria. Non capita a tutti.
C’è un momento nella vita in cui siamo davanti a un bivio, sentiamo di aver bisogno di una svolta ma non abbiamo la motivazione, il coraggio, la forza per compiere una scelta e cambiare strada. Se però una strada non labbiamo più, perché gli eventi ci hanno collocati al centro di un incrocio che non conosciamo, possiamo decidere di restare fermi o di andare. Il criterio e le ragioni per scegliere sono venute a mancare e rimane solo l’istinto a guidarci verso la ricerca di ciò che ci piace e ci grati-fica. Sembrerà un paradosso, eppure forse è quello il momento in cui compiamo una scelta giusta, libera dagli stereotipi del passato che ci eravamo cuciti addosso.
Con la mia famiglia a coprirmi le spalle ho messo da subito un piede davanti all’altro, senza fermarmi a riflettere, senza temporeggiare. Ora sono felice di essere qui, al mio posto, al caldo, e se delle incertezze ci sono ancora, se in certi momenti vacillo e mi mancano la terra e le radici sotto i piedi, so che non durerà a lungo perché qualcuno, dalla stanza a fianco, verrà presto a chiamarmi e a tuffarsi nel presente con me. L’egoismo di chi ci vuole bene e ci vuole per sé al cento per cento a volte è l’incentivo migliore.
Mi chiamo Vittoria.  Ho trentotto anni. Ho solo pochi mesi. Sono arrivata da poco. Sono tornata.

Quest’opera mi attira particolarmente, forse perché la protagonista del romanzo è quasi mia coetanea o forse perché anch’io sono in un momento di “bilanci”… sono convinta che sarà una lettura molto coinvolgente, con molti spunti di riflessione.
E voi cosa ne pensate?
Passo e chiudo :)