Editore Autopubblicato
Pagine 146
Euro 10,00 (cartaceo) – 3,00 (ebook)
TRAMA: Sarajevo, 1992: le truppe di Ratko Mladic circondano la città, tenendola sotto assedio per quattro anni. Amir è uno studente d’ingegneria che si unisce alla resistenza bosniaca, scivolando in una quotidianità di orrore che decide di descrivere in un diario. Sarajevo, 1996: la guerra è finita, e l’esercito italiano partecipa alla ricostruzione della Bosnia. Una notte, in una scuola utilizzata come base dagli alpini, il caporale Fois precipita dalla finestra di un refettorio. Le indagini non individuano colpevoli, ma le vite di tre commilitoni ne saranno sconvolte per sempre. Balcani descrive, attraverso le storie dei suoi protagonisti, di come la guerra sia un crimine che contamina l’esistenza di chi ne entra a contatto, e di come la ricerca delle responsabilità sia l’unica strada per guarirne.
VOTO:
INCIPIT:
Il mio nome è Amir Osmanovic, e sono nato a Sarajevo ventitré anni fa.
Le pagine che seguono sono il mio diario, il resoconto della mia vita da quando la città è stata circondata dai miliziani fino a oggi.
Adesso, rileggendo quanto scritto, mi accorgo che non sempre la lucidità ha accompagnato la mia penna, e mi affido alla comprensione di chi recupererà queste memorie. Ho scritto le ultime pagine con l’urgenza di nasconderle in fretta e sopravviverle. Perciò, chiunque voi siate, consegnate tutto alle autorità bosniache. Per quanto possa apparirvi delirante, quello che segue (con nomi e fatti) non è altro che la verità, e leggendo comprenderete quanto il vostro intervento possa dimostrarsi utile. Se invece fate parte di quei nazionalisti, allora so già che queste pagine andranno in cenere, perciò vi auguro di seguirle presto.
RECENSIONE:
Ormai è da un quarto d’ora che sono davanti alla pagina bianca e ancora non mi sono decisa sul modo migliore per parlarvi di questo libro… proviamo a iniziare e vediamo cosa ne viene fuori. “Qual è il problema?” , vi starete chiedendo. Il problema in realtà è il peso di questo romanzo – ovviamente non parlo di peso in senso letterale – e l’argomento trattato. Se a questo aggiungiamo che per me è stata un’impresa leggerlo, potete capire la mia difficoltà nel parlarne.
Il voto che vedete sopra si riferisce all’opera in sé, non al livello di piacere che ne ho tratto… una cosa è sicura: è un libro da leggere al momento giusto, quando non avete la testa che cerca di scappare tra mille altri pensieri e quando siete abbastanza sereni da poter affrontare l’orrore che vi troverete davanti, perché per una volta non sarà un orrore partorito dalla fervida fantasia di uno scrittore, ma un orrore che purtroppo troppe persone hanno vissuto sulla loro pelle.
Io personalmente avrei preferito leggerlo in un momento diverso dal presente, forse non ne sarei rimasta meno scioccata, ma magari meno urtata da alcune cose… ma ci arriveremo tra un po’.
Balcani è sì un’opera di fantasia, ma come vi avevo anticipato nella segnalazione (QUI) è nato da testimonianze di persone che hanno davvero vissuto la guerra nella Ex Jugoslavia, nonché dal dossier dell’Associazione per i popoli minacciati Sezione Bosnia Erzegovina .
Chi di noi non ha mai sentito parlare di Sarajevo?! Ma chi può dire di sapere veramente cos’hanno significato quegli anni - che devono essere sembrati secoli - a chi l’ha vista coi propri occhi? Magari voi che leggete conoscete qualcuno che ci è stato e avete una fonte più approfondita dei fatti; io personalmente ho seguito, come la maggior parte degli italiani, la guerra attraverso giornali e televisione… non ho bisogno di dirvi quanto distante siano le versioni “destinate al pubblico” rispetto a quelle reali.


