Visualizzazione post con etichetta Kerstin Gier. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Kerstin Gier. Mostra tutti i post

giovedì 10 aprile 2014

Recensione "Silver" di Kerstin Gier

Editore Corbaccio
Pagine 323
Euro 16,40
TRAMA: Porte con maniglie a forma di lucertola che si spalancano su luoghi misteriosi, statue che parlano, una bambinaia impazzita che si aggira con una scure in mano… I sogni di Liv Silver, quindici anni, negli ultimi tempi sono piuttosto agitati. Soprattutto quello in cui si ritrova di notte in un cimitero a spiare quattro ragazzi impegnati in un inquietante rituale esoterico. E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché Grayson e i suoi amici sono reali: frequentano la stessa scuola, da quando Liv si è trasferita a Londra. Anzi, per dirla tutta, Grayson è il figlio del nuovo compagno della mamma di Liv, praticamente un fratellastro. Meno male che sono tutti abbastanza simpatici. Ma la cosa inquietante – persino più inquietante di un cimitero di notte – è che loro sanno delle cose su Liv che lei non ha mai rivelato, cose che accadono solo nei suoi sogni. Come ciò possa avvenire resta un mistero, esattamente il genere di mistero davanti al quale Liv non sa resistere…
VOTO:
 

INCIPIT:
Il cane annusava la mia valigia. Per essere un cane antidroga era un esemplare incredibilmente morbidoso, forse un Hovawart. Io stavo per accarezzarlo dietro le orecchie quando digrignò i denti e abbaiò in tono minaccioso. Poi tornò a spingere energicamente il naso contro la valigia. Il poliziotto sembrava sorpreso almeno quanto me, spostò due volte lo sguardo dal cane a me, poi prese la valigia e concluse: “Bene, vediamo un po’ che cosa ha fiutato la nostra Amber”.
Fantastico. Ero sul suolo britannico da meno di mezz’ora ed ero già sospettata di traffico di droga.

RECENSIONE:
Ok! Ora ditemi che tenete nascosto il seguito da qualche parte, solo per farmi dispetto… VI PREGO!!!
Ehm, scusate… ora provo a tornare in me…
Oggi vi voglio parlare del primo libro della Trilogia dei sogni di Kerstin Gier. Di questa autrice io avevo letto prima d’ora soltanto il chic-lit In verità è meglio mentire, che mi era piaciuto abbastanza. Ma il nome di questa scrittrice è sicuramente più famoso per la sua Trilogia delle gemme (Red, Blue, Green) a cui io non mi sono mai avvicinata: l’ho sempre adocchiata a distanza senza mai decidermi a cederle, perché i viaggi nel tempo non sono proprio la mia passione.
Questa volta però non ho esitato e ho detto sì al primo sguardo – anzi in realtà ancora prima di vedere il libro in libreria – perché l’argomento centrale sono i sogni ed è una cosa che mi affascina tantissimo.
Ho già letto due versioni di opinioni (ormai la mia è diventata una mania ^^): c’è chi proprio non ha sopportato questo romanzo e chi invece lo ha adorato. Provate a indovinare da che parte sta la sottoscritta?? Troppo facile, visti i quattro gufi cicciotti che capeggiano qui sopra.
Dopo aver letto una recensione critica che ha trovato difetti di ogni genere a Silver ho tentato di guardarlo con occhio più obiettivo… ma non c’è verso, questo libro mi ha irreparabilmente rapita. Per carità, di certo non è perfetto altrimenti avrebbe ottenuto un voto ancora più alto, ma le mancanze che ho riscontrato non sono state sufficientemente importanti ai miei occhi per rovinare il risultato finale.
Immagino vogliate sapere qualcosa di più preciso…

venerdì 10 agosto 2012

Recensione di "In verità è meglio mentire" di Kerstin Gier

Editore Corbaccio
Pagine 217
Euro 12,90
TRAMA:
158 di quoziente intellettivo, plurilaureata, brava musicista, una maga con i numeri, carina, un po' freak e... vedova a nemmeno trent'anni: Carolin trova che la sua vita sia decisamente complicata e che la sua intelligenza rappresenti più che altro un impiccio nella ricerca della felicità. Ha abbandonato il fidanzato Leo per il padre di lui, Karl, uomo ben più affascinante e in grado di apprezzare le qualità di lei. Ma dopo cinque anni Karl muore lasciandola in un mare di guai, primo fra tutti una favolosa eredità di cui Carolin non sospettava l'esistenza, e un esercito di parenti infuriati che la rivendicano. Fra pessime psicoterapeute, farmacisti sospettosi e avvocati minacciosi, Carolin cerca di superare il suo dolore, cavarsi fuori dai guai e, perché no?, trovare l'uomo giusto per lei e a cui non importa se è "troppo" intelligente.
Dopo un distopico bello tosto, non c’è niente di meglio di una commedia per alleggerire l’atmosfera.
L’autrice Kerstin Gier è conosciuta in Italia per la trilogia Red, Blue, Green (a cui purtroppo devo ammettere di non essermi ancora avvicinata), che ha riscosso moltissimo successo, quindi già in partenza nutrivo buone speranze verso questo romanzo. La decisione definitiva di acquisto l’ho presa dopo aver letto un estratto del libro sul blog di Elisa, FIUMI DI PAROLE, teaser che potete curiosare QUI!
L’autrice ha creato una protagonista talmente fastidiosa da essere esilarante. Mi spiego: Carolin è la voce narrante e per tutto il romanzo condivide con il lettore i suoi pensieri acidi, cinici e amareggiati nei confronti di un’umanità che non riesce a convivere con la di lei intelligenza (più volte rimarcherà di avere un QI di 158)… ma l’impressione che realmente ho avuto è che sia lei la prima a farne un problema! Pronta a criticare tutto e tutti, giustificata dal momento terribile che sta vivendo (la vedovanza), non esita ad essere bisbetica e stizzosa! Con tutte le sue bizzarrie, è riuscita a conquistarmi, facendomi sorridere e divertendomi in ogni pagina (senza però perdere la sua credibilità come vedova addolorata).
Nel romanzo si alternano il presente, in cui la protagonista è alle prese con il lutto e con una guerra per l’eredità, e il passato, in cui scopriamo come Carolin ha incontrato il marito attraverso una serie di episodi e scelte che non potrebbero essere più comici.
Ovviamente lei non è l’unico personaggio del libro: vedremo la sua famiglia, il suo primo fidanzato, suo marito, la sua psicologa, il suo farmacista ma nessuno di essi sarà davvero approfondito. Questo però non crea problemi perché comunque ogni persona incontrata nelle pagine sarà filtrata dagli occhi di Carolin, nonché dalla sua mente, e sarà proprio il guardare tutto e tutti attraverso lei a rendere l’insieme interessante: a ogni nuovo passo il lettore si chiede “e adesso cosa combinerà?” o “quali pensieri partorirà la sua intricata testolina?”
La lettura è scorrevole, piacevole e divertente, ma soprattutto rilassante. Una ventata di allegria, anche se non priva di lezioni importanti! Lezione numero 1: l’amore non si conquista con le bugie. La protagonista scopre che la persona giusta esiste per tutti, anche per un’originale come lei, ed è quella persona con cui può essere se stessa senza finzioni. Lezione numero 2: essere super intelligenti non significa sapere sempre tutto. Carolin ha un intelligenza fuori dalla norma, ma quando si tratta di affrontare situazioni particolari si rivela estremamente ingenua e per questo ancora più simpatica.
In questo periodo di sole e ombrelloni e vacanze è proprio l’ideale per tutti, ma sicuramente può rallegrare anche uggiose giornate autunnali!
Il voto che gli assegno non sarà tra i più alti solamente perché è un libro molto rapido (in un giorno di ozio si può tranquillamente finire dalla mattina alla sera) e perché io sono molto esigente severa con l’assegnazione dei gufetti, quindi sarà una via di mezzo: la cosa certa è che lo consiglio caldamente.
A presto J

VOTO:

e ½