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martedì 29 luglio 2014

Strangers Words #6 - Recensione THE THIRD DAY, THE FROST di John Marsden

TOMORROW SERIES #3 -THE THIRD DAY, THE FROST
Autore  John Marsden
Editore Quescus
Pagine 278
Euro 4,28 (ebook)
TRAMA:
Questa volta la trovate in fondo alla recensione!!!

VOTO:

CITAZIONI:
I’m an expert on fear now. I think I’ve felt every strong feeling there is: love, hate, jealousy, rage. But fear’s the greatest of them all. Nothing reaches inside you and grabs you by the guts the way fear does. Nothing else possesses you like that. It’s a kind of illness, a fever, that takes you over.

I wanted to keep my fear all to myself: a storm inside but a desert on my face.

Maybe one day I’ll be able to think about the future again.
At the moment all I think about is the past. I don’t even notice the present.

RECENSIONE:
Come promesso torno a parlarvi della Tomorrow Series di John Marsden, questa volta con il terzo volume della serie.
L’azione riprende poco tempo dopo la fine del precedente libro, mentre i ragazzi sono nuovamente rifugiati all’Inferno per cercare di sfuggire alle ricerche a tappeto che le loro ultime imprese hanno scatenato, tentando nel frattempo di capire cosa possono fare ora.
Ormai sono passati mesi da quel lontano weekend di campeggio che li ha salvati miracolosamente dall’invasione nemica e l’inverno rende ancora più difficile la sopravvivenza in mezzo alla natura. Gli spensierati adolescenti di quel tempo sono ormai solo un ricordo, perché quelli che si nascondono sui monti ormai sono dei criminali di guerra, ricercati dall’esercito nemico e con tutte le intenzioni di non rimanere con le mani in mano ad attendere che qualcuno salvi la situazione.
La guerra è ben lungi dall’essere finita e gli invasori hanno iniziato a colonizzare le terre conquistate con la stessa meticolosità e rapidità di un’orda di formiche in un nuovo formicaio. Questo comporta che anche spostarsi indisturbati diventa per i nostri giovani eroi sempre più difficile e pericoloso.
Questo nuovo capitolo della saga è talmente ricco di eventi che arrivata al termine ho avuto la sensazione di aver letto più di un libro soltanto.
Il tono della narrazione diventa ancora più serio, non c’è tempo per scherzare o rilassarsi e nemmeno per amare.
Mano a mano che la storia procedeva, vedevo Ellie e i suoi amici trasformarsi in qualcosa di nuovo, non sempre auspicabile, come nel caso di Lee che più volte sembra diventato uno spietato soldato, votato soltanto alla vendetta. E questo è soltanto un esempio, perché tutti loro stanno cambiando e i demoni che devono esorcizzare diventano sempre più pesanti e numerosi: le strade che decidono di intraprendere sono tutte senza ritorno… anche se qualcuno all’improvviso dichiarasse finita la guerra e loro potessero tornare alla vita di prima, i sei ragazzi – nessuno escluso – non sarebbero mai più gli stessi.
È drammatico e toccante leggere i pensieri di Ellie che per ben due volte si ritroverà separata dagli altri, con troppo tempo per riflettere su quello che sta capitando a tutti loro e soprattutto su quello che hanno fatto e perso.
C’è un momento bellissimo in cui Ellie ripensa alla vita precedente alla guerra, quando aveva dei sogni nel cassetto che ora sembrano assurdi e quando detestava molti dei compiti che doveva assolvere alla fattoria dei genitori. Ora darebbe qualsiasi cosa per tornare indietro a quell’esistenza, che stranamente sembra ormai appartenere a qualcun altro.
Le parti dedicate alla sola Ellie sono quelle con meno azione, a volte persino monotone nel suo scandire il tempo con azioni anche ripetitive, ma sono tra quelle che lasciano il segno più profondo nel lettore: il dolore della sua anima e del suo corpo; l’immobilità del tempo che diventa frustrante ogni secondo di più; l’incertezza di quello che riserva il futuro… e soprattutto se esiste un futuro.
Questi monologhi interiori sono strazianti su più livelli.
Nell’interazione con gli altri si notano invece tutte le parti di innocenza e umanità che ciascun ragazzo è costretto a lasciare dietro di sé.
C’è una scena che mi ha particolarmente colpita (vi devo avvisare che c’è un piccolissimo SPOILER): dopo giorni a vagare da sola, ferita e in fuga dai soldati, affamata e assetata, allo stremo delle forze, senza sapere dove i suoi amici si trovino… Ellie riesce finalmente a ricongiungersi al gruppo. Quando ho capito che erano vicini, il mio cuore ha fatto una capriola e mi sono immaginata di correre incontro a Ellie per abbracciarla dopo aver pensato che fosse morta. Ma la visione di Marsden è stata un tantino diversa, quasi cinica, ma probabilmente più realistica delle mie fantasie: le reazioni dei ragazzi sono state sì di gioia, ma smorzate e tiepide rispetto alle mie aspettative. Il motivo è diventato palese velocemente: tutti loro sono talmente provati ed esausti, da non aver più energie sufficienti per esternare i loro sentimenti… forse non riescono nemmeno a gioire come un tempo ed è una delle cose più tristi. (FINE SPOILERINO).
Ovviamente ci sono anche le parti dedicate all’azione che lasciano perennemente con il fiato sospeso e un’angoscia tale che faticavo a stare ferma sul divano mentre le leggevo.
La saga di John Marsden continua a stupirmi e a coinvolgermi oltre ogni dire. Con rammarico ho dovuto salutarla per qualche giorno per portare avanti altre letture, ma sono già pronta a tornare in Australia con questo gruppo di sopravvissuti.
Quello che hanno patito e affrontato in questo terzo libro è scioccante e imprevedibile… mi viene da chiedermi cosa l’autore abbia in serbo per loro adesso, non senza una punta di preoccupazione. Ormai mi sono talmente attaccata a questi personaggi che temo sarà molto doloroso salutarli una volta giunta in fondo. Così come è doloroso vederli soffrire.
Questa volta è arrivata anche la commozione, con calde lacrime che scorrevano sul viso e che tentano di riaffiorare ancora adesso mentre ripenso alla scena in questione: le perdite non sono evitabili in guerra, ma ad alcune non si è mai pronti… non posso dirvi di più.
Parlarvi di questo romanzo senza spoilerare è stato davvero difficoltoso, quindi sto pensando di raggruppare i prossimi capitoli in una recensione globale in cui vi dirò solo se la saga mantiene questo livello (che finora direi si sta elevando invece di abbassarsi!) e qualche commento.
Anzi se volete un consiglio, evitate di leggere anche la trama – io per fortuna l’ho fatto solo ora a libro finito – perché rivela troppi dettagli e presenta spoiler sul libro precedente. Non so dirvi se anche le trame dei successivi sono così, perchè non mi sono azzardata a leggerle per evitare spiacevoli sorprese.
Come avrete già capito, rinnovo il consiglio di avventurarvi in questa bellissima serie.
E con questo è giunto il momento di passarvi la parola perché io ho detto tutto.
Passo e chiudo :)

NOTA:
questo capitolo della serie, per non confondervi le idee, lo trovate disponibile anche con il titolo A Killing Frost... non chiedetemi il motivo perchè proprio non l'ho capito!

TRAMA:
Ellie and her friends have achieved more than they ever thought possible as an unarmed bunch of amateur teenage fighters. But it's not enough. The war wages on, their families are in captivity and their country is on its knees. Hiding back in Hell, the friends face a big question: what to do next?
The gang have another success when they manage to rescue Kevin. He returns to them equipped with a new knowledge of explosives. Suddenly the question of what to do next becomes clear - launch an attack on the major enemy target of Cobblers' Bay.
Can Ellie, Homer, Fi, Robin, Lee and Kevin really stage a major military attack on the enemy? And in their attempt to pull it off, what will they have to sacrifice? They have already lost Corrie and Chris; who else will the group have to lose in their desperation to defend their country?

(TRADUZIONE TRAMA: Ellie ei suoi amici hanno ottenuto più di quanto credessero possibile  per un gruppo di combattenti adolescenti disarmati e dilettanti. Ma non è sufficiente. La guerra è ancora in corso, le loro famiglie sono prigioniere e il loro Paese è in ginocchio. Tornati a nascondersi all'Inferno, gli amici devono affrontare una grande domanda: cosa fare dopo? La banda ha un altro successo quando riescono a salvare Kevin che ritorna con nuove conoscenze in fatto di esplosivi. Improvvisamente la questione di cosa fare diventa chiara: lanciare un attacco contro il bersaglio nemico principale, Cobblers’ Bay.

Possono Ellie, Homer, Fi, Robin, Lee e Kevin davvero mettere in scena un attacco militare contro il nemico? E nel tentativo di farlo, che cosa devono sacrificare? Hanno già perso Corrie e Chris; chi altro dovrà perdere il gruppo nella disperazione per difendere il loro paese?)

lunedì 21 luglio 2014

Strangers Words #5 - Recensione THE DEAD OF THE NIGHT di John Marsden

TOMORROW SERIES #2 - THE DEAD OF THE NIGHT
Autore John Marsden
Editore Quercus
Pagine 289
Euro 9,00 cartaceo – 3,00 formato Kindle
TRAMA:
A few months after the first fighter jets landed in their own backyard, Ellie and her five terrified but defiant friends struggle to survive amid a baffling conflict. Their families are unreachable; the mountains are now their home. When two of them fall behind enemy lines, Ellie knows what must happen next: a rescue mission. Homer, the strongest and most unpredictable among them, is the one to take charge. While others have their doubts about his abilities, Homer has no choice but to prove them wrong - or risk losing everything to the enemy.

(TRADUZIONE TRAMA: Pochi mesi dopo che i primi caccia sono sbarcati nel cortile di casa loro, Ellie e i suoi cinque amici, terrorizzati, ma ribelli, lottano per sopravvivere in mezzo a un conflitto sconcertante. Le loro famiglie sono irraggiungibili; le montagne sono ormai la loro casa. Quando due di loro cadono dietro le linee nemiche, Ellie sa cosa deve accadere: una missione di salvataggio. Homer, il più forte e più imprevedibile tra loro, è quello che se ne assume la responsabilità. Mentre gli altri hanno dubbi sulle sue capacità, Homer non ha altra scelta, se non quella di dimostrare che si sbagliano o rischiare di perdere tutto)
VOTO:

CITAZIONI:
We’d had so much taken away already; it seemed unfair to keep losing more all the time. Maybe we’d lose everything eventually. Our happiness, our futures, our lives. Maybe we’d lost two out of three of those already.

Better to be in chains with the people you love than lonely and free.
RECENSIONE:
Quanto tempo che non scrivo una recensione per questa rubrica!!! Strangers Words l’avevo creata appositamente per recensirvi i romanzi in lingua originale, ma non ne ho affrontati tantissimi. È passato più di un anno ormai e io temevo che leggere un romanzo in inglese sarebbe stata un’impresa titanica.
Cosa mi ha convinto a tentare? Il fatto che mi sono stufata di aspettare inutilmente che la Fazi Editore si decidesse a deliziare noi lettori italiani con il seguito di Il domani che verrà di John Marsden.
All’epoca io lessi il romanzo (che si era guadagnato solo 3 gufetti – QUI la recensione), dopo aver visto il film (QUI la recensione… non gli avevo assegnato un voto allora ma vi posso assicurare che merita 4 gufi). Da allora il film l’ho visto più di una decina di volte e ogni volta mi entusiasma come la prima. Poco meno di un mese fa l’ho visto per l’ennesima volta e mentre scorrevano i titoli di coda ho deciso che volevo sapere cosa sarebbe successo dopo. Quindi mi sono armata di Kobo e ho scaricato senza pensarci un attimo il secondo e il terzo volume della saga (che per chi non lo sapesse conta ben sette titoli, più tre di un sequel ambientato dopo la guerra).
Immagino che chi conosce il primo, non ha bisogno che gli io ricordi di cosa parlano questi libri. Per tutti gli altri voglio dire che la Tomorrow Series racconta le drammatiche avventure di un gruppo di adolescenti costretti a vivere nascondendosi tra le montagne e in mezzo alla natura, cercando di conservare la propria libertà – e la propria vita – mentre tentano azioni di opposizione al nemico che ha invaso il loro bel paese, stravolgendo le loro vite e quelle di tutti coloro che amano e conoscono.
Nel primo volume avevano prima di tutto dovuto venire a patti con questa nuova realtà, fatta di soldati armati di fucile, nonché intenzionati a uccidere i pochi ribelli rimasti in circolazione. In seguito decideranno di non poter essere spettatori inerti del delirio che ha stravolto il loro mondo.
La vita non può più essere quella semplice fatta di scuola e svaghi. Gli otto protagonisti si ritroveranno a dover uccidere a loro volta per sopravvivere e non sarà facile metabolizzare le drastiche azioni che mai avrebbero pensato di poter compiere.
Alla fine del primo libro i nostri eroi riuscivano a far saltare in aria un ponte attraverso cui l’esercito nemico riceveva la maggior parte degli approvvigionamenti, ma due di loro saranno costretti ad arrendersi perché Corrie, la migliore amica della protagonista, è stata colpita da una pallottola e rischia di morire se non viene portata in ospedale.
Anche nel secondo capitolo la voce narrante è quella di Ellie, che tiene nota di tutto ciò che accade in una sorta di diario.
Tutti i ragazzi sono cambiati in seguito a ciò che hanno vissuto: i traumi per ciò che hanno fatto e visto hanno lasciato cicatrici indelebili nei loro cuori e l’angoscia viene aumentata ulteriormente dalla consapevolezza che, se vogliono tentare di fare qualche differenza, dovranno correre rischi sempre maggiori e compiere azioni ancora peggiori. Tutta questa tensione interiore si trasforma anche in una sorta di iniziale distacco tra loro, che sfocerà però in breve tempo in un attaccamento gli uni agli altri ancora maggiore… ciascuno di loro sa di essere responsabile per le vite di tutti gli altri, perché basta il minimo errore di uno per condannarli tutti alla prigionia o più probabilmente alla morte.

Il primo obiettivo che si propongono – quando le spietate ricerche a tappeto per gli artefici dell’esplosione del ponte cominciano a perdere intensità – è quello di cercare di scoprire cosa è successo a Kevin e Corrie dopo che si sono consegnati ai nemici e, nel caso, cercare di riportarli nel gruppo.
Quando si ritroveranno a vagare, furtivi come ladri, in città e riusciranno brevemente a parlare con qualcuno che conoscono, scopriranno che la situazione è ulteriormente peggiorata e che la guerra è ben lontana dalla fine, così come la realizzazione dei loro progetti.
In questo secondo libro Ellie e company incontreranno anche un altro gruppo di sopravvissuti all’invasione, ma non voglio raccontarvi cosa accadrà per non rovinarvi nessun colpo di scena.
La lettura del primo romanzo mi era stata “rovinata” dall’aver visto prima il film – fedelissimo all’opera di Marsden – mentre questa seconda avventura mi ha appassionata enormemente. L’azione non manca e più volte si resta con il fiato sospeso ad osservare questi ragazzi rischiare la vita in modi che nessun adolescente – e nessuna persona in generale - dovrebbe mai provare. Adrenalina e cardiopalma, alternati a momenti di quiete in cui emergono i pensieri e le emozioni, a volte contrastanti, di Ellie e dei suoi compagni: dialoghi, sentimenti e qualche raro ma benefico momento di allegria, allentano la tensione in vista dei momenti più rischiosi, ma portano spesso anche a profonde riflessioni.
Molto bello vedere i cambiamenti che continuano ad avvenire nei ragazzi, mano a mano che il tempo passa e come le dinamiche del gruppo si modificano di conseguenza.
Credevo che leggendo il romanzo in inglese avrei impiegato un sacco di tempo a finirlo, dovendolo necessariamente alternare ad una lettura in italiano per rilassare la mente. Invece mi sono ritrovata a leggere senza minimamente sentire il peso di una lingua straniera, divorando una pagina dopo l’altra con entusiasmo ed emozione, senza mettere praticamente mai mano al vocabolario. L’inglese di Marsden è decisamente accessibile e scorrevole, quindi anche chi tra voi non è un lettore abituale di questa lingua non dovrebbe incontrare nessuna difficoltà… per me è stato come leggere in italiano ed è una cosa che mi ha stupita quasi più del libro in sé.
Comunque sono davvero contenta di aver deciso di procedere con la lettura di questa saga perché finalmente sto soddisfando la mia curiosità e anche le mie aspettative stanno trovando riscontro… ero certa che non mi avrebbe delusa: in Australia, sua patria d’origine, aveva avuto un successo strepitoso, quindi dovevano esserci dei buoni motivi e io li sto scoprendo poco a poco. Mentre vi scrivo sono già quasi a metà del terzo libro – e prestissimo vedrò di procurarmi anche i successivi – quindi mi sentirete ancora parlare della Tomorrow Series.
E ora ditemi di voi. Conoscete questa serie? Aspettavate i seguiti come me?
Passo e chiudo :)
(La rubrica dedicata alle recensioni delle letture in inglese)

THE TOMORROW SERIES
1. Tomorrow, When The War Began, 1993 (Il domani che verrà, 2011)
2. The Dead Of The Night, 1994
3. The Third Day, The Frost, 1995
4. Darkness, Be My Friend, 1996
5. Burning For Revenge, 1997
6. The Night Is For Hunting, 1998
7. The Other Side of Dawn, 1999

THE ELLIE CHRONICLES (serie sequel)
1. While I Live, 2003
2. Incurable, 2005
3. Circle of Flight, 2006

lunedì 4 febbraio 2013

Recensione di "Il domani che verrà" di John Marsden

Editore Fazi Lain
Euro 14,90
Pagine 256
TRAMA:
Australia, contea di Wirrawee. Nella campagna vicino Melbourne la vita scorre lenta e monotona, ma otto ragazzi hanno trovato un modo di sconfiggere la noia che li assale ogni estate: una gita nella natura selvaggia del bush australiano. Macchina, bagagli, tende, provviste, tutto è pronto per una nuova avventura. Inferno è la loro destinazione: una radura luminosa e isolata che sarà la loro casa per una settimana, un paradiso chiamato Inferno. Davanti al fuoco a raccontarsi storie, a scambiarsi i primi baci e leggere classici di altri tempi, gli otto ragazzi non sanno che al loro ritorno la vita non sarà più la stessa. Le loro case vuote, i loro animali domestici morti, un’aurea di desolazione che avvolge ogni cosa. L’Australia è stata occupata dalle forze militari, i cittadini sono stati rinchiusi in prigione: tra i detenuti ci sono i loro genitori, i loro fratelli e sorelle. Affrontando paure e indecisioni, gli otto ragazzi decidono di combattere, sapendo di essere i soli nelle cui mani c’è ancora una possibilità di salvezza, di riprendersi il loro domani.

VOTO:

Qualche tempo fa avevo scritto un post sul film tratto da questo libro: ero riuscita a resistere alla tentazione della lettura, ma una volta trovato il film a noleggio non ho saputo rinunciarci, anche perché di solito, se leggo prima il libro, il film non mi piace quasi mai allo stesso modo, ma in questo caso andavo a scatola chiusa. Ebbene la pellicola mi aveva entusiasmata, tanto che una volta arrivata alla fine l’avevo rimandata dall’inizio è l’avevo rivista subito una seconda volta. Quindi nutrivo un sacco di aspettative su questo titolo perché di solito lo scritto supera il proiettato… di solito. Infatti devo ammettere di essere rimasta un pochino delusa perché mi è sembrato di leggere la sceneggiatura del film. Per una volta i creatori cinematografici hanno svolto alla grande il loro lavoro, tanto che nel romanzo c’è ben poco che non mi aspettassi, anzi devo dire che la scena dell’assalto al ponte mi è piaciuta molto di più nel film perché partecipavano tutti i personaggi, mentre nel libro sono solo in quattro.
Ma andiamo un po’ più con ordine per chi non conosce quest’opera.
Il domani che verrà è la storia di 8 ragazzi e ragazze che, dopo qualche giorno di campeggio in un paradiso naturale chiamato Inferno (che oltretutto è un posto reale sulle Alpi australiane di cui ho trovato qualche scorcio che vi ho inserito nella recensione), al rientro a casa scoprono che il loro paese è stato invaso da una non meglio identificata potenza straniera e che tutti i loro cari sono tenuti prigionieri nella fiera della città di Wirrawee. Angosciante il viaggio da una casa all’altra con la speranza di scoprire che va tutto bene e che la situazione non è grave come sembra, ma i cadaveri degli animali domestici, le abitazioni e le strade deserte non lasciano molte alternative: volente o nolente la compagnia di amici deve iniziare a pensare e agire come se fossero sotto assedio. Da quel momento niente sarà più come prima, i giovani spensierati che sono partiti per una vacanza saranno costretti a crescere all’improvviso e riveleranno lati del loro carattere che nessuno avrebbe mai pensato potessero avere. Un esempio lampante è il più esuberante di tutti (nonché il mio personaggio preferito) Homer, un ragazzo greco che ha passato gli anni con le compagnie sbagliate a fare danni in giro senza mai dare spazio ai sentimenti e che invece si rivelerà molto più maturo e sensibile di altri. Ma con lui ci sono anche Ellie (protagonista e voce narrante), Corrie e Kevin (che fanno copia fin dall’inizio), Robyn (la più posata del gruppo), Fi (la biondina ricca e ingenua che mi ha fatto spesso sorridere per il suo candore), Lee (quello serio e intellettuale) e infine Chris (il nerd un po’ asociale). Molto bella è l’evoluzione dei rapporti tra i ragazzi, costretti a combattere fianco a fianco per sopravvivere e rimanere liberi con la speranza di poter in qualche modo fare la differenza: per ciascuno di loro gli altri 7 diventano come una famiglia e sono pronti a rischiare il tutto per tutto per salvare un membro del gruppo in pericolo.
Ce n’è quindi per tutti i gusti e i personaggi sono tutti ben diversi tra loro, come è giusto che sia e come succede anche nella realtà. Alcuni sono stati più approfonditi di altri, ma bisogna tenere conto che questo è solo il primo romanzo di una serie di ben 7 volumi. La cosa che più mi preoccupa è che a distanza di un anno abbondante non c’è ancora traccia del secondo volume della saga in Italia, quando i romanzi originali sono già stati pubblicati da oltre un decennio. Sarebbe curioso scoprire come proseguono le avventure di questi personaggi, ma comincio a disperare.
Comunque per concludere: belli i personaggi (per una volta, tutti), bella la storia e bella l’ambientazione, l’unica cosa che mi spiace è di non aver letto il libro prima di vedere il film perché il romanzo mi ha emozionato solo tiepidamente :’( in quanto, a parte pochi dettagli insignificanti, non c’era niente di più rispetto alla pellicola e questo è l’unico motivo dei tre gufi che gli ho assegnato.
Quindi consiglio la lettura di questo romanzo a tutti gli amanti del post-apocalittico (ci troviamo davanti ad un manipolo di “sopravvissuti” che combattono contro la nuova realtà… solo che per una volta non è niente di futuristico o soprannaturale), di chi vuole leggere di amicizia e complicità condite con una buona dose di azione o a chi semplicemente cerca una lettura un po’ diversa! Mi raccomando, però: non guardate prima il film.
Passo e chiudo
THE TOMORROW SERIES
1. Tomorrow, When The War Began, 1993 (Il domani che verrà, 2011)
2. The Dead Of The Night, 1994
3. The Third Day, The Frost, 1995
4. Darkness, Be My Friend, 1996
5. Burning For Revenge, 1997
6. The Night Is For Hunting, 1998
7. The Other Side of Dawn, 1999

É stata pubblicata anche una serie sequel, successive alla guerra, chiamata
The Ellie Chronicles
1. While I Live, 2003
2. Incurable, 2005
3. Circle of Flight, 2006

lunedì 23 luglio 2012

NON SOLO LIBRI... OGGI FILM!

So che questo è un blog di libri, ma oggi voglio parlarvi di un film… ma vi assicuro che siamo comunque in tema!
Il film in questione è “Il domani che verrà” che ho noleggiato sabato, perché avevo proprio voglia di scoprire questa avventura. Ovviamente il film è basato su un libro che mi ispira già da un po’ e di cui finora ho rimandato l’acquisto per il semplice motivo che è il primo della Tomorrow Series, composta da ben 7 volumi o_O
Ma questo non mi ha fatto perdere interesse nelle vicende di questi adolescenti che tornano da un fine settimana in campeggio per scoprire che nulla è più come l’hanno lasciato.
Il libro scritto da John Marsden è stato pubblicato nel settembre 2011 da Fazi e costa 14,90 euro. La prima cosa chi mi aveva attirato, dopo la trama, era la copertina con quello sguardo verso l’orizzonte e verso un futuro incerto che già ti coinvolge e che è stato mantenuta anche come locandina del film.
Di solito quando leggo un libro che mi piace e poi decido di vederne il film, quest’ultimo si rivela sempre una delusione… in questo caso sono fortunata a non aver ancora letto il libro, così non avevo aspettative e non mi ero già creata le mie versioni dei personaggi.
Il film mi è talmente piaciuto che l’ho guardato due volte nella stessa sera, visto che oggi devo restituirlo.
Otto ragazzi, otto personaggi uno completamente diverso dall’altro, ciascuno con una personalità che lo distingue e utile al gruppo a modo suo.
Ellie, Lee, Homer, Fiona, Corrie, Kevin, Robyn, Chris… per una volta non ho trovato nessuno da detestare: persino la biondina bella e ricca è la “snob” più simpatica e tenera che abbia mai incontrato in libri o film.
Ovvio che poi nel film devono giocare anche molto con gli effetti speciali, a volte troppo: in particolare mi ha fatto sorridere la scena dell’autocisterna in cui il terribile ritorno di fiamma dell’esplosione che colpisce alcuni dei protagonisti avrebbe dovuto lasciarli senza né capelli, né sopracciglia… invece loro non sono neanche sporchi in viso: chiamiamola licenza poetica e soprassediamo.
Ora più che mai ho voglia di avere tra le mani il libro per scoprire se l’autore ha creato tutto ciò che mi è piaciuto nella versione cinematografica (e scommetto che come sempre c’è molto di più).
Questa avventura quasi post- apocalittica, senza zombie o alieni o virus mortali è riuscita a creare un senso di urgenza e di “fiato sospeso” più di tanti altri del genere, quindi non posso che considerarla ben riuscita.
Anche il finale mi è piaciuto molto… lascia le porte aperte al seguito, ma se uno volesse fermarsi qui non sarebbe obbligato a proseguire per forza: è una fine tipica dei vecchi “autoconclusivi”.
Visto che mi sarebbe piaciuto molto recensire il libro (e non è detto che non accadrà in futuro), per ora ho deciso di accontentarmi di questo palliativo.
Quello che vorrei sapere è se tra voi c’è chi ha letto già il romanzo e cosa ne pensa (e soprattutto se l’epilogo è lo stesso o lascia inconcluso un numero enorme di questioni).
A PRESTO J