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lunedì 29 dicembre 2014

Evento di Natale: quattro estratti in attesa di AETERNA di Dean Lucas!


Ciao LoLettori!
Natale è ormai alle spalle, ma non per questo ho perso il mio spirito festivo e l'amore per le sorprese.
Oggi per voi ho in serbo una sorpresona (che ho apprezzato io per prima, visto il mio amore per la saga fantasy di Dean Lucas).
Parliamo dell'ultimo e attesissimo volume della trilogia ambientata nell'antico Egitto, di cui mi avete già sentito parlare con entusiasmo in più di un'occasione (ad esempio le recensioni dei primi due volumi: AEGYPTIACA qui e PYRAMISIA qui): AETERNA!
L'autore ha deciso di regalare ai suoi fan ben quattro estratti dall'ultimo volume della saga, per il quale dovremo aspettare ancora con pazienza... se saremo fortunati potremo vederlo nel suo splendore dopo l'estate del 2015, quindi per allietare l'inevitabile attesa non c'è niente di meglio che qualche assaggino che stuzzichi la curiosità!
Per il mio bloggino è stato scelto un pezzo sul piccolo Babu, personaggio che adoro particolarmente e che potete scoprire oggi in versione "innamorato", ma sugli altri blog che partecipano a questo regalo potete trovare estratti su Sargon e Delhi e (nella prossima tappa di questo mini blog tour) un emozionante brano che riguarda la Sfinge e Abel.
Quindi ce n'è per tutti i gusti.

Ecco tutte le tappe di questo troppo breve viaggio, così non rischiate di perdervi nulla:
2° brano: Libri d’Incanto
3° brano: Libri di Lo
4° brano -  Giovedi 8 Gennaio: Profumo dei libri

E ora non mi resta che lasciarvi con il brano scelto per voi da Dean Lucas:

Misha fissò Babu con severità. «Cerca di essere più ometto e meno coniglietto. Lo farai
per me?»
Il nano abbassò lo sguardo.
«Non posso guardarmi le spalle da Anubi e proteggerti» aggiunse mentre si slegava i
lacci dei calzari intrecciati fino al ginocchio. «Non in questo inferno.»
«Io… io avere paura.»
«Lo so, coniglietto. Tutti ne abbiamo su Eden.» Misha si stese sulla nuda roccia della
caverna. Scostò una treccina che le era scesa sugli occhi e tornò a guardarlo. «Vivere nella
paura è peggio di morire affrontandola.»
Il modo in cui lo disse gli fece venire i brividi. Babu si vergognò della propria codardia.
«Piccolo Babu non essere più di intralcio. Lui promettere.»
Misha si lasciò sfuggire uno di quei sorrisi che un tempo non mancavano mai sulle sue
labbra.
«E io ti prometto che ce la faremo, coniglietto. Raggiungeremo l’Albero della
Conoscenza e metteremo fine a tutto questo.» Poco dopo crollò in un sonno profondo.
Babu non osava dormire. Sollevò le ginocchia al petto e le abbracciò. Continuò a fissare
Misha, le treccine fissate nelle lamine d’oro sparse sulle spalle, i lunghi lacci dorati sciolti
sulle caviglie, le cosce nude avvolte dalle cinghie di cuoio che custodivano gli ankh.
Bellissima e irraggiungibile.
Babu cercò di ingoiare il groppo che si formò in gola. La saggia madre lo ripeteva
sempre: quando la donna ti supera due volte in altezza, un piccolo cuore s’infrange o si spezza.
Ora che Misha non poteva udirlo e ridere di lui, le disse:
«Piccolo Babu amare Misha.»
Aggrottò la fronte. «Piccolo Divino Babu amare Divina Misha.»
Troppo lungo e complicato. L’amore era fatto di gesti e di parole semplici.
«Coniglietto amare Misha.»
Silenzio.
«Coniglietto amare Misha» disse ancora una volta con voce incrinata.
Distolse lo sguardo, acutamente consapevole della liquida consistenza delle lacrime
sulle guance.
Aveva paura.
Dei suoi pensieri. Di Eden. Di quel mondo infestato dagli incubi peggiori degli uomini.
Di ciò che provava per Misha e per quello che le sarebbe potuto accadere.
Vivere nella paura è peggio di morire affrontandola.
Nel momento stesso in cui ripeté quelle parole, Babu seppe di aver preso la decisione.
Avrebbe fatto da esca per attirare Anubi lontano da lei.
Quante probabilità aveva di sopravvivere? Cosa gli avrebbe fatto Anubi una volta
scoperto l’inganno? Cosa accadeva a chi perdeva la vita su Eden? La sua anima avrebbe
vagato in eterno nel Nulla, senza mai conoscere la pace dei morti? Era un prezzo che era
disposto a pagare?
Forse non era un prezzo troppo alto per salvare il Mondo dei Vivi e quello dei Morti.
Babu aggrottò la fronte. Al diavolo tutti e due i mondi! Le lacrime affiorarono più
numerose sulle guance, tanto da poterle sentire sulle labbra. Per lui contava solo Misha! E
solo uno sciocco – sì, solo uno sciocco – poteva pensare di sacrificarsi per una donna che
non lo avrebbe mai ricambiato e che lo chiamava coniglietto!
Con gli occhi velati dal pianto guardò la Delicata per l’ultima volta. Si asciugò le guance
col dorso della mano.
Babu, si disse, tu sei uno sciocco. Perciò lo farai.

Non è bellissimo?
Passo e chiudo :)

domenica 12 ottobre 2014

ChattaLo #14 - Incontro con Dean Lucas - Presentazione di Pyramisia

Buongiorno e buona domenica LoLettori!
Come procede il vostro weekend?
Il mio è iniziato alla grande ieri, perché c’era la presentazione di Pyramisia alla Libreria Presenza di Sesto San Giovanni (MI) ed era un evento che aspettavo da tempo, anche perché il più delle volte le presentazioni che mi interessano sono in posti un tantino irraggiungibili da casa mia :P
Questa volta invece ho deciso che un’ora di strada era un investimento che valeva la pena fare per conoscere uno degli autori che più mi ha rubato il cuore negli ultimi due anni: Dean Lucas.
Sapete di chi parlo vero?! Ve ne ho già cantato le lodi in occasione dei due romanzi della saga fantasy egizia che vede per ora pubblicati AEGYPTIACA (QUI) e PYRAMISIA (QUI) e oggi volevo rendervi partecipi della bella giornata trascorsa ieri condividendo con voi alcune delle domande che sono state poste all’autore dalla presentatrice dell’evento,  Sabrina, prima e dal pubblico (decisamente numeroso, con tanto di gente in piedi ad assistere!!) dopo.
Dean Lucas si è rivelato una persona simpaticissima e disponibile, spigliato anche a parole, oltre che con la “penna”, e ha risposto ampiamente a tutte le curiosità che sono emerse nel corso dell’appuntamento.
Se anche voi come me a volte avete desiderato fare domande a un autore/autrice che ha scritto dei libri che avete amato, potete capire il mio entusiasmo nel sentire direttamente dalla sua voce le risposte… me felice :D
Ma basta tediarvi con il mio entusiasmo.
Dean con la bella presentatrice
Qui di seguito trovate alcuni botta e risposta tra Dean e Sabrina  (evidenziati rispettivamente in azzurro e rosa) che sono convinta troverete molto interessanti se amate questa saga. Non mancano ovviamente i miei personali commenti in merito, che trovate in corsivo.
Ovviamente il post si preannuncia lunghino – ho provato a tagliare qui e là, ma ho trovato ben pochi dettagli da togliere -  quindi se non avete pazienza date un’occhiata alle domande e leggetevi solo le parti che vi interessano di più… Io non sono obiettiva in questo caso, perché ho deciso di mettervele tutte!!

S: Ciao Dean Lucas. A distanza di un anno, ci ritroviamo qui a parlare del seguito di Aegy. Che differenza c’è tra Pyramisia e il primo libro?
D: Ciao a tutti! In effetti trovarci qui sta diventando una piacevole abitudine. La prima differenza che potete notare tra Aegy e Pyramisia è sicuramente la lunghezza: ho cercato di scrivere una storia più agile e che non mi impegnasse come Aegy per 2-3 anni, altrimenti i lettori non me lo avrebbero mai perdonato!
Prima di iniziare a scrivere Pyramisia mi sono trovato davanti a un compito estremamente difficile: quante volte è capitato anche a voi di restare delusi dal secondo libro di una saga? Il secondo libro di una trilogia è spesso considerato una storia di transizione, quindi meno avvincente del romanzo che ha cominciato la saga. Sapendo questo, ho cercato quindi di sorprendere il lettore e di scrivere una trama che fosse tutto fuorché prevedibile e di transizione. E devo dire che a leggere i commenti dei lettori sembra che ci sia riuscito!
Io sono la prima che è rimasta delusa il più delle volte dal secondo capitolo di una trilogia… ma non è stato il caso di Pyramisia, quindi direi che Lucas ha decisamente centrato il suo obiettivo!!

giovedì 26 giugno 2014

Recensione PYRAMISIA di Dean Lucas

Editore Alcheringa Edizioni
Pagine 366
Euro 12,60 (cartaceo)
TRAMA:
“Nella profondità dell'oceano quattro sono essi. Maschi non sono, femmine non sono. Essi sono turbini che si scatenano. Moglie non prendono, figli non generano. Come cavalli selvaggi scalpitano dalle montagne. Come avvoltoi famelici piombano dalle nuvole. Quattro sono essi e tutti gli altri moriranno.”
Mentre le Delicate annunciano l’imminente catastrofe, Gavri’el si prepara ad affrontare l’avversario più temibile: se stesso. Chi è davvero l’Araldo? A chi è destinata la terrificante spada che brandisce?
In un Egitto sconvolto da rivolte e carestie, in balia di falsi profeti e spietati conquistatori, la Sfinge sta per dare alla luce il dio atteso da tremila anni. A molte leghe di distanza, nella mezzaluna fertile tra il Tigri e l’Eufrate, il regno di Sargon è minacciato dai Gutei e da un nemico ancora più letale.
Ma quando il momento decisivo si avvicina e la vita di ogni protagonista sembra in pericolo, una donna è in grado di cambiare il destino dell’umanità. A lei spetta la scelta finale. Cosa vuol dire amare qualcuno più di se stessi?


VOTO:
 

INCIPIT:
Il verso acuto di un’aquila echeggiò nel profondo silenzio delle gole e si riverberò tra le vette del Monte Parnaso.
La creatura più antica del mondo arrestò il cavallo e ammirò per qualche istante il volo del rapace: eleganza, sicurezza di sé e ferocia si fondevano in un unico movimento, mentre i riflessi dorati sulle piume catturavano la luce del sole.
Il vento ululò tra i dirupi, trascinando con sé l’eco di un lamento. Era un verso roco e gutturale, simile al gemito di una bestia. Ne seguì un altro e un altro ancora. Poi un suono del tutto diverso, inatteso, inconfondibile.
Il pianto di un neonato.
Adamah osservò il rapace che disegnava cerchi sempre più stretti nella direzione dei lamenti.
Sorrise.
Poi estese i sensi fino a percepire l’odore della figlia, appena venuta al mondo per cambiarlo per sempre.

RECENSIONE:
Ci siamo followers!
Finalmente oggi vi posso recensire un romanzo che ho atteso con disperazione, come l’acqua nel deserto… e sono infine riuscita a dissetarmi con le parole di questo straordinario autore italiano che risponde al nome di Dean Lucas. Il tormento maggiore è che ora che ho finito il secondo libro della sua trilogia, so che dovrò morire di una sete di conoscenza ancora peggiore per chissà quanto tempo… me affranta!!!
Ma torniamo al principio.
Vi ricordate il libro che nel 2013 si è conquistato il primo posto nella mia Top Ten Best Book? Tale Aegyptiaca? Vi dice niente?? Se non sapete di cosa parlo potete vederne la recensione QUI – i quattro gufi e mezzo che trovate in quel post, considerateli come 5… questa fu una delle rarissime occasioni in cui il tempo mi ha fatto pentire di non aver dato il voto pieno ad un libro! - e significa anche che vi siete persi un gran titolo.
Quello che sto per recensirvi è il seguito, un seguito degno di questa saga e che non ha minimamente disatteso le aspettative elevatissime che avevo.
Malgrado sia passato più di un anno dalla lettura del primo volume della serie, il ricordo è rimasto vivo costantemente nel mio cuore e nel momento stesso in cui ho preso in mano Pyramisia è stato come tornare a casa d’inverno e sedersi davanti al camino acceso: una sensazione di calore si è impadronita di me e mi sono ritrovata nell’unico posto dove avrei voluto essere!
Fidatevi, non sono impazzita – cioè non più del solito – ma l’Egitto creato da Dean Lucas è talmente affascinante che una volta che ci finirete intrappolati non vorrete più uscirne, proprio come è successo a me.
Lo stile di narrazione è ancora curatissimo in ogni dettaglio proprio come nel titolo precedente, con un’attenzione meticolosa ai particolari e a tutti i fili che legano i personaggi tra loro, che a volte sembrano ingarbugliarsi irreparabilmente fino a che la mano magica dell’autore non ne dipana la trama, rendendo tutto chiaro agli occhi del lettore.
Anche questa volta ci sono molti personaggi che si muovono sullo sfondo dell’Egitto, alcuni già noti, che ho ritrovato con somma gioia (uno tra tanti, la meravigliosa Sfinge che tanto ho amato nel primo libro, torna ancora più bella, armata di una parte umana che la rende ancora più unica), e altri nuovi che sono riusciti a loro volta a lasciare il segno nel mio cuoricino. Qualche esempio? Un grande guerriero (grande proprio in senso fisico… stile montagna umana XD) che ha soltanto una parte secondaria e che è riuscito ad emozionarmi tanto quanto i protagonisti. Una Delicata (ossia una ragazza nata e cresciuta come feroce combattente) che sotto la corazza da macchina da guerra nasconde una donna di grandi sentimenti, che emergono mano a mano che la lettura procede. E una bimba dall’infausto destino che mi ha intenerita a più riprese. Come il solito sapete che non amo entrare nei dettagli, quindi questo è tutto ciò che saprete da me, perché non voglio rischiare di rovinarvi qualche bella sorpresa e credetemi che ne avrete a iosa!!!
Vi devo avvisare che – se ancora non avete avuto a che fare con Dean Lucas – questo scrittore nasconde una vena di sadismo sia nei confronti dei suoi lettori, che nei confronti dei suoi personaggi.
Per quanto riguarda questi ultimi, sempre caratterizzati ad hoc e con mille sfaccettature che li rendono unici, l’autore non si risparmia nello scrivere il loro destino, e le difficoltà e i dolori che mette sul loro cammino sono a volte senza pietà. Ma altrettanto abilmente riesce a farsi perdonare con momenti di estremo pathos e addirittura con attimi di rara ilarità (generalmente ad opera del “povero piccolo Babu”, un nano impertinente che è fonte inestinguibile di perle di saggezza popolare in rima… mi piacerebbe sapere dove le ha scovate il caro Dean, perché le sciorina con tale naturalezza da farmi scordare di stare leggendo un’opera di fantasia!!).
Alcune scene sono davvero terribili a livello visivo, nel senso che quando si tratta di violenza e combattimenti non aspettatevi che vi venga indorata la pillola: in questo romanzo ho trovato una delle scene che più mi ha fatto contrarre lo stomaco per l’angoscia e detto da un’appassionata di zombie è tutto dire. Anche in questo secondo capitolo la rappresentazione delle battaglie è talmente precisa e accurata da avere l’impressione che in testa ti scorrano i fotogrammi secondo per secondo, portando ad un coinvolgimento in tempo reale talmente accentuato da essermi ritrovata più volte a trattenere il respiro.
Altrettanto magistrale però è il talento con cui Dean Lucas rappresenta i sentimenti e per l’ennesima volta è riuscito a farmi commuovere in un romanzo in cui mi aspettavo tutto fuorché il groppo in gola.
Per quanto riguarda invece la “crudeltà” nei confronti dei suoi lettori, l’autore si diletta lasciando le storie più importanti in sospeso nel momento più emozionante e sono convinta che un po’ se la rida sotto i baffi, sapendo che un topolino mangia-libri come me se ne rimane con espressione ebete :O a fissare i ringraziamenti e chiedendosi dov’è il resto del libro.
Insomma cosa vi devo dire di più? Le ambientazioni sono perfette, i personaggi indimenticabili e la storia unica e coinvolgente. I colpi di scena non si contano e la noia è una parola che nemmeno esiste nel vocabolario di questa saga fantasy. Vi basta?
Se ancora non vi siete addentrati in questa versione alternativa dell’antico Egitto, vi consiglio di rimediare assolutamente perché si tratta davvero di una creazione imperdibile… e se invece avete già letto Aegyptiaca, credo di non aver bisogno di dirvi che Pyramisia non potete evitare di leggerlo e soprattutto amarlo.
Infine, per i soliti pignoli – lo so che ci siete e siete lì in agguato – ecco spiegato il motivo del mezzo gufo mancante: si tratta del volume centrale di una trilogia, quindi non ha un vero inizio (già letto nel primo) e una vera fine (per la quale si dovrà aspettare il capitolo conclusivo… sigh!!) e quattro e mezzo su cinque è il voto massimo che concedo ai secondi capitoli, solo per il fatto che da soli non hanno motivo di essere… questo è anche la ragione per cui sono convinta che non mi pentirò del voto dato.
Ovviamente adesso non mi resta che armarmi di santa pazienza e imparare un po’ di meditazione zen perché so che il momento di leggere la fine di questa saga sembrerà non arrivare mai… ma non ho altra scelta :D
Quindi ora come sempre tocca a voi dire la vostra e se vi sono sembrata esagerata nel mio entusiasmo è solo perché il mio cuoricino di lettrice si è perdutamente innamorato di questo autore e delle sue opere, quindi portate pazienza… e rasserenatevi dal fatto che non vi ho parlato di almeno un centinaio di cose che avrei voluto infilare in un solo post!
L’ultimissima cosa su cui voglio indirizzare la vostra attenzione è la straordinariamente bellissima cover (uno di quei “vestiti” degni del contenuto che nascondono!!!)… se vi siete persi il post di presentazione del romanzo andate a dargli un’occhiata (QUI) perché ne ho dedicato una parte proprio alla copertina.
Passo e chiudo :)

CITAZIONI:
Non importa che tu sia uomo o donna, giovane o vecchio, buono o malvagio: guardandola desidererai piangere per la gioia.
Lei è oltre la carne e le ossa, oltre il tempo, oltre la vita.
È la divina Sfinge e nient’altro al mondo sarà mai come lei.

La dea sorrideva ancora quando sentì un groppo alla gola. Inquieta si drizzò sulla schiena, chiedendosi cosa fosse.
Non c’era bisogno del potere degli dèi per scoprirlo.
Era felice.
Di una felicità di cui non aveva mai immaginato nemmeno l’esistenza.
Fu allora che, per la prima volta, seppe che nella vita dei Figli dell’Uomo c’era qualcosa di speciale.
Qualcosa che gli dèi ignoravano.
Qualcosa per cui i mortali piangevano e sospiravano.
Qualcosa per cui vivevano e morivano.
Qualcosa di incredibile e meraviglioso.
Qualcosa di cui persino lei, la creatura più preziosa di quel mondo, ora sentiva l’irrefrenabile bisogno.
Dunque era questo l’amore.
L’amore che aveva atteso per millenni, che si era negata, che credeva non esistesse, che giurava fosse una debolezza.
La Sfinge posò un dito sul petto di Abel. Lo toccò solo con la punta, accarezzandogli la pelle calda e levigata dei muscoli. Si chinò fino a sfiorargli con le labbra i lunghi capelli dorati.
– Per tutti questi anni, per tutti questi secoli, ho avuto fame e sete di te. Amami – bisbigliò con un gemito impercettibile. – Amami – sussurrò con voce roca. – Amami – implorò ancora.

Non potrò mai vivere senza di te. Voglio amarti ora e per sempre, in eterno, finché il mondo non avrà fine.


giovedì 19 giugno 2014

SegnaLo #110 - PYRAMISIA di Dean Lucas

Indovinate un po’?
Oggi per voi ho una segnalazione specialissima!
Finalmente, sopo lunga attesa, è possibile acquistare il secondo volume della saga fantasy di Dean Lucas ambientata nell’antico Egitto, che esordì oltre un anno fa con Aegyptiaca. Il cartaceo è ordinabile presso gli store on line e in molte librerie.
Chi mi segue da allora probabilmente sa già che aspettavo tantissimo questo seguito e ora finalmente sono pronta ad annunciarvi il suo arrivo.

PYRAMISIA
Di Dean Lucas
Editore Alcheringa Edizioni
Collana: Le Rose del Deserto
Copertina: illustrazione originale di Ascanio Malgarini
Pagine 366
Euro 12,60
Formato Cartaceo
(Ebook disponibile da settembre 2014)
TRAMA:
“Nella profondità dell'oceano quattro sono essi. Maschi non sono, femmine non sono. Essi sono turbini che si scatenano. Moglie non prendono, figli non generano. Come cavalli selvaggi scalpitano dalle montagne. Come avvoltoi famelici piombano dalle nuvole. Quattro sono essi e tutti gli altri moriranno.”
Mentre le Delicate annunciano l’imminente catastrofe, Gavri’el si prepara ad affrontare l’avversario più temibile: se stesso. Chi è davvero l’Araldo? A chi è destinata la terrificante spada che brandisce?
In un Egitto sconvolto da rivolte e carestie, in balia di falsi profeti e spietati conquistatori, la Sfinge sta per dare alla luce il dio atteso da tremila anni. A molte leghe di distanza, nella mezzaluna fertile tra il Tigri e l’Eufrate, il regno di Sargon è minacciato dai Gutei e da un nemico ancora più letale.
Ma quando il momento decisivo si avvicina e la vita di ogni protagonista sembra in pericolo, una donna è in grado di cambiare il destino dell’umanità. A lei spetta la scelta finale. Cosa vuol dire amare qualcuno più di se stessi?

L’autore:
Visto che Dean Lucas è un autore di cui ho già parlato in passato (e di cui sicuramente vi parlerò ancora in futuro!) se volete sapere qualcosa di più su di lui potete visitare il suo sito alla sezione “chi sono” (QUI) oppure sbirciare l’intervista che gli avevo fatto l’hanno scorso (QUI)

Link utili:

La cover:
Vogliamo parlare dell’immagine di copertina?? Chi mi conosce bene sa che ho una passione per le cover pari quasi a quella per i libri stessi e soprattutto che odio trovare bei libri nascosti da cover orride, tanto quanto lasciarmi sedurre da una bellissima cover per scoprire che il romanzo è a mala pena passabile.
Di certo quella del romanzo di Dean Lucas non appartiene alla prima categoria perché è assolutamente eccezionale… un’immagine di cui mi sono innamorata fin dal primo sguardo! Voi cosa ne dite, non è bellissima?
E ora il quesito fondamentale: nasconderà un romanzo all’altezza della sua presentazione?
Hehehe, lo scoprirete nel giro di qualche giorno, quando potrete leggere la mia recensione.
Come la cover del primo romanzo della saga, non è certo nata in un nanosecondo, ma ha passato varie fasi di creazione e vederle la rende ai miei occhi a cuoricino ancora più affascinante perché si intuisce tutto l’impegno e la passione che sono stati impiegati per darle vita.
Il primo passo è stato ideare lo sfondo, che già di per sé è estremamente suggestivo:


Poi è stato il momento di decidere cosa mettere sullo sfondo e la scelta è caduta su una copia di personaggi che a cover ultimata sarà riconoscibilissima per chi ha già letto il primo volume della saga:


Dopo di ché si è provveduto a trasformare la bozza in un’immagine concreta che aveva comunque bisogno di essere arricchita di altri dettagli per renderla unica:



E visto che anche lui si merita tutti i complimenti del caso, prima di chiudere volevo presentarvi l’ideatore della cover, che non è certo alle prime armi.
Ascanio Malgarini ha un suo curriculum che spazia dai video musicali (sono suoi molti dei video di Jovanotti, Eros Ramazzati, Subsonica, Mina, Coolio, Snoop Dog, 99 Posse, Planet Funk) alla regia per RAI Cinema, fino alle campagne pubblicitarie di Poste Italiane, Acqua Lete, Alfa Romeo e Tim. Direi quindi che non ci si poteva certo aspettare un risultato mediocre.

E ora direi che mi sono dilungata abbastanza… stay tuned per la recensione, così scoprirete ancora meglio questo romanzo.
Passo e chiudo :)


martedì 14 maggio 2013

Intervista a DEAN LUCAS, autore di Aegyptiaca

Ciao a tutti! Questa settimana per iniziare la settimana del blog ho preparato per voi una bella intervista all’autore Dean Lucas, autore del bellissimo romanzo Aegyptiaca che vi ho recensito non molto tempo fa (QUI). Neanche farlo apposta, l’intervista capita a fagiolo per festeggiare e complimentarmi con l’autore per l’ingresso della sua opera nella Top100 dei libri più venduti di IBS!

Ma vediamo di conoscere un po’ meglio questo autore.

Ciao Dean!
Benvenuto nel mio angolino libresco, sono davvero contenta di poterti ospitare. Sei pronto a rispondere a qualche domandina? Ti avverto che saranno un po’ perché ho molte curiosità da soddisfare!
1. Iniziamo dalla tipica domanda per rompere il ghiaccio! Oltre ad essere l’autore di Aegyptiaca, chi è Dean Lucas?
Un ragazzo che fin da giovane giocava con una penna e la fantasia. Scrivere e disegnare era la mia passione fin da bambino! La mia prima opera, infatti, è stata una striscia di fumetti con protagonista una buffa gattona. Crescendo, non ho perso queste passioni (gatti compresi!), ma ne ho aggiunte molte altre: purtroppo il tempo non mi basta mai!
2. Il tuo nome d’arte da dove deriva? E come mai secondo te, molti autori italiani scelgono di firmare le loro opere con un nome che suona più straniero che nostrano?
Nel mio caso si è trattato di una richiesta dell’editore. All’inizio ero un po’ dubbioso, poi ho pensato a come “inglesizzare” il mio nome e cognome. In meno di un minuto sono diventato Dean Lucas: breve e orecchiabile, cosa dite? Inoltre richiama protagonisti nel mondo del cinema che amo molto.
Ammetto che suona bene ^^
3. Parlando di Aegyptiaca, come è nata la storia che hai scritto?
Fin da piccolo ero affascinato dalla mitologia, da quella greca a quella egizia. Tuttavia, c’è voluta una vacanza a Las Vegas e l’atmosfera estremamente “creativa” che si respira in quella città per darmi l’idea di unire questa passione alla trama di un romanzo. Suppongo che l’albergo a forma di piramide con vista Sfinge possa avere leggermente influito!
4. La trama è molto complessa, con numerose storie che si intrecciano. Da profana, sembra un lavoro difficoltoso, quindi vorrei chiederti: mentre scrivevi ti sei avvalso di mille appunti e promemoria o nella tua testa era tutto perfettamente chiaro?

sabato 27 aprile 2013

Recensione "Aegyptiaca" di Dean Lucas


Editore Mamma Editori
Pagine 480
Euro 9,80
Formato brossura
TRAMA
Delphi è la prescelta, poiché sul suo corpo è inciso il futuro degli uomini. Gavri'el è il prescelto, poiché è destinato a trovare il Bastone di Adamo. Sargon è il prescelto perché è l'erede del regno di Akkad, Matunde è il prescelto perché è il gigante nero dell'impero nubiano. Babu non è un prescelto, è solo un nano impertinente e pavido. Lei invece è la Sfinge, altera e bellissima. La creatura più preziosa dell'universo. Sullo sfondo di un mondo antico e misterioso, oltre le porte del tempo, un viaggio e la lotta contro un male che affonda le proprie radici nella Genesi. Un viaggio che ha come meta la salvezza dei Figli dell'Uomo.

VOTO:

Oggi voglio parlarvi di un romanzo che vi ho presentato non molto tempo fa QUI. Per quanto il nome d’arte dell’autore possa trarre in inganno, si tratta idi un’opera italiana, scritta da uno scrittore con una vagonata di talento! Sì, perché Aegyptiaca è davvero un romanzo speciale. Se avessi letto la trama di questo libro in libreria, probabilmente non avrei deciso di approfondire la conoscenza, pensando non fosse il mio genere: quindi immaginatevi lo stupore quando ho scoperto cosa mi sarei persa!
Ero partita nella lettura un po’ timorosa perché, per quanto sia sempre stata affascinata dall’antico Egitto, personalmente riscontro in genere qualche difficoltà ad immedesimarmi in storie ambientate in un’epoca così distante dalla nostra (che è anche il motivo per cui i romanzi storici non rientrano tra le mie letture).
In più se ci aggiungiamo la corposità dell’opera (quasi 500 pagine), la complessità della trama e una lista di personaggi che sembra ingarbugliare ancora di più il tutto, potete capire se vi dico che temevo di metterci un’eternità a leggerlo. Invece, ora che l’ho finito, mi rammarico di averci messo così poco!
Aegyptaca mi ha talmente rapita da avermi fatto completamente tralasciare le altre letture, cosa che non mi capita spesso.
Sul sito dell’autore vengono presentati i personaggi principali così:
Delphi era solo una bambina quando una creatura antica quanto il mondo incide il suo corpo come fosse una stele. In quei simboli è possibile leggere il futuro dell’Uomo, poiché quei segni sono la scrittura degli Dei.
Sargon è un guerriero che fugge dal proprio passato. Chi era prima di incontrare Delphi non ha più importanza: ha attraversato il Tigri e l’Eufrate, ha solcato i mari, ha superato i deserti per trovarla. La sua spada è ora al servizio della missione di Delphi. Sargon non sa che sarà il passato a trovare lui.
Gavri’el ha sempre creduto di essere l’unico figlio di una famiglia di nemeh, poveri contadini che vivono in case di fango e argilla sulle rive del Nilo. Non sa che le profezie parlano di lui. Non sa che è nato per brandire l’arma più potente di quel mondo. Non sa che il proprio destino non si può scegliere. Non sa nemmeno che Tary, la giovane hyksos di cui è innamorato, non aspetta altro che ricambiare i suoi sentimenti.
Metà egizia, metà di sangue hyksos, Tary è figlia del nobile Ephepi. Dolce e coraggiosa, ha paura di mostrare se stessa a Gavri’el: lo ama ma è troppo orgogliosa per ammetterlo. Quando per la sua famiglia ogni cosa sembrerà perduta, dovrà fare appello a una forza che nemmeno lei sa di possedere pur di non tradire il segreto di Gavri’el.
La Sfinge è la bellissima e altera dea di Giza. Irascibile, orgogliosa, vanitosa: lei stessa si definisce come la cosa più preziosa di quel mondo. Il sangue che le bagna spesso i vestiti è soltanto quello dei suoi nemici.
Comandante delle Guardie nubiane della Sfinge, Matunde è un gigante buono pronto a tutto per la sua regina. La sua forza è pari soltanto all’incredibile coraggio che gli permette di affrontare ogni sfida, anche la più impossibile.
Tutto vero.. ma la vera sostanza di queste persone di fantasia la si scopre solo leggendo. Tutti loro sono eroi, ciascuno a modo suo; tutti hanno quella che io chiamo tridimensionalità ed è talmente decisa da averli trasformati tra le mie mani da nomi sulla carta a persone reali. Tutti, nessuno escluso, mi hanno emozionata profondamente e inaspettatamente, persino il piccolo nano Babu.
Piramide di Cheope
Mi è già capitato di incontrare personaggi  che restano nel cuore, ma mai mi era successo di trovarne così tanti in un unico romanzo. Tutti i protagonisti riescono a toccare l’anima di chi legge, ma persino alcuni personaggi con parti meno importanti hanno lasciato il segno del loro passaggio nel bene o nel male.
La Dea, la Sfinge di Giza, questa immortale bellissima e superiore ad ogni altro essere vivente è una delle creazioni migliori di cui abbia letto.
 E vogliamo parlare della storia?
Originale e incredibilmente complessa: coinvolge tantissimi personaggi le cui vicende e destini si intrecciano e si ingarbugliano, e ogni passo avanti svelerà qualcosa di nuovo che contribuirà a incasinare (si può dire?!?) il tutto. Un impero di complessità che parte addirittura dalle origini, da Adamo ed Eva, per arrivare fino al “presente” della narrazione!
Vi sto spaventando? Fidatevi, non ce n’è bisogno perché io non ho avuto nessun problema a mettere insieme i tasselli, quasi come fare un puzzle con i pezzi numerati!
Sfinge di Giza
Ma non è certo la facilità con cui ci si orienta in questo labirinto di informazioni ed eventi presenti e passati a rendere questa storia straordinaria, bensì il modo in cui riesce a legare al sé il lettore: non riuscivo mai a decidermi a smettere di leggere perché volevo sapere di più! “Tornare” dall’Egitto creato da Dean Lucas era ogni pagina più difficile.
Ci sono tantissimi sentimenti che emergono nella narrazione dai più nobili (amore, sacrificio, altruismo) ai più gretti (odio, crudeltà, sadismo, egoismo, avidità ) e sono tutti rappresentati egregiamente.
I richiami agli usi e alle credenze dell’antico Egitto e le ambientazioni danno vita ad uno scenario davvero bello: un quadro dai colori e dagli odori vividi, come un viaggio nel tempo.
PER QUANTO CHI TI AMA CERCHI DI PROTEGGERTI DALLA SOFFERENZA, ESSA FA PARTE DELLA VITA, CUCCIOLO DI UOMO, NON POSSIAMO SFUGGILE PER SEMPRE… ORA CHE CONOSCI IL DOLORE, STA A TE ARRENDERTI OPPURE VINCERLO COSA SCEGLI…?
Ma quello che più di tutto mi ha colpita di questo romanzo sono tutte le emozioni che mi ha fatto provare.
Anubi
(poteva forse mancare?)

 A parte il coinvolgimento che è stato praticamente immediato, fin dalle prime pagine ho provato anche sensazioni che non avrei mai creduto di trovare in questo libro: prima tra tutte la commozione, in più di un’occasione e di gradi diversi, dal groppo in gola alla vera lacrimuccia che sfugge inattesa. L’autore è talmente bravo a premere i “tasti” giusti che mi sono commossa persino per la morte di un cammello… ed è stato in quel momento che ho capito di essere davanti ad uno scrittore di grande sensibilità (cosa che mi aspetto magari più facilmente in un’autrice e che, lo ammetto, in questo caso mi ha presa in contropiede). Ma ho provato anche rabbia, sconforto, esaltazione, voglia di sorridere.
C’è una scena che precede una battaglia talmente intensa da avermi fatto venire una pelle d’oca assurda, come mi capita solo quando vedo Il signore degli anelli. Non è un caso che citi il capolavoro di Tolkien, perché qualcosa nella struttura di Aegyptiaca me lo ha ricordato ed è un altro punto a suo favore.
Come avrete notato, non vi ho raccontato nulla della trama, ma sarebbe davvero impossibile evitare gli spoiler e poi trovo che sia giusto lasciarvi affascinare pagina dopo pagina come è successo a me, perché Aegyptiaca è troppe cose per farne un riassunto: è una storia d’amore, ma non solo! Una storia di conquista, ma anche una storia di perdita e di sacrificio! È una storia sull’ineluttabilità del destino, una storia di riscatto e una storia di vendetta. È una storia fatta di tante storie, una più bella dell’altra.
NON MI IMPORTA SE MI AMI OPPURE NO, SE VIVRÒ O MORIRÒ. NEL REGNO DEI VIVI O IN QUELLO DEI MORTI, IO AMERÒ PER SEMPRE SOLO E SOLTANTO TE.
Certo, a questo punto non ho bisogno di dirvi che sono entusiasta di questo romanzo! Anzi mi auguro nel mio entusiasmo di non aver scritto in maniera troppo confusa… più scrivo, più mi rendo conto che potrei scriverne un poema senza difficoltà!
Ma in realtà quello che voglio è solo darvi un consiglio: lasciatevi tentare senza timore da questa epopea e tufatevi in questo Egitto permeato di magia e di mostri, dove tutto può accadere.
Questo libro è una lettura per chiunque, non riesco ad indirizzarlo solo ad alcuni, perché sono certa che ogni lettore ci troverà qualcosa in grado di emozionarlo.
Da parte mia non posso che attendere il seguito e per una volta sono davvero contenta che ce ne sia uno, anche se temo che non ritroverò tutti i personaggi a cui mi sono affezionata, ma sicuramente ce ne saranno altri, altrettanto affascinanti (uno di essi fa solo brevi comparse in questo primo volume, ma nell’epilogo si scopre che il passato che si porta sulle spalle è enorme, così come il futuro che lo attende… ovviamente non vi rivelerò mai il suo nome XD).
A questo punto mi auguro solo di avervi un po’ contagiato con la mia euforia e non mi resta che salutarvi.
Passo e chiudo :)

martedì 2 aprile 2013

SegnaLo #19 - Aegyptiaca di Dean Lucas


Dopo la mia assenza in questi giorni festivi (a parte i post rigorosamente programmati venerdì sera!), rieccomi all’opera e come prima cosa voglio segnalarvi un nuovo romanzo di un autore italiano. Il libro in questione è acquistabile dalla metà di marzo sui maggiori store on line (Ibs, Amazon, In Mondadori, Feltrinelli, Libreria Universitaria).
Quello che vado a presentarvi è il primo volume di una trilogia nonché il romanzo d’esordio dell’autore. Il titolo è molto accattivante e non lascia dubbi su quale sia il fulcro della storia: l’Egitto. Come già sapete i romanzi storici non sono per niente il mio genere, ma questo non lo è: si tratta di un fantasy epico e malgrado la trama mi faccia pensare ad un intreccio molto complesso, mi intriga tantissimo… anche perché gli egizi sono stati l’unico popolo che mi abbia fruttato un voto alto nell’interrogazione di storia a scuola (circa 1000 anni fa!). Trovo l’Egitto una terra piena di mistero e fascino, nel passato come ora, e un fantasy ambientato in un simile scenario non può che stuzzicare la mia curiosità.
Ma basta chiacchiere, ecco il libro:

AEGYPTIACA – I prescelti dagli dei
Di Dean Lucas
Editore Mamma Editori
Pagine 480
Euro 9,80
Formato brossura
TRAMA: Delphi è la prescelta, poiché sul suo corpo è inciso il futuro degli uomini. Gavri'el è il prescelto, poiché è destinato a trovare il Bastone di Adamo. Sargon è il prescelto perché è l'erede del regno di Akkad, Matunde è il prescelto perché è il gigante nero dell'impero nubiano. Babu non è un prescelto, è solo un nano impertinente e pavido. Lei invece è la Sfinge, altera e bellissima. La creatura più preziosa dell'universo. Sullo sfondo di un mondo antico e misterioso, oltre le porte del tempo, un viaggio e la lotta contro un male che affonda le proprie radici nella Genesi. Un viaggio che ha come meta la salvezza dei Figli dell'Uomo.


L’autore:
Dice di sé Dean Lucas: “Pur avendo da sempre una passione per la pittura, i “corti” con la videocamera e la narrativa fantasy, nei quali mi sono cimentato fin da giovanissimo, mi sono laureato in Economia e Commercio in Bocconi a pieni voti. Oggi lavoro felicemente come responsabile di progetto nel settore bancario.
Tenace, determinato, e un po’ sognatore come tutti i nati sotto il segno dell’acquario, forse proprio a causa di queste caratteristiche non ho mai smesso di scrivere le mie storie, condividendole dapprima con gli amici dell’adolescenza e poi con i colleghi di lavoro.
La svolta è avvenuta grazie ai preziosi suggerimenti di un’autrice cui avevo inviato un racconto: da allora ho compreso che la magia di un libro, per funzionare, ha bisogno non solo di creatività e passione, ma anche di schemi e tecniche narrative adeguate. Più di questo, ho scoperto lo straordinario mondo delle fiction: una palestra inesauribile per un aspirante scrittore, dove è possibile misurarsi e migliorare giorno dopo giorno, recensione dopo recensione. Senza poterlo prevedere, in questo mondo virtuale di amanti della narrativa ho trovato un numero di gratificazioni che credevo impossibile: centinaia di lettori che seguono le mie opere con incredibile entusiasmo, pretendendo solo il meglio da me. E’ grazie soprattutto a loro che ho preso la decisione di scrivere il mio primo vero romanzo inedito: il primo libro della Saga di Aegyptiaca.”

Avete visto che cover bellissima? Come saprete ho una passione per le belle copertine e nel sito dell’autore potete scoprire come si è arrivati alla versione definitiva. Questa qui sotto era la prima bozza con titolo provvisorio…
 

È palese la differenza abissale tra questa e la magica cover finale: se come me siete curiosi di scoprire i passaggi intermedi, vi consiglio di sbirciare QUI.

Altri indirizzi che potrebbero interessarvi: per leggere i primi capitoli di Aegyptiaca cliccate QUI, mentre QUI trovate il sito dedicato alla saga e all’autore.
Mi sembra di avervi detto tutto… cosa pensate di questa nuova segnalazione? Vi ispira?
Per ora passo e chiudo :)