martedì 26 marzo 2013

Recensione di "Taglia, cuci, ama" di Amanda Addison

Editore Newton & Compton
Pagine 416
Euro 9,90
TRAMA:
Laura Lovegrove è una designer di moda e tessuti. Le sue creazioni appaiono sui vestiti e nelle case più glamour della città. Rendere unico ciò che è banale per lei è un’arte, uno stile di vita. Il marito architetto però accetta un nuovo lavoro e tutta la famiglia deve lasciare Londra e trasferirsi a Norfolk, in campagna. Persa la vivacità della city anche l’ispirazione di Laura sembra essere svanita e in più le donne del posto non sembrano interessate alle sue creazioni. Come se non bastasse suo marito lavora tutto il giorno ed è sempre più distante. Sola e con il morale a terra, Laura decide di uscire dal suo guscio e trova un impiego part-time come insegnante, mentre nel tempo che le resta si occupa delle figlie. La sua carriera di creativa è ormai un lontano ricordo. Immersa nella nuova routine, le sue giornate trascorrono monotone, fin quando un evento irrompe inatteso: un incendio distrugge la sua tanto amata collezione di vestiti vintage.E proprio allora l’incontro fortuito con Chris, il grande amore dei tempi dell’università, le fa capire che la vita che ha vissuto è completamente diversa da quella che sognava. Ma quando tutto sembra perduto, un’ancora di salvezza arriva inaspettatamente dal circolo del cucito di Norfolk…
VOTO:
 

La recensione di oggi riguarda un romanzo che ho acquistato qualche tempo fa senza averne mai sentito parlare, conquistata dalla copertina prima e dalla trama poi… purtroppo non sempre i colpi di fulmine sono ambasciatori di lieto fine! La coppia di gufi qua sopra ne è la dimostrazione lampante: ho sperato fino all’ultimo di riuscire ad assegnare almeno tre gufetti a questo titolo, ma anche a distanza di un paio di giorni dalla fine della lettura non ho trovato nulla che mi sia rimasto, tanto che fatico persino a ricordare i nomi dei personaggi.
Sotto il titolo sulla cover, Cuci, taglia, ama è definito “Una lettura perfetta per chi ama la moda, le storie d’amore che fanno sognare e un pizzico di ironia”: la moda c’è, l’ironia anche (per quanto più fastidiosa che simpatica), ma la storia d’amore che fa sognare proprio non l’ho trovata… anche cercando con tutta l’attenzione che riuscivo a metterci, la storia d’amore che compare nella narrazione non è proprio in primo piano, ma neanche in secondo o in terzo!!!
La protagonista si chiama Laura ed è una giovane donna palesemente alla ricerca di un posto in un mondo da cui si sente spesso ignorata e incompresa. Laura è un’artista e come tale è eccentrica, impulsiva, emotiva e spesso infantile. Il lettore ha il “piacere” di conoscerla dopo che si è trasferita con tutta la famiglia dalla città alla campagna a causa del lavoro del marito Adi: casa nuova, gente nuova, tutto nuovo e completamente diverso da quello a cui era abituata! È a questo punto che Laura comincia la sua infinita serie di lamentele e insoddisfazioni (e siamo solo alle prime pagine!) che riguardano tutti gli ambiti della sua vita, dal lavoro, alla vita famigliare e persino alle sue bambine che gli impegnano troppo tempo prezioso. Ecco, diciamo che ad un primo sguardo la protagonista non è riuscita a conquistarsi la mia simpatia e, per quanto sia in seguito stata capace di strapparmi qualche sorriso, in nessun momento della storia mi ha suscitato più di qualche tiepida reazione. Ma questa scarsa empatia nei suoi confronti non è dovuta solo al suo carattere o ai suoi atteggiamenti nei confronti di persone ed eventi, ma anche allo stile generale di tutto il romanzo che non è proprio nelle mie corde. Mi ero avvicinata a questa lettura con la speranza di trovare una parentesi rilassante e divertente tra un libro sugli zombie e un distopico, invece mi sono trovata davanti ad uno sforzo erculeo: quando, mentre leggi un libro, ogni dieci pagine ti ritrovi a guardare quante pagine ti mancano alla fine… bhè, la lettura non è più rilassante! Non ho voluto arrendermi per due motivi: prima di tutto perché difficilmente abbandono un libro senza finirlo (anche se a tutt’oggi non ho ancora capito bene il perché di questa avversione!), e poi perché  speravo che ad un certo punto mi sarei ritrovata immersa nel romanzo e catturata dalla storia; come dicono i Litfiba in una famosa canzone “ chi visse sperando, morì… non si può dire”. Quando finalmente ho terminato l’ultima pagina ho esultato, perché potevo passare ad altro o_O
La causa del mio basso giudizio su questo libro è dovuta ad una serie di caratteristiche che non hanno incontrato il mio gusto. A parte la protagonista, nel romanzo si muovono innumerevoli personaggi con un sacco di nomi che ho inizialmente faticato a memorizzare (dopo metà libro ci ho rinunciato del tutto!) a causa della caratterizzazione quasi inesistente della maggior parte di loro, che diventa soltanto scarsa per la restante parte. Laura passa la maggior parte del tempo a dare vita a creazioni originali e uniche, cucite a mano, fatte partendo da scampoli di stoffa di varia derivazione (tende, vestiti vecchi, tovaglie, borse ecc. che trovano nuova vita nelle sue mani) che sono la cosa più positiva e simpatica che ho trovato in “Cuci, Taglia, ama”, ma ad un certo punto diventano loro protagonisti oscurando il resto. Infine il difetto più consistente che ho riscontrato nel romanzo della Addison è lo stile narrativo: non mi viene in mente un paragone migliore che una coperta patchwork (il confronto con il libro mi sembra più che azzeccato visto che si parla di cucito e stoffe). Ogni opera tessile appartenente a questa categoria nasce dall’unione di scampoli di stoffe di fantasie diverse, spesso contrastanti, che una volta cucite insieme riescono a creare un risultato bizzarramente gradevole allo sguardo. Purtroppo il romanzo di Amanda Addison mi ricorda più un patchwork mal riuscito: l’autrice ha cucito insieme scene, pensieri e dialoghi che si svolgono in luoghi e tempi diversi, (tanto che a volte non riuscivo a capire se fosse passato un minuto o una settimana da un capitolo all’altro) creando un insieme spesso confuso e poco scorrevole… l’idea che ne ho ottenuto non è di stravagante armonia, ma di semplice disordine e vi assicuro che dopo oltre 400 pagine non vedevo l’ora di dare un colpo di spugna.
Per carità, devo anche concedere all’autrice che, come ogni buona commedia che si rispetti, ha anche ricamato un lieto fine che è stata la parte che più mi è piaciuta… ma non so se il piacere derivasse dall’epilogo in sé o solo dal fatto che segnava la fine del libro.
Ok, oggi forse sono stata un po’ più cattivella del solito, ma dopo una serie di letture da belle a bellissime, questa mi ha delusa particolarmente!
Non metto in dubbio che a qualcuno questo stile possa piacere, trovando quindi anche un coinvolgimento nella storia, perché sono andata in giro a sbirciare un pochino e ho scoperto che alcune recensioni assegnano a questo titolo anche 4 stelline su 5. Quindi se siete curiosi, potete vedere un estratto del libro qui, dove è possibile leggere tutto il primo capitolo scoprendo se vi attira.
Nel caso, lo aggiungo al mercatino di scambio libri di Denise su Reading is Believing.
E con questo direi che mi sono sfogata… quindi passo e chiudo :)
Quello che vedete qui sopra è l'interno di una yurta, una particolare tipologia di tenda che ha un ruolo importante nel romanzo di cui vi ho appena parlato... ecco, questa è una cosa che ho invidiato a Laura! Se avessi un giardino abbastanza grande per contenerne una, ne farei la mia stanza di lettura, piena zeppa di libri XD

domenica 24 marzo 2013

From Cover To Cover #29

From Cover To Cover è la rubrica a scadenza settimanale (postata di domenica) che ho ideato per soddisfare il mio amore per l’arte delle copertine di libri.

Le due cover di questa domenica sono accomunate da quel qualcosa di strano nei capelli della ragazza che domina la copertina. Trame e generi sono lontane mille miglia tra loro, ma le due cover le vedevo bene abbinate insieme e le trovo così belle e originali che non riuscivo a decidere quale mettere per prima. Alla fine ho optato per Mystic City perché il volto della ragazza è davvero bellissimo. Purtroppo (o dovrei dire per fortuna!) la trama di nessuna dei due mi attira particolarmente

Mystic City di Theo Lawrence (Ottobre 2012) è il primo capitolo dell’omonima saga, ma è anche l’unico pubblicato finora e da noi non è ancora arrivato.
TRADUZIONE DELLA TRAMA: Per gli appassionati di  Matched, The Hunger Games, X-Men, e Blade Runner ecco il racconto di una città magica divisa, di una accesa ribellione politica, e di un amore che era destinato a durare per sempre.
Aria Rose, la più giovane discendente di una delle due famiglie dominanti rivali di Mystic City, si ritrova fidanzata a Thomas Foster, figlio dei nemici giurati dei suoi genitori. L'unione dei due porrà fine alla faida politica che dura da generazioni e unirà tutti coloro che vivono nelle Aeries, i quartieri superiori dei privilegiati della città, contro i mistici banditi che vivono al di sotto nelle profondità. Ma Aria non ricorda di essersi innamorata di Thomas, infatti, si sveglia un giorno con enormi lacune nella sua memoria. E lei non riesce ad immaginare perché i suoi genitori abbiano deciso di unirsi ai Fosters. Solo quando Aria incontra Hunter, uno splendido ribelle mistico dalle profondità, inizierà ad avere un barlume di ricordo e a capire che lui è la chiave per svelare il suo passato. Le scelte che farà possono salvare o condannare la città, tra cui se stessa.
Voto Goodreads: 3.8

Falling To Ash di Karen Mahoney (Settembre 2012) primo libro della serie Moth (che prende il nome dalla protagonista) e come il precedente non è ancora noto in Italia e sta aspettando la pubblicazione del seguito.
TRADUZIONE DELLA TRAMA: Non puoi scegliere la tua famiglia… viva o morta.
Intrappolata tra due mondi molto diversi, Moth vampira appena nata fatica a trovare il suo posto in entrambi. Non solo deve rispondere al suo rigorosamente cattolico padre irlandese, ma il suo iper-protettivo creatore, Theo, è tutto preso a renderla l’attrazione principale del suo potente clan di vampiri di Boston. Moth dovrà escogitare il modo di soddisfarli entrambi. . .
In aggiunta ai suoi problemi, c’è il pericolosamente attraente Jason Murdoch, un cacciatore di vampiri tirocinante che ama giocare al gatto col topo nel suo tempo libero (Jace = gatto; Moth = mouse). Ma quando gli splendidi e giovani ragazzi figli delle più ricche famiglie di Boston iniziano a scomparire, questo costringe Moth e Jace ad una tregua. Saranno in grado di risolvere il mistero che sta dietro le sparizioni prima che qualcuno finisca tra i non-morti?
Voto Goodreads; 3.8

Che mi dite di queste cover? E i romanzi li conoscevate già?
Passo e chiudo :)

sabato 23 marzo 2013

Weekly Summary #30

Weekly Summary è la rubrica dal blog ispirata dalla rubrica Clock Rewinders On A Book Binge (ideata dai blog On a Book Bender   e 25 Hour Books), ma che io in realtà ho trovato sul sito Storie Dentro Storie
La rubrica verrà postata ogni Sabato (salvo imprevisti) ed è, come dice il titolo, un RIASSUNTO SETTIMANALE di quello che è successo sul mio blog e nella blogsfera. A questo,  senza uno schema fisso, si possono aggiungere new entry nella mia libreria, citazioni, film visti o canzoni sentite… insomma qualunque cosa che abbia influenzato la settimana appena trascorsa!

SUL BLOG I LIBRI DI LO:
·         Due nuove cover dai colori forti per voi;
·         Il punto della situazione letture con la rubrica del mercoledì;
·         Le recensioni di questa settimana sono soltanto due, ma entrambe decisamente positive: Ninnananna per un’ombra di Diane Guest per la rubrica Dusty Readings (4 gufi e ½) e Alice in Zombieland di Gena Showalter (4 gufi);
·         E per finire una nuova segnalazione per un romanzo made in Italy: Sull’orlo del vespro di Amina Havet.
ALTROVE NELLA BLOGSFERA:
Le recensioni che mi hanno allungato la wish list (se i titoli non vi dicono nulla andate a sbirciare, perché sono 4 titoli molto interessanti) sono le seguenti:
·         Beautiful Malice scritta da Lucrezia di Il libro che pulsa;
·         Splintered scritta da Sophie di Laumes’ Journey;
·         Straziami scritta da P. Marina Pieroni di Le terre di Arret;
·         Selvaggia – I chiaroscuri di personalità scritta da Morgana di Over the hills and far away
Infine volevo segnalarvi che Juliette di Sweet Readers ha creato una petizione per portare Hex Hall di Rachel Hawkins in Italia… se siete fan della saga come me, cosa aspettate?
NEW ENTRY:
The Selection di Kiera Cass
FILM VISTO E ADORATO:
Questa settimana ho iniziato a spolverare una serie invece di un semplice film… Buffy The Vampire Slayer! Si lo so che la tiro sempre in ballo, ma ho deciso che era il momento di ritrovare i personaggi e le storie di Joss Wedon che periodicamente iniziano a mancarmi come vecchi amici e quindi sono ripartita dalla prima mitica puntata della prima serie e mi fermerò solo all’ultima della 7° e ultima serie… che volete, è un’altra delle mie fissazioni! Ma è troppo bello, dopo aver visto gli attori crescere e diventare adulti, ritornare indietro e ritrovarli così giovani (per non parlare dell’eccentrico abbigliamento della stessa Buffy con anelloni megagalattici e calzoni a vita ascellare che all’epoca erano così trendy!).
Per ogni generazione nasce una cacciatrice… XD
C’È ALTRO?
Dopo aver tribulato per un po’ (come sempre) sono riuscita a trovare una soluzione che mi piace per la grafica primaverile del blog… vorrei essere più brava, ma mi sa che dovrò rassegnarmi ad affidarmi a qualcun altro per il prossimo cambiamento.

venerdì 22 marzo 2013

SegnaLo #16 - Sull'orlo del vespro di Amina Havet

Oggi vi voglio segnalare un nuovo interessante romanzo tutto italiano. Il titolo di questa volta è un urban fantasy pubblicato  per la prima volta nell’ aprile 2008 e rieditato da poco a dicembre 2012, per la precisione il 12.12.2012 che, come mi ha fatto notare l'autrice è  una data importante, che si riflette in molti aspetti della nostra vita: 12 mesi, 12 ore nei meridiani del giorno, 12 segni dello zodiaco, 12 apostoli e la pubblicazione del libro: Sull'Orlo del Vespro. 
Quello che più mi incuriosisce di quest’opera è che ci troviamo davanti ad un raro protagonista maschile (avete notato che le “eroine” sono quasi sempre ragazze?). E che dire della cover: non la trovate carinissima? Ma vediamo più nel dettaglio di questo libro autopubblicato dall’autrice che, malgrado lo pseudonimo esotico che potrebbe trarre in inganno, è italiana.



SULL’ORLO DEL VESPRO
Di Amina Havet
Pagine 319
Euro 9,00 il cartaceo – 0,89 l’ebook
TRAMA: La noiosa vita di Cristopher Lancaster e del suo amico Edward Post viene messa a soqquadro quando il passato del ragazzo si fonde con il suo presente. Colpito da una pesante maledizione che lo costringe a vivere di notte e nascondersi di giorno, Cris ha trascorso la sua esistenza occultando la sua identità e cacciando creature soprannaturali. Tra colpi di scena e situazioni al limite del verosimile, il nostro protagonista dovrà affrontare la sua più grande paura per liberarsi dalla maledizione e proteggere le persone a lui più care.



L’autrice:
Nata il 16 Marzo 1985 e cresciuta per il mondo, Amina Havet ha sempre nutrito un forte interesse per la cultura e le leggende locali di ogni Paese.
Laureata in Lingue per la Comunicazione Internazionale nel febbraio del 2008, ha deciso di unire la passione per la creatività e l’amore per la fantasia in un unico libro che ha come protagonista indiscussa la millenaria città di Roma, da sempre centro del mondo e punto d’incontro per le persone di diversa nazionalità..

Il libro è disponibile sia in versione cartacea (acquistabile su Lulu.com) che digitale (acquistabile su Amazon) ed è possibile seguire l’autrice su Twitter o sul suo blog. Infine potete trovare il romanzo anche su Goodreads, dove se ancora non lo avevate saputo scoprirete che si tratta di un primo libro di una saga :)
Con questo mi sembra di avervi detto tutto: che dite, vi incuriosisce? Io lo leggerò a breve e poi vi farò sapere cosa ne penso. Nel frattempo vi lascio con il booktrailer, dopodiché passo e chiudo :)

giovedì 21 marzo 2013

Recensione di "Alice in Zombieland" di Gena Showalter

Editore Harlequin Mondadori
Euro 6,99 (solo formato ebook)
TRAMA:
Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre. Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta… Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.

VOTO:

Dopo aver rimandato per troppo tempo questo romanzo a causa delle new entry arrivate tra I Libri di Lo, finalmente sono riuscita a leggerlo. La curiosità e le aspettative erano altissime a causa di tutte le entusiastiche recensioni lette nel frattempo … quindi il rischio di una cocente delusione era proprio dietro la porta.
L’incipit del romanzo mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo, perché sembra scritto apposta per comunicare al lettore che non resterà deluso.

“Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. Dalla beatitudine alla tragedia, dall’innocenza alla rovina? Ma per favore.
E invece è andata proprio così. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che conoscevo e amavo è sparito.
Il mio nome è Alice Bell e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che amavo, la sorellina che adoravo e il padre che non mai capito finché non è stato troppo tardi.
… Mio padre aveva ragione. I mostri camminano in mezzo a noi.”

Che dire, un vero esordio col botto, che mi ha fatto accoccolare più comoda in poltrona in attesa di godermi cosa sarebbe venuto dopo.
Alice, piccola e bionda e ispirata per qualche strano verso alla ragazzina che andò nel Paese delle Meraviglie, non è di certo un’adolescente normale. Cresciuta in una famiglia bizzarra, ha passato l’infanzia e i successivi anni a rinunciare alla vita tipica dei suoi coetanei (niente pigiama-party, niente saggi scolastici, niente appuntamenti … niente di niente!), in quanto suo padre è convinto che i mostri si aggirino dovunque in agguato dopo il calare del sole, quindi dal tramonto all’alba costringe la famiglia a stare rinchiusa in casa, mentre lui piantona il perimetro e le finestre con tanto di armi alla mano.
Per lungo tempo Alice è stata convinta di avere un padre folle e si è chiesta perché la madre accettasse tutte le sue stranezze costringendo le due figlie ad una vita assurda … purtroppo dovrà ricredersi nel modo peggiore, quando tutta la sua famiglia le sarà strappata da sotto il naso nel giro di un battito di ciglia e i mostri si riveleranno finalmente al suo sguardo!
E devo essere sincera, il mio primo incontro con i mostri, che dal titolo mi aspettavo come veri e propri zombie, è stato fonte di perplessità perché l’immagine che le parole dell’autrice mi richiamavano alla mente aveva qualcosa di bizzarro, quasi come se mi trovassi di fronte a dei fantasmi … ebbene, i mostri creati da Gena Showalter sono zombie che non avete mai visto! Sono tangibili, solidi e fisicamente affrontabili solo sul piano dello spirito e soprattutto possono essere visti solo da pochi individui: una sorta di via di mezzo tra spettri e non morti. Inizialmente, questa inusuale orda di morti viventi mi ha suscitato il dubbio che fosse una versione edulcorata per i giovani adulti dei soliti spaventosi mostri a cui sono abituata, ma ho dovuto presto ricredermi: questi zombie sono terrificanti come i loro cugini più concreti e altrettanto pericolosi (anzi forse di più, se consideriamo che la maggior parte delle loro vittime non può vederli!).
Comunque la giovane protagonista, rimasta senza la sua amata famiglia, dovrà trasferirsi dai nonni materni e nella nuova scuola farà degli incontri moooolto interessanti.
Quella che diventerà la sua migliore amica, Kat, è uno dei personaggi femminili più ben riusciti che mi è capitato di incontrare in un romanzo: con la sfacciataggine e la presunzione tipica delle solite odiose “star” del liceo, riesce a farsi amare per la simpatia, l’altruismo e la sensibilità che lascia trapelare nei confronti di quelli a cui vuole bene (leggi “Alice”). Ma lei è solo il primo personaggio che il lettore conosce perché saranno il misterioso e pericoloso Cole con la sua banda di “delinquenti” che apriranno ad Alice le porte di un mondo completamente nuovo. E sarà sempre Cole a farle battere il cuore per la prima volta.

“Era una droga che mi consumava. Sensazione pura, senza alcun filtro. Avevo desiderato per molto tempo che la mia vita fosse soltanto un sogno. Ma in quel momento, travolta da sensazioni ed emozioni, avrei voluto che quella fosse la realtà.”

Ammetto che dopo l’arrivo di Alice nella nuova scuola, ho temuto che il romanzo si rivelasse per essere una delusione perché per molte pagine succede davvero poco di sovrannaturale, portandomi a pensare che la Zombieland di Alice assomigliasse più a una School-land o a una teenagers-land: ancora non ho imparato l’arte della pazienza!
L’autrice conduce semplicemente il lettore verso una nuova meta, preparandolo un passo per volta a quello che dovrà affrontare e lasciando vari indizi per strada per intuire la verità e soprattutto accrescere la curiosità. Il nuovo scenario che viene a crearsi è originale, coinvolgente ed entusiasmante … malgrado l’altissimo rischio di morte, fa venire voglia di unirsi alla guerra contro gli zombie solo per entrarne a far parte.
La storia è particolare e tutta da scoprire una pagina dopo l’altra. I personaggi sono vividi e tridimensionali e, soprattutto quelli che vengono approfonditi con particolare cura, particolarmente belli: Alice più di tutti è stata una fonte inesauribile di empatia e simpatia; non si può non lasciarsi trasportare dalle sue emozioni e soprattutto non ridere delle singolari immagini che evoca per descrivere cose e situazioni, ad esempio:
“… con due occhi castani gelidi e un viso che avrebbe indotto il diavolo ad andarsi a nascondere in un angolo succhiandosi il pollice e invocando la mamma.”
o ancora:
“Mi ero ritrovata a pregare che qualcuno mi scartavetrasse le cornee, candeggiandomi i ricordi.”

Insomma questa autrice è riuscita a conquistarmi completamente con il suo stile un po’ fuori dai soliti schemi. Alice in zombieland mi ha fatto sorridere e trattenere il fiato: momenti di leggerezza si alternano ad altri di angoscia, la parte romance è ben distribuita nella narrazione e si bilancia con quella che evidenzia l’altrettanto forte sentimento di amicizia che lega i vari personaggi tra loro, le parti che fanno divertire fanno solo da introduzione a quelle che lasciano un peso nel cuore.

“Perdere una persona amata era come perdere un braccio o una gamba. Eri sempre consapevole di ciò che non avevi più.”

Quindi non posso che dichiararmi soddisfatta di questo libro: equilibrato, originale sotto svariati punti di vista, imprevedibile! Non è la classica zombie story e tantomeno ha a che fare con Alice in Wonderland da cui trae ispirazione, ma proprio per questo suo essere “unico” vale la pena di essere letto. E già non vedo l’ora che esca il seguito perché la fine è arrivata troppo presto e io sono curiosissima di sapere cosa succederà nel secondo volume di questa serie, previsto in America per settembre 2013 e di cui vi mostro la cover qui sotto perché è spettacolare.
E con questo direi che è tutto, quindi passo e chiudo :)


mercoledì 20 marzo 2013

Wednesday's Books #11

Wednesday’s Books è la rubrica nata dall’unione di due rubriche create da MizB di Should Be Reading, ossia Teaser Tuesdays e WWW…Wednesdays. Viene postata settimanalmente di mercoledì e conterrà un estratto del libro che sto leggendo, liberamente scelto da me, e le risposte a tre domande :
1. Cosa stai leggendo?
2. Cosa hai appena finito di leggere?
3. Che libro/i leggerai dopo?

Partiamo innanzitutto con le risposte:

1. Sto attualmente leggendo: Delirium di Lauren Oliver e Cuci, taglia, ama di Amanda Addison
2. Ho appena finito: Alice in Zombieland di Gena Showalter (la recensione è quasi pronta) e Ninnananna per un’ombra di Diane Guest
3. Dopo leggerò: probabilmente The Selection di Kiera Cass e Odyssea di Amabile Giusti anche se ne ho lì talmente tanti che non vedo l’ora di leggere che avrei bisogno il giratempo di Hermione Granger… non è che sapete dove si compra?!?

Dal libro che sto leggendo ho scelto il seguente teaser:
“E’ talmente strano come funziona la vita: desideri qualcosa e aspetti e aspetti e ti sembra che ci stia mettendo secoli ad arrivare. Poi succede  ed è tutto finito e non vorresti far altro che accoccolarti di nuovo nel momento esatto prima che tutto cambiasse”
- Delirium -

E voi con che letture vi cimentate?
Per questa settimana ho terminato.
Passo e chiudo J

martedì 19 marzo 2013

Dusty Readings #4

Il libro di cui mi accingo a parlarvi oggi è decisamente vecchio ed è ovviamente una “rilettura polverosa”, ma molto molto polverosa XD. Lessi per la prima volta questo titolo a 18 anni, quindi addirittura più di 18 anni fa (oddio, mi sento male quando penso a tutto il tempo che è passato… mi sento decrepita!), tanto che le pagine sono completamente ingiallite: un vero pezzo di storia nella mia “carriera” di lettrice. Fatto sta, che ci ripensavo da un po’ e quando mi sono decisa a riesumarlo (letteralmente, perché era sotterrato sotto decine di altri romanzi), temevo che il ricordo che ne conservavo fosse più luminoso della realtà: mi dicevo “in 18 anni magari i miei gusti sono cambiati e si sono affinati… ho letto nel frattempo così tanti libri che sicuramente questo non mi sembrerà più così bello come lo ricordo”. Lascio indovinare a voi se avevo torto o ragione, tanto vi basta contare i gufi qui sotto XD
Ma vediamo un po’ di cosa si tratta.
NINNANANNA PER UN’OMBRA
di Diane Guest
Editore Longanesi (1994)
Pagine 290
Lire ??? (era un regalo, quindi il prezzo è tagliato!)
TRAMA:
Qualcosa di orribile è successo nella magnifica dimora di Land's End, nel Maine, in cui Rachel è cresciuta e dalla quale è fuggita cinque anni orsono: qualcosa che adesso si nasconde nelle grandi stanze sontuose, nel curatissimo e lussureggiante giardino, o forse nell'oceano poco lontano... La donna non vorrebbe tornare a Land'End, ai cupi ricordi della sua infanzia, eppure sua madre la chiama, implorando la presenza della figlia accanto a lei, ormai prossima a morire. E Rachel risponde a quell'invito, sicura di poter comunque sfuggire alla rabbiosa autorità materna rifugiandosi tra le braccia di Judd, suo marito da soli quattro mesi. Ma, quando il passato grida vendetta, qualcuno deve pagare anche se innocente... e l'arrivo di Rachel sembra risvegliare oscure presenze, dolori lontani e non cancellati, mentre il vento porta singhiozzi, bisbigli e la melodia di una triste ninnananna. Ed ecco che una delle figlie di Judd, Addy, sembra cadere in preda a un atroce incantesimo: il suo corpo è freddo, gli occhi sono vuoti e la sua voce diventa acuta e straziante: una voce che Rachel conosce fin troppo bene e che pensava di non dover più sentire. Il segreto della grande casa di Land's End e delle donne che la abitano adesso ha un corpo: quello della piccola, innocente Addy. Ma qual è questo segreto? E quale sarà il prezzo che bisognerà pagare per rivelarlo?
VOTO:
Ninnananna per un’ombra è una storia d’amore, di famiglia, di gelosia, di segreti inconfessabili e soprattutto è una storia di fantasmi, una di quelle fatte davvero a regola d’arte.