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martedì 29 luglio 2014

Strangers Words #6 - Recensione THE THIRD DAY, THE FROST di John Marsden

TOMORROW SERIES #3 -THE THIRD DAY, THE FROST
Autore  John Marsden
Editore Quescus
Pagine 278
Euro 4,28 (ebook)
TRAMA:
Questa volta la trovate in fondo alla recensione!!!

VOTO:

CITAZIONI:
I’m an expert on fear now. I think I’ve felt every strong feeling there is: love, hate, jealousy, rage. But fear’s the greatest of them all. Nothing reaches inside you and grabs you by the guts the way fear does. Nothing else possesses you like that. It’s a kind of illness, a fever, that takes you over.

I wanted to keep my fear all to myself: a storm inside but a desert on my face.

Maybe one day I’ll be able to think about the future again.
At the moment all I think about is the past. I don’t even notice the present.

RECENSIONE:
Come promesso torno a parlarvi della Tomorrow Series di John Marsden, questa volta con il terzo volume della serie.
L’azione riprende poco tempo dopo la fine del precedente libro, mentre i ragazzi sono nuovamente rifugiati all’Inferno per cercare di sfuggire alle ricerche a tappeto che le loro ultime imprese hanno scatenato, tentando nel frattempo di capire cosa possono fare ora.
Ormai sono passati mesi da quel lontano weekend di campeggio che li ha salvati miracolosamente dall’invasione nemica e l’inverno rende ancora più difficile la sopravvivenza in mezzo alla natura. Gli spensierati adolescenti di quel tempo sono ormai solo un ricordo, perché quelli che si nascondono sui monti ormai sono dei criminali di guerra, ricercati dall’esercito nemico e con tutte le intenzioni di non rimanere con le mani in mano ad attendere che qualcuno salvi la situazione.
La guerra è ben lungi dall’essere finita e gli invasori hanno iniziato a colonizzare le terre conquistate con la stessa meticolosità e rapidità di un’orda di formiche in un nuovo formicaio. Questo comporta che anche spostarsi indisturbati diventa per i nostri giovani eroi sempre più difficile e pericoloso.
Questo nuovo capitolo della saga è talmente ricco di eventi che arrivata al termine ho avuto la sensazione di aver letto più di un libro soltanto.
Il tono della narrazione diventa ancora più serio, non c’è tempo per scherzare o rilassarsi e nemmeno per amare.
Mano a mano che la storia procedeva, vedevo Ellie e i suoi amici trasformarsi in qualcosa di nuovo, non sempre auspicabile, come nel caso di Lee che più volte sembra diventato uno spietato soldato, votato soltanto alla vendetta. E questo è soltanto un esempio, perché tutti loro stanno cambiando e i demoni che devono esorcizzare diventano sempre più pesanti e numerosi: le strade che decidono di intraprendere sono tutte senza ritorno… anche se qualcuno all’improvviso dichiarasse finita la guerra e loro potessero tornare alla vita di prima, i sei ragazzi – nessuno escluso – non sarebbero mai più gli stessi.
È drammatico e toccante leggere i pensieri di Ellie che per ben due volte si ritroverà separata dagli altri, con troppo tempo per riflettere su quello che sta capitando a tutti loro e soprattutto su quello che hanno fatto e perso.
C’è un momento bellissimo in cui Ellie ripensa alla vita precedente alla guerra, quando aveva dei sogni nel cassetto che ora sembrano assurdi e quando detestava molti dei compiti che doveva assolvere alla fattoria dei genitori. Ora darebbe qualsiasi cosa per tornare indietro a quell’esistenza, che stranamente sembra ormai appartenere a qualcun altro.
Le parti dedicate alla sola Ellie sono quelle con meno azione, a volte persino monotone nel suo scandire il tempo con azioni anche ripetitive, ma sono tra quelle che lasciano il segno più profondo nel lettore: il dolore della sua anima e del suo corpo; l’immobilità del tempo che diventa frustrante ogni secondo di più; l’incertezza di quello che riserva il futuro… e soprattutto se esiste un futuro.
Questi monologhi interiori sono strazianti su più livelli.
Nell’interazione con gli altri si notano invece tutte le parti di innocenza e umanità che ciascun ragazzo è costretto a lasciare dietro di sé.
C’è una scena che mi ha particolarmente colpita (vi devo avvisare che c’è un piccolissimo SPOILER): dopo giorni a vagare da sola, ferita e in fuga dai soldati, affamata e assetata, allo stremo delle forze, senza sapere dove i suoi amici si trovino… Ellie riesce finalmente a ricongiungersi al gruppo. Quando ho capito che erano vicini, il mio cuore ha fatto una capriola e mi sono immaginata di correre incontro a Ellie per abbracciarla dopo aver pensato che fosse morta. Ma la visione di Marsden è stata un tantino diversa, quasi cinica, ma probabilmente più realistica delle mie fantasie: le reazioni dei ragazzi sono state sì di gioia, ma smorzate e tiepide rispetto alle mie aspettative. Il motivo è diventato palese velocemente: tutti loro sono talmente provati ed esausti, da non aver più energie sufficienti per esternare i loro sentimenti… forse non riescono nemmeno a gioire come un tempo ed è una delle cose più tristi. (FINE SPOILERINO).
Ovviamente ci sono anche le parti dedicate all’azione che lasciano perennemente con il fiato sospeso e un’angoscia tale che faticavo a stare ferma sul divano mentre le leggevo.
La saga di John Marsden continua a stupirmi e a coinvolgermi oltre ogni dire. Con rammarico ho dovuto salutarla per qualche giorno per portare avanti altre letture, ma sono già pronta a tornare in Australia con questo gruppo di sopravvissuti.
Quello che hanno patito e affrontato in questo terzo libro è scioccante e imprevedibile… mi viene da chiedermi cosa l’autore abbia in serbo per loro adesso, non senza una punta di preoccupazione. Ormai mi sono talmente attaccata a questi personaggi che temo sarà molto doloroso salutarli una volta giunta in fondo. Così come è doloroso vederli soffrire.
Questa volta è arrivata anche la commozione, con calde lacrime che scorrevano sul viso e che tentano di riaffiorare ancora adesso mentre ripenso alla scena in questione: le perdite non sono evitabili in guerra, ma ad alcune non si è mai pronti… non posso dirvi di più.
Parlarvi di questo romanzo senza spoilerare è stato davvero difficoltoso, quindi sto pensando di raggruppare i prossimi capitoli in una recensione globale in cui vi dirò solo se la saga mantiene questo livello (che finora direi si sta elevando invece di abbassarsi!) e qualche commento.
Anzi se volete un consiglio, evitate di leggere anche la trama – io per fortuna l’ho fatto solo ora a libro finito – perché rivela troppi dettagli e presenta spoiler sul libro precedente. Non so dirvi se anche le trame dei successivi sono così, perchè non mi sono azzardata a leggerle per evitare spiacevoli sorprese.
Come avrete già capito, rinnovo il consiglio di avventurarvi in questa bellissima serie.
E con questo è giunto il momento di passarvi la parola perché io ho detto tutto.
Passo e chiudo :)

NOTA:
questo capitolo della serie, per non confondervi le idee, lo trovate disponibile anche con il titolo A Killing Frost... non chiedetemi il motivo perchè proprio non l'ho capito!

TRAMA:
Ellie and her friends have achieved more than they ever thought possible as an unarmed bunch of amateur teenage fighters. But it's not enough. The war wages on, their families are in captivity and their country is on its knees. Hiding back in Hell, the friends face a big question: what to do next?
The gang have another success when they manage to rescue Kevin. He returns to them equipped with a new knowledge of explosives. Suddenly the question of what to do next becomes clear - launch an attack on the major enemy target of Cobblers' Bay.
Can Ellie, Homer, Fi, Robin, Lee and Kevin really stage a major military attack on the enemy? And in their attempt to pull it off, what will they have to sacrifice? They have already lost Corrie and Chris; who else will the group have to lose in their desperation to defend their country?

(TRADUZIONE TRAMA: Ellie ei suoi amici hanno ottenuto più di quanto credessero possibile  per un gruppo di combattenti adolescenti disarmati e dilettanti. Ma non è sufficiente. La guerra è ancora in corso, le loro famiglie sono prigioniere e il loro Paese è in ginocchio. Tornati a nascondersi all'Inferno, gli amici devono affrontare una grande domanda: cosa fare dopo? La banda ha un altro successo quando riescono a salvare Kevin che ritorna con nuove conoscenze in fatto di esplosivi. Improvvisamente la questione di cosa fare diventa chiara: lanciare un attacco contro il bersaglio nemico principale, Cobblers’ Bay.

Possono Ellie, Homer, Fi, Robin, Lee e Kevin davvero mettere in scena un attacco militare contro il nemico? E nel tentativo di farlo, che cosa devono sacrificare? Hanno già perso Corrie e Chris; chi altro dovrà perdere il gruppo nella disperazione per difendere il loro paese?)

lunedì 21 luglio 2014

Strangers Words #5 - Recensione THE DEAD OF THE NIGHT di John Marsden

TOMORROW SERIES #2 - THE DEAD OF THE NIGHT
Autore John Marsden
Editore Quercus
Pagine 289
Euro 9,00 cartaceo – 3,00 formato Kindle
TRAMA:
A few months after the first fighter jets landed in their own backyard, Ellie and her five terrified but defiant friends struggle to survive amid a baffling conflict. Their families are unreachable; the mountains are now their home. When two of them fall behind enemy lines, Ellie knows what must happen next: a rescue mission. Homer, the strongest and most unpredictable among them, is the one to take charge. While others have their doubts about his abilities, Homer has no choice but to prove them wrong - or risk losing everything to the enemy.

(TRADUZIONE TRAMA: Pochi mesi dopo che i primi caccia sono sbarcati nel cortile di casa loro, Ellie e i suoi cinque amici, terrorizzati, ma ribelli, lottano per sopravvivere in mezzo a un conflitto sconcertante. Le loro famiglie sono irraggiungibili; le montagne sono ormai la loro casa. Quando due di loro cadono dietro le linee nemiche, Ellie sa cosa deve accadere: una missione di salvataggio. Homer, il più forte e più imprevedibile tra loro, è quello che se ne assume la responsabilità. Mentre gli altri hanno dubbi sulle sue capacità, Homer non ha altra scelta, se non quella di dimostrare che si sbagliano o rischiare di perdere tutto)
VOTO:

CITAZIONI:
We’d had so much taken away already; it seemed unfair to keep losing more all the time. Maybe we’d lose everything eventually. Our happiness, our futures, our lives. Maybe we’d lost two out of three of those already.

Better to be in chains with the people you love than lonely and free.
RECENSIONE:
Quanto tempo che non scrivo una recensione per questa rubrica!!! Strangers Words l’avevo creata appositamente per recensirvi i romanzi in lingua originale, ma non ne ho affrontati tantissimi. È passato più di un anno ormai e io temevo che leggere un romanzo in inglese sarebbe stata un’impresa titanica.
Cosa mi ha convinto a tentare? Il fatto che mi sono stufata di aspettare inutilmente che la Fazi Editore si decidesse a deliziare noi lettori italiani con il seguito di Il domani che verrà di John Marsden.
All’epoca io lessi il romanzo (che si era guadagnato solo 3 gufetti – QUI la recensione), dopo aver visto il film (QUI la recensione… non gli avevo assegnato un voto allora ma vi posso assicurare che merita 4 gufi). Da allora il film l’ho visto più di una decina di volte e ogni volta mi entusiasma come la prima. Poco meno di un mese fa l’ho visto per l’ennesima volta e mentre scorrevano i titoli di coda ho deciso che volevo sapere cosa sarebbe successo dopo. Quindi mi sono armata di Kobo e ho scaricato senza pensarci un attimo il secondo e il terzo volume della saga (che per chi non lo sapesse conta ben sette titoli, più tre di un sequel ambientato dopo la guerra).
Immagino che chi conosce il primo, non ha bisogno che gli io ricordi di cosa parlano questi libri. Per tutti gli altri voglio dire che la Tomorrow Series racconta le drammatiche avventure di un gruppo di adolescenti costretti a vivere nascondendosi tra le montagne e in mezzo alla natura, cercando di conservare la propria libertà – e la propria vita – mentre tentano azioni di opposizione al nemico che ha invaso il loro bel paese, stravolgendo le loro vite e quelle di tutti coloro che amano e conoscono.
Nel primo volume avevano prima di tutto dovuto venire a patti con questa nuova realtà, fatta di soldati armati di fucile, nonché intenzionati a uccidere i pochi ribelli rimasti in circolazione. In seguito decideranno di non poter essere spettatori inerti del delirio che ha stravolto il loro mondo.
La vita non può più essere quella semplice fatta di scuola e svaghi. Gli otto protagonisti si ritroveranno a dover uccidere a loro volta per sopravvivere e non sarà facile metabolizzare le drastiche azioni che mai avrebbero pensato di poter compiere.
Alla fine del primo libro i nostri eroi riuscivano a far saltare in aria un ponte attraverso cui l’esercito nemico riceveva la maggior parte degli approvvigionamenti, ma due di loro saranno costretti ad arrendersi perché Corrie, la migliore amica della protagonista, è stata colpita da una pallottola e rischia di morire se non viene portata in ospedale.
Anche nel secondo capitolo la voce narrante è quella di Ellie, che tiene nota di tutto ciò che accade in una sorta di diario.
Tutti i ragazzi sono cambiati in seguito a ciò che hanno vissuto: i traumi per ciò che hanno fatto e visto hanno lasciato cicatrici indelebili nei loro cuori e l’angoscia viene aumentata ulteriormente dalla consapevolezza che, se vogliono tentare di fare qualche differenza, dovranno correre rischi sempre maggiori e compiere azioni ancora peggiori. Tutta questa tensione interiore si trasforma anche in una sorta di iniziale distacco tra loro, che sfocerà però in breve tempo in un attaccamento gli uni agli altri ancora maggiore… ciascuno di loro sa di essere responsabile per le vite di tutti gli altri, perché basta il minimo errore di uno per condannarli tutti alla prigionia o più probabilmente alla morte.

Il primo obiettivo che si propongono – quando le spietate ricerche a tappeto per gli artefici dell’esplosione del ponte cominciano a perdere intensità – è quello di cercare di scoprire cosa è successo a Kevin e Corrie dopo che si sono consegnati ai nemici e, nel caso, cercare di riportarli nel gruppo.
Quando si ritroveranno a vagare, furtivi come ladri, in città e riusciranno brevemente a parlare con qualcuno che conoscono, scopriranno che la situazione è ulteriormente peggiorata e che la guerra è ben lontana dalla fine, così come la realizzazione dei loro progetti.
In questo secondo libro Ellie e company incontreranno anche un altro gruppo di sopravvissuti all’invasione, ma non voglio raccontarvi cosa accadrà per non rovinarvi nessun colpo di scena.
La lettura del primo romanzo mi era stata “rovinata” dall’aver visto prima il film – fedelissimo all’opera di Marsden – mentre questa seconda avventura mi ha appassionata enormemente. L’azione non manca e più volte si resta con il fiato sospeso ad osservare questi ragazzi rischiare la vita in modi che nessun adolescente – e nessuna persona in generale - dovrebbe mai provare. Adrenalina e cardiopalma, alternati a momenti di quiete in cui emergono i pensieri e le emozioni, a volte contrastanti, di Ellie e dei suoi compagni: dialoghi, sentimenti e qualche raro ma benefico momento di allegria, allentano la tensione in vista dei momenti più rischiosi, ma portano spesso anche a profonde riflessioni.
Molto bello vedere i cambiamenti che continuano ad avvenire nei ragazzi, mano a mano che il tempo passa e come le dinamiche del gruppo si modificano di conseguenza.
Credevo che leggendo il romanzo in inglese avrei impiegato un sacco di tempo a finirlo, dovendolo necessariamente alternare ad una lettura in italiano per rilassare la mente. Invece mi sono ritrovata a leggere senza minimamente sentire il peso di una lingua straniera, divorando una pagina dopo l’altra con entusiasmo ed emozione, senza mettere praticamente mai mano al vocabolario. L’inglese di Marsden è decisamente accessibile e scorrevole, quindi anche chi tra voi non è un lettore abituale di questa lingua non dovrebbe incontrare nessuna difficoltà… per me è stato come leggere in italiano ed è una cosa che mi ha stupita quasi più del libro in sé.
Comunque sono davvero contenta di aver deciso di procedere con la lettura di questa saga perché finalmente sto soddisfando la mia curiosità e anche le mie aspettative stanno trovando riscontro… ero certa che non mi avrebbe delusa: in Australia, sua patria d’origine, aveva avuto un successo strepitoso, quindi dovevano esserci dei buoni motivi e io li sto scoprendo poco a poco. Mentre vi scrivo sono già quasi a metà del terzo libro – e prestissimo vedrò di procurarmi anche i successivi – quindi mi sentirete ancora parlare della Tomorrow Series.
E ora ditemi di voi. Conoscete questa serie? Aspettavate i seguiti come me?
Passo e chiudo :)
(La rubrica dedicata alle recensioni delle letture in inglese)

THE TOMORROW SERIES
1. Tomorrow, When The War Began, 1993 (Il domani che verrà, 2011)
2. The Dead Of The Night, 1994
3. The Third Day, The Frost, 1995
4. Darkness, Be My Friend, 1996
5. Burning For Revenge, 1997
6. The Night Is For Hunting, 1998
7. The Other Side of Dawn, 1999

THE ELLIE CHRONICLES (serie sequel)
1. While I Live, 2003
2. Incurable, 2005
3. Circle of Flight, 2006

lunedì 29 luglio 2013

PASSIONE ZOMBIE!! Nuova scoperta

Sono terribilmente su di giri! Io, quella che non si fa scappare nulla – e dico proprio nulla!!! – che contenga la parola zombie, non avevo mai sentito parlare di questa autrice e della sua immensa trilogia zombesca?!!? Inammissibile!
Si tratta della NEWFLESH TRILOGY di MIRA GRANT che ho trovato casualmente in uno dei miei soliti tour nei blog stranieri… un’opera di quasi 1900 pagine che tratta di un’apocalisse al gusto di non-morti affamati di carne viva, ossia uno dei generi che più mi fanno impazzire.
Unico neo di questa produzione?? Per ora esiste soltanto in inglese. Ma io mi chiedo: ma le CE italiane, sull’onda del successo delle zombie stories nel nostro Paese, non hanno notato questa saga? E se l’hanno fatto, cosa aspettano a farcela pervenire in lingua italiana? Ormai nella patria d’origine sono stati pubblicati tutti e tre i romanzi. Addirittura su Amazon si può comprare l’intera trilogia in blocco ad un prezzo a dir poco strabiliante: 1892 pagine a Euro 17,98.
Avete presente quella smania che prende quando scoprite un nuovo libro e una vocina – con coda a punta e forcone – continua a ripetervi nella mente “deve essere tuo! Deve essere tuo” ? E conoscete quel prurito alle dita, quando cercate di impedire alle vostre mani di cliccare sul tasto acquista, mentre la sola cosa che vorreste è sentire già il campanello che annuncia l’arrivo del corriere con il vostro agognato pacco?? Vi prego, ditemi che conoscete queste sensazioni, altrimenti devo cercare il numero di uno psicologo urgentemente… ma uno bravo!
Finora ho resistito per ben 24 ore a questo folle acquisto, ma temo che presto il diavoletto nella mia coscienza riuscirà a farmi capitolare: dovessi metterci dieci anni a leggere quest’imponente opera, è una scoperta troppo golosa per rinunciare ^^

L’apocalisse zombie è accaduta più di vent’anni fa. Al contrario delle credenze popolari, non ci siamo estinti, principalmente perché abbiamo avuto anni di film horror a dirci come comportarci quando i morti cominciano a camminare. Abbiamo combattuto, e vinto… più o meno. I morti camminano ancora; alcuni provano ancora a mangiarti se non fai attenzione; il virus che ha causato il problema è ancora incurabile. Per lo meno noi viviamo, vero?

La Newflesh Trilogy è una storia di blogging, politica, medicina, spionaggio, tradimento, di legami che vincolano, di legami che non lo fanno, di come George Romero casualmente salvo il mondo e, ovviamente, di zombie.
Ecco come è composta questa trilogia:

FEED  (Maggio 2010), 571 pagine:
L’anno è il 2014. Abbiamo curato il cancro. Abbiamo battuto il raffreddore. Ma facendo questo abbiamo creato qualcosa di nuovo, qualcosa di terribile che nessuno può fermare. L’infezione si diffonde, il virus prende controllo di corpi e menti con un unico, inarrestabile comando: MANGIA. Ora vent’anni dopo l’Ascesa, i blogger Georgia e Shaun Mason sono sulle tracce della più grande storia della loro vita – l’oscura cospirazione dietro gli infetti.

DEADLINE (Giugno 2011), 581 pagine:
Shaun Mason è un uomo senza una missione. Mandare avanti l’organizzazione di notizie che ha costruito con sua sorella non ha più la stessa importanza di una volta. Giocare con le cose morte non sembra più così divertente quando hai perso così tanto come lui. Ma quando una ricercatrice del CDC simula la propria morte e compare sulla porta di lui con un famelico pacco di zombie al seguito, Shaun ritrova interesse nella vita. Perché lei porta notizie – lui può aver messo fuori gioco i mostri che li hano attaccati, ma la cospirazione è tutto fuorché morta. Ora, Shaun vuole scoprire quale verità si può trovare alla fine di un fucile.

BLACKOUT (Maggio 2012) 659 pagine
L’anno era il 2014. L’anno in cui abbiamo curato il cancro. L’anno in cui abbiamo curato il raffreddore. E l’anno in cui i morti hanno iniziato a camminare. L’anno dell’Ascesa.
L’anno era il 2039. Il mondo non era finito quando sono arrivati gli zombie, solo peggiorato. Georgia e Shaun Mason hanno trovato la storia più grande della loro generazione. Hanno scoperto la più grande cospirazione dall’Ascesa e capito che per dire la verità, andavano fatti dei sacrifici.
Ora, l’anno è il 2041, e l’indagine iniziata con l’elezione del Presidente Ryman è più grande di quanto chiunque avesse pensato. Con ancora troppo da fare e non abbastanza tempo per farlo, i sopravvissuti di Dopo la Fine dei Tempi devono affrontare scienziati pazzi, orsi zombie, agenzie governative di farabutti – e se c’è una cosa che sanno essere vera nell’America post-zombie è questa: le cose possono sempre andare peggio.

E ora voglio proprio sentire la vostra opinione! Conoscevate questi titoli? Ma soprattutto c’è un’anima pia che li ha coraggiosamente letti e mi sa dire se sono interessanti come sembrano? Acquistare o non acquistare… questo è il mio problema!
E con questo passo e chiudo :)

sabato 27 luglio 2013

Strangers Words #4 - Spellbound di Rachel Hawkins

La rubrica dedicata alle recensioni delle letture in inglese
Saga: Hex Hall #3
Editore Hyperion Books
Pagine 327
Euro 12,59
TRAMA TRADOTTA DA ME:
Proprio mentre Sophie Mercer sta accettando i suoi straordinari potere magici come demone, il Consiglio dei Prodigi glieli porta via. Con i suoi poteri imprigionati dentro di lei, Sophie è priva di difese. O meglio questo è quello che lei pensa, finchè non fa una sorprendente scoperta. Una guerra epica sta arrivando e si crede che Sohie sia l’unica abbastanza potente da fermare la fine del mondo. Ma senza la sua magia, Sophie non ne è così sicura.
L’unico incantesimo che può aiutarla è a Hex Hall – il posto dove tutto ha avuto inizio. Con la vampira Jenna, il suo ragazzo Archer, il suo “promesso” Cal (già, la sua vita amorosa è complicata) e un fantasma piuttosto amichevole al suo fianco, il destino di tutti i prodigi è sulle spalle della sola Sophie.
Sophie è diretta verso una corsa infernale… Riuscirà a riavere i suo poteri prima che sia troppo tardi?
VOTO:

INCIPIT:
(ovviamente tradotto dalla sottoscritta)
La ragazza si accigliò. “Tu sei qualcosa” sibilò, venendo più vicino. “io posso sentirlo. Qualsiasi cosa tu sia, non è umana. Quindi puoi dirmi quale genere di mostro sei, oppure io posso aprirti e scoprirlo da sola.”
La fissai. “ Sei un osso duro, ragazzina”
Il suo sguardo divenne ancora più accigliato.
“Sto cercando i Brannick”, dissi tutto d’un fiato, “e immagino che tu sia una di loro perché… sai, i capelli rossi e la violenza e tutto quanto:”
“Qual è il tuo nome?” domandò mentre il fastidio al mio collo diventava vero dolore.
“Sophie Mercer” dissi attraverso i denti stretti.
Lei spalancò gli occhi. “Impossibile”, disse, suonando per la prima volta come la scolaretta che probabilmente era.
“Possibile” brontolai

RECENSIONE:
Si conclude infine con questo titolo la trilogia di Hex Hall e posso dire che tutti e tre i volumi sono stati entusiasmanti… Rachel Hawkins non ha perso mordente in nessun capitolo della serie (nemmeno nel secondo, che spesso è il più scialbo) ed ha organizzato davvero un gran finale per i suoi lettori.
Ma partiamo dal principio.
Alla fine del secondo avevo lasciato Sophie sul più bello – ringraziando di avere già il seguito a portata di mano – mentre scappava dalla residenza dove aveva trascorso le vacanze, ormai divorata dalle fiamme. Proprio nelle ultime pagine la nostra Sophie è in fuga, privata dei suoi poteri magici e con il cuore colmo di dolore per la sorte terribile a cui ha lasciato tutte le persone a cui vuole bene. Una volta raggiunto il portale magico sa soltanto che il buon Cal, tornato a cercare di salvare gli altri, le ha detto di raggiungere i Brannicks, arci – nemici di qualsiasi Prodigio e lei lo fa.
Certo posso solo immaginare la tortura di tutti quelli che hanno letto un simile epilogo e poi hanno dovuto aspettare mesi per scoprire cosa sarebbe successo.
All’inizio di Spellbound ho ritrovato la nostra eroina all’uscita dell’Itineris in cui l’avevo lasciata e da qui il libro parte subito in quarta! Già nei primissimi capitoli mi sono trovata davanti ad una rivelazione scioccante, che mai mi sarei aspettata, su Sophie e soprattutto su sua madre… certo che la povera ragazza-demone ha un bagaglio famigliare davvero pesante da affrontare. Proprio per questo motivo non mi addentrerò nella trama oltre quella scritta nel retro del libro (che trovate sopra) perché, intelligentemente, rivela tutto quello che serve sul romanzo senza rovinare nessuna sorpresa.
E di sorprese ce ne saranno una vagonata, una dietro l’altra e quando credi che sia tutto, ne arrivano ancora. Quest’ultimo volume è quello della resa dei conti: tutto gli antefatti che volevo conoscere mi sono stati svelati, anche in modi decisamente originali, e tutti i dettagli che volevo scoprire su ogni personaggio mi sono stati serviti su vassoi d’argento, insieme a particolari di cui nemmeno immaginavo l’esistenza.
Insomma una vera e propria lettura entusiasmante dall’inizio alla fine!
Mi è spiaciuto che Sophie per moltissimi capitoli sia rimasta senza i suoi poteri magici capaci di causare catastrofi al solo “arricciarsi del naso” – non che lei abbia mai fatto questo gesto da Vita da strega – perché avrei voluto vedere qualche altro suo incantesimo esagerato, ma non disperate la sua magia non è scomparsa, soltanto imprigionata per un bel po’. Vi avviso che quando i suoi poteri torneranno a ruggire a piena potenza, dovete aspettarvene delle belle.
Finalmente la protagonista ha capito che senza i suoi poteri è soltanto mezza-Sophie (lei che voleva sottoporsi alla rimozione qualche centinaio di pagine fa, con mio immenso orrore!) e la sua fiducia in sé stessa e la consapevolezza di quello che è e che vuole la trasformeranno in uno dei personaggi più potenti e memorabili che ho incontrato nei libri. Il suo inoltre non è solo il potere della magia e del quarto di demone che le scorre nel sangue: Sophie è forte anche del potere dell’amore e dell’amicizia, sentimenti che disegnano una rete di legami bellissimi e profondi in quest’ultimo capitolo della trilogia, ancora più che negli altri. La sua crescita come demone e come persona è stata emozionante a tutto tondo; il coraggio che trova nel suo cuore, la forza di difendere le persone che ama anche a costo della vita hanno dato estrema profondità a questo personaggio, senza tuttavia toglierle quel sarcasmo e quella tendenza alla battuta fuori luogo che la caratterizza fin dalle prime righe di Hex Hall e che mi ha fatto più volte desiderare di avere un’amica come lei nei momenti duri ^^
Certo, io vi sto parlando soltanto della protagonista, ma ci sono anche tanti altri personaggi, nuovi e vecchi che la accompagnano nel corso degli eventi e tutti hanno avuto un ruolo importante, sia per lei che per me come lettrice… ma tutto ruota intorno a Sophie. Le storie di tutti quanti sono davvero belle ed è stato un piacere leggerne, rendendomi conto che tante cose non me le ero proprio immaginate, o le avevo pensate in modo sbagliato.
Molto suggestiva anche l’ambientazione: a parte il luogo dove Sophie cerca e trova i Brannicks, si torna ad una sorta di ambientazione scolastica… ma scordatevi completamente quella del primo libro, o meglio tenetela a mente solo come termine di paragone… peccato che non possa dirvi altro, ma tutto ciò che riguarda questa parte mi ha davvero scioccata, quindi non vi voglio rovinare il piacere di scoprire cosa vi aspetta!
Purtroppo l’unica cosa che avrei cambiato di questo libro è una parte del finale in cui uno tra i personaggi che tanto ho amato in questa trilogia non riuscirà a sopravvivere all’inevitabile battaglia finale… ci sono rimasta così male! Ma Rachel Hawkins ha pensato al finale giusto per tutti, buoni e cattivi, e l’epilogo per quanto con quel retrogusto amaro del dolore dovuto alla perdita, non solo di una persona cara, ma anche definitivamente dell’innocenza è riuscita a far rinascere un sorriso sulle mie labbra di affranta lettrice (mi capite vero??). La malinconia degli addii che non si possono evitare alla fine di un romanzo bello come questo è stata stemperata dalla gioia per il futuro che aspetta questi amici di carta e inchiostro… Sapete cosa fa di un libro un bellissimo libro? La fatica di salutare dei personaggi che ormai ti sono entrati nel cuore e con cui vorresti fermarti ancora un po’, anche solo per un caffè e un abbraccio: questo è quello che ho provato all’ultima pagina di Spellbound e che più di tutti gli altri pregi che ne ho elencato mi ha fatto assegnare quasi il voto massimo a questo titolo.
Ora che ormai la trilogia è conclusa posso dirvi che se non ve la segnate subitissimo in WL siete matti!! Ovviamente se sapete leggerla in inglese perché in Italia non è ancora arrivata, anche se non ne capisco il motivo… sono sicura che avrebbe un grandissimo successo. Se siete alle prime armi con la lettura in lingua non preoccupatevi, se ci sono riuscita io non avrete certo difficoltà ^^ Se invece proprio non leggete in inglese, potreste cliccare sulla petizione che trovate qui nella colonna a destra per portare la saga in Italia e mettere anche la vostra firma… chissà che non troviamo qualcuno che ci ascolti!
C’è tra voi che mi state leggendo anche qualcuno che ha letto questa serie? Vi è piaciuta tanto quanto a me? Se non avete ancora letto il capitolo conclusivo, affrettatevi perché ve ne aspettano delle belle.
Cosa manca? Solo la conclusione: Spellbound chiude magistralmente una trilogia che si è rivelata magica non solo per la storia narrata; coinvolgente, emozionante, commovente e potrei continuare a lungo con la lista dei complimenti… in una sola parola BELLOBELLOBELLO (hehehe! L’ho dovuto scrivere tutto attaccato perché altrimenti non era più una parola soltanto XD)
E detto questo passo e chiudo :)

TRILOGIA HEX HALL:
Spellbound
(cliccando sui titoli potrete vedere le mie recensioni)

martedì 2 luglio 2013

Strangers Words #3 - Demonglass di Rachel Hawkins

Saga: Hex Hall #2
Editore Hyperion Books
Pagine 359
Euro 5,39
TRAMA TRADOTTA DA ME:
Sophie Mercer pensava di essere una strega. Per questo motivo è stata mandata a Hex Hall, una scuola “riformatorio” per Prodigi delinquenti (streghe, mutaforma, fate). Ma poi ha scoperto il segreto della sua  famiglia, e il fatto che la sua cotta, Archer Cross, è un agente per l'Occhio, un gruppo deciso a cancellare i Prodigi dalla faccia della terra. Si scopre così che Sophie è un demone, uno dei due soli nel mondo, l'altro è il padre. Quel che è peggio è che ha poteri che mettono in pericolo la vita di tutti quelli che ama. Ed è proprio per questo che Sophie decide di voler andare a Londra per la Rimozione, una procedura pericolosa che può o distruggere i suoi poteri o ucciderla. Ma una volta arrivata, Sophie fa una scoperta scioccante. I suoi nuovi coinquilini? Sono anche loro dei demoni. Questo significa che qualcuno sta evocando demoni in segreto, con l’intento raccapricciante di utilizzare i loro poteri, e probabilmente non per fare del bene. Nel frattempo, l'Occhio è concentrato sulla caccia di Sophie per ucciderla e stanno utilizzando Archer per farlo. Ma lei non nutre più sentimenti per lui… o sì?

VOTO:

INCIPIT :
(anche qui si tratta della mia traduzione)
“Lo scorso semestre è stato intenso”, dissi a Papà.
“Intenso?” ripeté, prendendo il mio fascicolo. “Vediamo. Il tuo primo giorno a Hecate, sei stata attaccata da un lupo mannaro. Hai insultato un’insegnante, col risultato di aver ricevuto una punizione lunga un semestre nella cantina con tale Archer Cross. Secondo le note, voi due siete diventati “intimi”. Apparentemente intimi a sufficienza perché tu vedessi il marchio dell’Occhio di Dio sul suo petto.”
Io a questo punto arrossii, e sentii le braccia di mamma stringersi intorno a me. Negli ultimi sei mesi, l’avevo aggiornata su gran parte della storia con Archer, ma non su tutto.
In particolare, non sull’intera parte io-costretta-nella-cantina-con-uno-stregone-omicida-che-lavora-per-l’Occhio.

MA-CHE-BELLO-È-QUESTO-ROMANZO???
Demonglass è il secondo volume della trilogia dedicata a Hex Hall, scuola correttiva per esseri soprannaturali adolescenti e ribelli, e a Sophie Mercer. Il primo capitolo della serie mi aveva conquistata completamente per l’ambientazione e la storia intrigante, ma soprattutto per la protagonista, Sophie, dotata di poteri magici grandissimi - che lei non è assolutamente in grado di controllare, tranne in qualche raro caso – e di una inesauribile ironia che mi ha strappato numerose risate.
Nel secondo libro l’ambientazione si sposta da Hex Hall ad una dimora imponente nelle vicinanze di Londra, dove Sophie passerà la vacanze estive con suo padre. Temevo che l’assenza dell’ambientazione scolastica che tanto mi era piaciuta in Hex Hall, andasse a influire sull’intero romanzo, ma ho dovuto presto ricredermi.
In questo nuovo capitolo ho avuto la possibilità di approfondire la conoscenza con la stessa Sophie, che malgrado segnata dalle esperienze vissute nei mesi precedenti è rimasta sempre divertente e imprevedibile; nel frattempo ho avuto modo di scoprire qualcosa in più sulla personalità di Jenna - la vampira compagna di stanza della protagonista che la accompagna in vacanza – nonché di Cal, il fighissimo Malboro-man dotato di rari poteri di guarigione che nel primo libro aveva avuto solo una parte secondaria, mentre in questa nuova avventura è molto più presente e rivela un bel po’ di informazioni sulla sua storia e i suoi sentimenti. Ma credete forse sia finita qui?!? Naaaaah! C’è anche il caro paparino di Sophie che tanto avevo detestato “in contumacia” nel primo libro e che sta’ volta è molto più di una vaga presenza: gradualmente sono riuscita a scoprire quanto il suo ruolo a capo del consiglio lo porti a scelte e comportamenti precisi e prima della fine è riuscito a fare un’ascesa paurosa nella mia scala di gradimento, guadagnandosi il posto su uno dei gradini più alti… è un personaggio decisamente complesso, ma molto più positivo di quanto mi fossi convinta.
Ultimo, ma non per importanza, c’è Archer… ero certa che sarebbe ricomparso e avrei messo la mano sul fuoco che non mi sbagliavo su di lui, malgrado gli eventi raccontassero una verità ben diversa! Uuuuh, che fatica non rivelarvi niente!
Ma tutto questo, che già di per sé sarebbe stato molto interessante e coinvolgente, non è che la punta dell’iceberg che è Demonglass: demoni che non dovrebbero esistere, magie proibite, un antico e pericoloso grimorio, fantasmi fuori dal comune, doppi giochi, personaggi buoni che nascondono marciume e personaggi cattivi che forse non sono cattivi come si crede; ribaltamento di ruoli e certezze, scoperte scioccanti e colpi di scena a valanga… ho perso il conto delle volte che il mio mento è precipitato verso il basso, lasciandomi con la bocca aperta per lo stupore.
E poi c'è un sacco di magia e ho scoperto insieme a Sophie quanto vasto sia il suo potere, assistendo con ilarità ai suoi disastri e con stupore ai suoi progressi.
Sono così entusiasta per tutto quello che la Hawkins è riuscita a infilare in un solo romanzo che vorrei raccontarvi ogni piccolo dettaglio, ma vi rovinerei la lettura.

Quello che posso dirvi è che la storia narrata in Demonglass non annoia nemmeno per un secondo, perchè la curiosità rimane sempre viva e malgrado le tante risposte che troveranno risposte, nuove sorgeranno dalla lettura e lasceranno in attesa del seguito. Ci sono appassionanti scene d'azione e c'è posto anche per un po' di romance: la parte romantica non è assolutamente predominante, perchè troppo spazio era necessario per sviluppare tutto il resto della storia, ma è comunque molto bella ed emozionante.
Solitamente il libro centrale di una trilogia è una sorta di ponte tra un inizio scoppiettante ed un epilogo entusiasmante… ma questa volta il secondo romanzo è riuscito addirittura a superare il primo: speriamo che il crollo non arrivi con il capitolo finale, ma ho dei seri dubbi in merito!
Inoltre, pur essendo solo la terza lettura in lingua inglese, senza rendermene conto ho iniziato a prendere molta più confidenza. Al principio (anche nelle prime pagine di Demonglass) ogni volta che iniziavo a leggere in inglese avevo bisogno di una decina di minuti per ingranare… leggevo le prime frasi senza capire quasi nulla, perché il mio cervello doveva realizzare che quella che leggevo non era la mia lingua madre. Il traguardo che più mi ha dato soddisfazione è che nella seconda metà della storia, una combinazione di entusiasmo per la storia e maggiore confidenza con la lingua, mi ha permesso di prendere in mano il libro e leggere immediatamente con naturalezza, come se stessi leggendo in italiano… per carità il mio fedele vocabolario di Google è sempre a portata di mano, ma il numero di volte in cui ne ho fatto uso si è drasticamente ridotto e non posso fare a meno di pensare a quale vasto orizzonte di letture mi si apre davanti XD.
Ma ora tocca a voi dire la vostra! Avete già letto questo romanzo? Dei due personaggi maschili più affezionati a Sophie, quale preferite: Cal o Archer? Io personalmente adoro Archer, ma Cal è talmente figo in tanti sensi che per ora se la sta giocando alla pari!
Non vedo l’ora di iniziare Spellbound, volume conclusivo della saga, anche perché la “perfidissima” autrice ha ben pensato di concludere Demonglass proprio in cima all’escalation di tensione ed eventi sconvolgenti, lasciandomi con un palmo di naso… ma io l’ho fregata, perché ho già qui il terzo libro che mi guarda e oggi lo inizio immediatamente :D
E con questo è arrivato il momento di salutarvi, quindi passo e chiudo :)


CITAZIONI:
(It sucks that we miss people like that. You think you’ve accepted that someone is out of your life, that you’ve grieved and it’s over, and then bam. One little thing and you feel like you’ve lost that person all over again.)
Fa schifo che le persone ci manchino in questo modo. Pensi di aver accettato che qualcuno è fuori dalla tua vita, che hai sofferto e che è finita, e poi bam. Una piccola cosa e ti senti come se avessi perso ancora quella persona.

(Mom always liked to say that we hardly ever know the decisions we make that change our lives, mostly because they’re little ones. You take this bus instead of that one and end up meeting your soul mate, that kind of thing. But there was no doubt in my mind that this was one of those life-changing moments.)
A mamma è sempre piaciuto dire che difficilmente conosciamo le decisioni che cambiano le nostre vite, principalmente perché sono quelle più piccole. Prendi quell’autobus invece dell’altro e incontri la tua anima gemella, quel genere di cose. Ma non c’erano dubbi nella mia mente che quello fosse uno di quei momenti cambia-vita.

lunedì 8 aprile 2013

Strangers Words #2 - Recensione di "This is not a test" di Courtney Summers

Quello di oggi è il secondo appuntamento con la rubrica Strangers Words, dedicata alle recensioni delle letture in lingua inglese.

Editore St. Martin's Griffin
Pagine 337
Euro 5,62 (formato kindle)
TRADUZIONE DELLA TRAMA:
E' la fine del mondo. Sei studenti hanno trovato rifugio al liceo di Cortege, ma un rifugio è un piccolo conforto quando i morti là fuori non vogliono saperne di smettere di picchiare contro le porte. Un morso è tutto quello che ci vuole per uccidere una persona e riportarla indietro come una mostruosa versione del suo io passato.
Per Sloane Price, tutto questo non suona così male. Sei mesi prima, il suo mondo è collassato e da allora, non è riuscita a trovare una ragione per andare avanti. Adesso sembra il momento perfetto per arrendersi.
Mentre Sloane aspetta impaziente che le barricate cadano, è costretta a essere testimone dell'Apocalisse attraverso gli occhi di 5 persone che vogliono veramente vivere. Ma mentre i giorni passano, le ragioni per sopravvivere si trasformano in modi sorprendenti, e presto il destino del gruppo viene determinato sempre meno da quanto accade fuori e sempre più dagli imprevedibili e violenti accordi per la vita - e per la morte - all'interno.
Quando tutto sarà finito, a cosa ti aggrapperai?"
VOTO:

Devo ammettere che inizialmente ho avuto qualche difficoltà con questo titolo, perché faticavo a capire quello che leggevo e spesso ho dovuto interrompermi per cercare un sacco di parole o per tornare indietro e rileggere due o tre volte un passaggio per dargli un senso. Ma poi, man mano che avanzavo nel romanzo ed entravo nel pieno della storia, è stato sempre più facile procedere e nella seconda metà non è mai stato necessario il dizionario… quindi visto che dubito che l’autrice abbia iniziato a scrivere in un inglese più semplice, devo dedurre che sono io ad aver preso il ritmo giusto. Quindi anche questa volta è stata una soddisfazione arrivare alla fine.
Il romanzo è un autoconclusivo (sì! Avete capito bene! A meno che l’autrice non decida di resuscitare la storia come i morti che la popolano!) del tipo apocalittico con invasione di zombie… o meglio dovrebbe esserlo, ma in realtà lo è e non lo è. Sì, perché gli zombie sono solo la cornice di questa storia che si concentra su altre cose, tanto che ci sono momenti in cui quasi ci si scorda che fuori dalle porte c’è la fine del mondo.
Ma partiamo dal principio.
“I woke up and the last piece of my heart disappeared. I opened my eyes and I felt it go”
La narrazione inizia in una mattina come tante, mentre la protagonista (Sloane) sta facendo colazione con il padre. È chiaro fin da subito che non ci troviamo davanti ad una famiglia normale perché la paura che la ragazza nutre nei confronti del genitore è palese, così come è evidente che il suo pensiero principale riguarda la sorella maggiore Lily che se ne è andata di casa sei mesi prima senza nemmeno salutare e la conseguente voglia di morire della protagonista stessa, che si rammarica del fatto che Lily si sia portata via tutte le sue pillole, con cui lei avrebbe invece potuto mettere fine alla sua ormai inutile vita… un quadro terribile?? Non abbastanza, perché in poche pagine inizia l’invasione degli zombie e quando Sloane guarderà fuori casa, si renderà conto che il mondo che conosceva sta collassando. Il disastro è così improvviso da creare un prologo da cardiopalma e nelle frasi corte e concise che rappresentano il momento, una dietro l’altra, si legge tutto lo shock e l’urgenza di quell’istante.
“In a perfect world, I’m over. I’m dead. But in this world, Lily took the pills with her and I’m still alive.”
Quindi ci si prepara alla tipica zombie story tutta sangue e gemiti e adrenalina… ma dopo il prologo il romanzo si ferma. Questo arresto non è però un difetto, ma è l’espediente che trasforma il romanzo horror in un romanzo estremamente introspettivo. Il lettore vive ogni momento attraverso gli occhi e soprattutto la mente di Sloane (che narra in prima persona) e con sgomento si rende conto che la protagonista è sconvolta non tanto dalla fine del mondo, quanto dal fatto di non essere ancora morta, perché questo rimane comunque il suo desiderio principale. La sorella era tutto il suo universo e la sua partenza ha tolto qualsiasi significato all’esistenza di Sloane, quindi lei la sua apocalisse l’aveva già vissuta e il fatto che i morti tornino a camminare non cambia le sue priorità: una vita di soprusi e botte e terrore, tutti gentili omaggi di un padre psicotico e gratuitamente violento, le impedisce di trovare dentro di sé il desiderio di combattere per la propria vita, ora che basta un non nulla per strappargliela. L’unica persona su cui facesse affidamento l’ha tradita e abbandonata, quindi per cosa dovrebbe sopravvivere?