martedì 25 settembre 2012

Recensione di Benjamin di Federico Axat

Editore Sperling & Kupfer
Pagine 436
Euro 18,90
TRAMA:
Ben ha nove anni e una famiglia complicata: un padre mite e remissivo, una sorella adolescente in preda ai primi turbamenti amorosi, una madre fredda e troppo concentrata su sé stessa, che lo costringe a fare cose che lo terrorizzano. Come andare dal nonno Ralph, un uomo violento, oppure sbrigare delle piccole commissioni presso il viscido signor Patterson. Così, un giorno, decide di punire i genitori in un modo terribile: scomparendo. Ben si rifugia nella soffitta di casa e, dalle fessure nelle travi di legno, osserva lo svolgersi della vita sotto i suoi piedi. Vede i genitori passare dalla rabbia alla disperazione, spia i loro movimenti, ascolta le loro conversazioni e, così facendo, scopre i piccoli sporchi segreti che si annidano nella famiglia. Il desiderio di vendicarsi sarà irresistibile... Un thriller cupo e claustrofobico, paragonato ai romanzi del miglior Stephen King: una storia inquietante, che spiazza il lettore con un finale da brivido.

La prima parola che ho pensato una volta chiuso questo libro è stata “caspiterina” (sì ok, lo ammetto: in realtà la mia esclamazione conteneva una doppia Z, ma non mi sembrava il caso di usarla per iniziare una recensione). Giunta all’incirca a metà libro ero convintissima che avrei assegnato a questo titolo 2 tristi gufetti, malgrado le aspettative medio-alte: i gufi invece si sono moltiplicati… ma andiamo con ordine.
Il libro parte senza fuochi di artificio, ma permettendo ai lettori di entrare nella storia passeggiando pigramente, senza fretta… nessuna fretta… praticamente al rallentatore: questo per dire che la prima parte del libro è lentissima e mi ha annoiata terribilmente, tanto che più di una volta ho pensato di iniziare un altro romanzo da alternargli, perché mi capitava di non avere nemmeno voglia di aprirlo (io che preferisco fare altro, piuttosto che leggere? Gravissimo!).
Sono svariati i personaggi che attraversano questo thriller e a volte mi sono chiesta e “questo chi è?” “Che c’entra con Benjamin?” Che mi frega di quello che fa (per chi lo ha già letto parlo di Matt e Randy)? Ho avuto l’impressione che l’autore divagasse troppo, come se stesse uscendo dal sentiero segnato per addentrarsi tra le erbacce… ma Federico Axat è molto furbo e seguiva eccome una strada precisa, solo che io non ero ancora in grado di vederla e sono convinta che fosse proprio sua intenzione fare in modo che i lettori lo seguissero disorientati, chiedendosi “ma tutto ciò dove porta”? Anche le parti dedicate a Benjamin, dopo un inizio normale (per quanto possa essere normale un bambino che si nasconde in soffitta facendo credere alla famiglia di essere scappato), cominciano a prendere una piega leggermente delirante che faticavo a seguire.
Ma io ho sempre avuto la testa dura e quello che odio di più è lasciare un libro senza finirlo, quindi mi sono intestardita e ho continuato a leggere… e leggere e leggere fino a quando mi sono resa conto che macinavo pagine su pagine col fiato sospeso senza voler smettere!
La seconda metà del libro recupera tutta la lentezza della prima parte: all’improvviso mi sono accorta che qualcosa non andava e la storia stava prendendo una piega completamente imprevista (premetto che a parte la trama, non mi ero minimamente interessata a leggere recensioni del romanzo, perciò tutto ciò che mi sono trovata davanti era una totale sorpresa). Forse quello che avevo letto fino a quel momento andava analizzato sotto un punto di vista diverso e anche il fattore soprannaturale si è fatto strada nella mia mente e in quella di alcuni personaggi.
La smania di scoprire tutto ciò che non era chiaro e che necessitava una spiegazione mi spingeva a continuare la lettura veloce come un treno… e la sensazione è stata proprio questa: viaggiare su un treno lanciato in discesa privo di freni, senza sapere dove mi avrebbe condotta!
L’epilogo è stato un vero colpo di scena: per quanto l’autore faccia nascere gradualmente nel lettore il dubbio che qualcosa è sfuggito, quando ho scoperto la verità sono letteralmente caduta dal pero.
Insomma dopo aver arrancato nella prima metà… ho esultato per aver affrontato l’ostacolo e aver permesso a questo romanzo di coinvolgermi e stupirmi. Federico Axat ha creato davvero un libro originale e inquietante che vale la pena leggere. E forse vale anche la pena leggerlo due volte: non appena finita l’ultima pagina, sono tornata indietro e ho cercato tutte quelle parti relative a Benjamin che avevo faticato a capire e, con la consapevolezza delle verità ormai svelate, tutto ha acquistato un senso… ogni cosa perdeva la veste di allucinazione e stranezza e diventava reale e comprensibile.
Ovviamente consiglio veramente questo libro e, se come me incontraste difficoltà nella prima parte, fidatevi che vale la pena continuare. L’autore ha dimostrato un gran talento e sono certa che quando rincontrerò il suo nome sotto un titolo, leggerò di sicuro il suo romanzo.
Per concludere, visto che la seconda metà del romanzo è stata talmente coinvolgente da ripagare la lentezza dell’inizio Benjamin si merita 4 bei gufi.
E con questo ho finito anche per sta volta.
Passo e chiudo J

VOTO:

Teaser Tuesdays #5

Anche l’appuntamento fisso del Martedì (come quello del Mercoledì) è stato creato da MizB di Should Be Reading.

Le regole di questa simpatica rubrica sono semplicissime:
Prendere il libro che state leggendo
Aprirlo a caso in una pagina
Scrivere un estratto di quella pagina (facendo attenzione a non spoilerare)
Terminare aggiungendo titolo e autore

Io per scelta aprirò il libro solo nelle pagine precedenti il segnalibro… per non incappare in rivelazioni importanti e rovinarmi la lettura.

Questa settimana sono alle prese con La signora dei funerali di Madeleine Wickham (alias Sophie Kinsella), ma poiché l’ho appena iniziato ho deciso di prelevare il mio Teaser dal libro che ho appena terminato, ossia

Benjamin di Federico Axat (pagina 38):

“Dopo quella prima lacrima ne seguirono altre. Sgorgavano si leziose bagnando il suo viso arrossato. Singhiozzava, ma non si preoccupava di non fare rumore in modo cosciente.
In quel momento Ben Green scoprì una cosa. Non era un pensiero molto chiaro: l’idea si materializzò un po’ alla volta, come una sagoma che sbuca dalla nebbia mattutina. Prese forma nella sua testa lentamente, simile allo scorrere delle lacrime che gli scivolavano dalle guance. Sarebbe rimasto in soffitta più a lungo del previsto. Non sapeva quanto, e non gli interessava.”

Mi auguro di avervi incuriosito con questo estratto e presto arriva anche la recensione.
E voi avete qualche teaser da citare?
A presto J

Wish List #16

Oggi edizione della Wish List dedicata alla  SPERLING & KUPFER, in particolare ad un libro che è sulla soglia delle librerie: l’evento editoriale più atteso del 2012, un libro che ha fatto il giro del mondo. Numero 1 assoluto di Amazon Uk e Apple Ibookstore, il romanzo d’esordio più venduto in gran Bretagna nel 2012. Stiamo parlando di:

L’IMPREVEDIBILE VIAGGIO DI HAROLD FRYdi Rachel Joyce
NON È MAI TROPPO TARDI PER STARE VICINO A UN’AMICA. NON È MAI TROPPO TARDI PER DIRE «GRAZIE».
Pagine 314
Euro 17,90
TRAMA:
Quando viene a sapere che la sua vecchia amica Queenie sta morendo di cancro in un ospedale al confine con la Scozia, Harold Fry, tranquillo pensionato che vive a Kingsbridge, nell’estremo sud dell’Inghilterra, esce di casa per spedirle una lettera di conforto. Ma, nel momento in cui sta per imbucarla, insoddisfatto di ciò che ha scritto, comincia a camminare fino alla buca delle lettere successiva, poi fino all’ufficio postale. Forse perché ha con Queenie un vecchio debito di riconoscenza, forse perché la vita non è stata gentile con lui e con sua moglie Maureen, Harold continua a camminare, incurante della stanchezza e delle scarpe troppo leggere. Continuerà a farlo per 87 giorni, attraversando l’Inghilterra in un viaggio di oltre 1.000 km che si concluderà a Berwick-upon-Tweed, dove Quinnie è ricoverata. E anche la moglie di Harold intraprenderà un viaggio. Quella che poteva sembrare la storia di due vite sprecate diventerà, in un finale inaspettato e commovente, una celebrazione dell’amore, dell’amicizia e della gratitudine.
Uscita: 25 Settembre 2012

L’autrice
Rachel Joyce è nata nel Gloucestershire, dove vive tuttora con il marito, le figlie e tantissimi animali. Ha lavorato diversi anni per i canali radiofonici della BBC, scrivendo sia sceneggiati originali sia adattamenti di grandi classici della letteratura. Questo è il suo primo, celebratissimo romanzo, candidato al Man Booker Prize 2012.

Curiosità:
Dal 18 Settembre, la blogger italiana Valentina Divitini ripercorre  i passi di Harold Fry e racconta il suo viaggio nei  luoghi del romanzo sul suo blog (www.malapuella.it), su Twitter (www.twitter.com/ipathia), su Instagram (account ipathia), su Facebook (https://apps.facebook.com/harold_fry/)e su Tumblr (www.haroldfry.tumblr.com)

Questo titolo segnalatomi dalla Sperling non poteva non aggiungersi alla mia lista dei desideri… una trama dolce e commovente non può che anticipare un libro da non perdere: già mi ci vedo libro in mano, copertina sulle gambe e tazza di tè fumante di fianco (con le giornate grigie che iniziano ad accumularsi). E voi cosa mi dite?
Vi ispira questa lettura?
Passo e chiudo J

lunedì 24 settembre 2012

Dusty Readings #1

Qualche tempo fa ho deciso di rivoluzionare un po’ la mia libreria… spostare libri, ricavare nuovi spazi e rimirare i risultati sono tutte attività che mi rilassano tantissimo e mi danno molta soddisfazione. Comunque mentre ero intenta in questa attività, mi sono accorta di osservare con nostalgia alcuni romanzi che mi avevano davvero conquistata all’epoca della lettura.
Da qui l’idea di questa nuova rubrica! Lo scopo principale è avere un pretesto per riprendere in mano vecchi titoli infilandoli tra le novità ancora intonse e sconosciute… mi sono prefissa di rileggere un libro più o meno vecchio ogni tre o quattro nuove letture.
La rubrica quindi non avrà una scadenza fissa, ma arriverà solo quando avrò terminato una  “lettura polverosa”, di cui poi vi posterò una recensione per farvela conoscere.
Per questo primo appuntamento mi sono buttata su:
NOTTE SENZA FINE di Richard Laymon
Editore Fanucci
Pagine 365
Lire 28.000 (Era piuttosto caro per l’epoca!)
TRAMA:
Caldo infernale stanotte nel quartiere residenziale alla periferia di una selvaggia Los Angeles. Aria rovente a casa Clark. Irrespirabile. Svegliati, Jody. Sguscia fuori da tuo sacco a pelo. Sei da Evelyn, ricordi? Stanotte dormi a casa sua. E' lei che ti sta chiamando. Svegliati Jody, non hai sentito quel rumore? Ma Jody Fargo conosceve Evelyn Clark dai tempi dell'asilo e fin d'allora la sua amica del cuore aveva dimostrato un'innata inclinazione al melodramma. Pazzesco, la solita fifona la sveglia nel pieno della notte solo perché crede di aver sentito un'insignificante rumore al piano di sotto...

Il libro oggetto di questo primo appuntamento è un romanzo che ho letto migliaia di anni fa: vi posto la foto e i dati relativi all’edizione in mio possesso, che ormai è fuori catalogo perché parliamo del lontanissimo 1994 (mentre sfogliavo le pagine ormai ingiallite, temevo mi rimanessero in mano). La prima cosa che voglio farvi notare è il bollino “si consiglia la lettura ad un pubblico adulto”… e niente di più vero poteva essere scritto. Infatti questo crudo romanzo narra la storia di una ragazzina scampata ad un massacro ad opera di folli pervertiti che hanno ucciso la famiglia della sua migliore amica (da cui avrebbe dovuto passare quella sfortunata “notte senza fine”) senza nessun valido motivo, se non il loro divertimento. Il nome della protagonista è Jody e lei passerà quella fatidica notte cercando di sfuggire agli assassini, salvando anche il fratellino dodicenne dell’amica, Andy
La struttura del romanzo è molto originale perché si alternano capitoli di due tipi diversi, angoscianti ciascuno a modo suo. Ci sono i capitoli dedicati a Jody, narrati in terza  persona dove vediamo gli eventi che coinvolgono direttamente la protagonista, vivendo le sue emozioni, l’angoscia della fuga, il senso di claustrofobia causato dalla certezza di essere braccata e il timore che il pericolo non avrà mai fine
Di contro ci sono i capitoli dal titolo “Simon dice” in cui sentiamo la voce di Simon (uno degli animali a cui sono scappati i due ragazzi) che parla in un registratore portatile, raccontando tutto quello che gli viene in mente, mentre cerca di rintracciare Jody per eliminarla insieme all’unico altro testimone vivente delle scorribande dei Krull Assassini, Andy: ma quest’ultimo non gli interessa, gli basta farlo fuori velocemente, per potersi “divertire” con la ragazzina che diventa sempre più un’ossessione per lui. I capitoli narrati da Simon saranno un’altalena tra il presente (mentre ci racconta cosa combina per mettere le mani su Jody) e il passato (in cui scopriremo come si è formata la banda dei Krull e tutti gli orrori che si sono lasciati alle spalle dall’epoca della terza media)… e vi assicuro che sarà un viaggio tutt’altro che piacevole!
Il libro sicuramente non è adatto ai deboli di stomaco, perché l’autore (famoso per la “schiettezza” con cui racconta le sue storie) non lesinerà i particolari degli efferati delitti attuati da Simon  e dai suoi compagni: persino io, che sono piuttosto temprata su questo genere, rileggendolo oggi a distanza di anni, ho avuto dei momenti in cui avrei preferito che la mia fervida fantasia non creasse un’immagine mentale della descrizione che avevo davanti agli occhi.
I cattivi di questa storia sono tra i più terrificanti che si possono incontrare in un libro, per il semplice motivo che, malgrado le menti diaboliche, sono umani: volti normali come potrebbe essere quello del vicino di casa, che nascondono dei mostri capaci di togliersi felpe e jeans da bravi ragazzi per vestire abiti fatti con la pelle delle loro vittime! Gli omicidi che compiono sono veri e propri massacri che mischiano perversione sessuale, sadismo e pura e semplice crudeltà, il tutto accompagnato da una lucidità allarmante che li ha mantenuti invisibili alla legge per anni.
Il personaggio di Jody mi è piaciuto molto: una ragazzina con le palle, cresciuta da un poliziotto altrettanto tosto. L’unico personaggio che oggi come 18 anni fa mi ha infastidita (è credo fosse proprio lo scopo dell’autore) è quello di Andy.
È questo un libro che non lascia tempo per respirare, tanto che già dalle prime pagine, prima ancora di aver imparato il nome dei personaggi, il lettore viene gettato in mezzo all’orrore. E da lì ci saranno ben poche tregue, perché terrà sul filo del rasoio fino alla fine… dove il colpo di scena sarà brutale e inaspettato.
Se avete abbastanza coraggio, è un libro che sicuramente vale la pena e per chi di voi volesse leggerlo (malgrado la difficoltà di reperirlo... qualcosa forse su ebay) preparatevi ad una lettura adrenalinica, violenta, scioccante, capace di causare incubi come solo Richard Laymon sa fare.
Consigliata non a tutti di sicuro, ma geniale abbastanza da meritarsi 5 gufi belli cicciotti!
Alla prossima lettura polverosa J

VOTO: 

domenica 23 settembre 2012

From Cover To Cover #3

From Cover To Cover è la rubrica a scadenza settimanale (postata di domenica) che ho ideato per soddisfare il mio amore per l’arte delle copertine di libri.

Oggi è domenica (buona domenica a tutti), quindi rieccomi a condividere con voi due nuove cover… Con questa rubrica continuo a scoprire libri di cui non ero a conoscenza e che spesso è un peccato che non esistano in italiano (ma una fortuna per il portafoglio!).
Le due cover di oggi sono:

Destiny of Light di Louise Cusack (pubblicato nel 2001 in Australia, ma non in Italia) è il primo libro della trilogia  “Shadow Through Time” che contiene elementi di romanticismo, magia e horror. Della cover mi è piaciuto molto lo sguardo intenso dell’eroina (come sempre bella e come sempre armata)
TRADUZIONE DELLA TRAMA:
Una donna del nostro mondo affronterà un viaggio attraverso Ennae: un mondo color seppia, separato dal nostro dalla Piscina Sacra. Talis, il suo guardiano la aiuterà ad attraversare queste pericolose terre, sacrificando tutto per amore, occupandosi della sua sicurezza in una terra dove domina la magia e nulla è come sembra. Per compiere il suo destino come “La Luce” (la donna il cui figlio unirà i mondi dei quattro elementi), Khatrene deve superare la sua amnesia e recuperare i ricordi della sua infanzia ad Ennae, mentre affronterà un’erotica Donna Ombra, un misterioso uomo tatuato, una guerriera Plainswoman, il miglior spadaccino di Ennae e infine il suo stesso fratello.
Voto Goodreads: 4

Yseult (a tale of love in the age of King Arthur) di Ruth Nestvold (pubblicato a gennaio 2012, ancora inedito in Italia). La cover mi ha conquistata per il carattere del titolo e per la romantica malinconia che la ragazza voltata di schiena riesce a comunicare: malgrado l’abito da sposa, non si hanno dubbi che il suo sguardo (anche se nascosto) sia triste!
TRADUZIONE DELLA TRAMA:
“C'era una volta al di là della storia, in un'epoca quasi al di là dell'immaginazione, una ragazza bella come la luna, seduta su un cavallo a guardare un incendio. Il falò fa parte della storia, ma la principessa è una parte della leggenda. Tristano e Isotta, Tristram and Isolde, Essyllt and Drust, Yseult and Drystan: lo spelling è cambiato, ma loro sono sempre stati amanti - i più grandi innamorati che il mondo abbia mai conosciuto. La maggior parte dei racconti della loro storia iniziano dall'uomo. Questa comincia dalla donna."
Yseult, in cambio di una tregua, viene inviata in un mondo dove la magia sta morendo - a sposare il padre dell'uomo che ama . Drystan, figlio di Marcus, avrebbe potuto salvarla da un matrimonio senza amore, ma con i genitori di lei tenuti in ostaggio, Yseult non può  metterli in pericolo e deve andare avanti con il matrimonio. La tragica storia d'amore di Yseult e Drystan si svolge sullo sfondo di un mondo violento in cui solo le battaglie di Artù, volte a respingere le orde sassoni, hanno una possibilità di salvare ciò che resta della civiltà. Con il suo background, Yseult potrebbe fungere da ponte tra la vecchia era e la nuova - ma il prezzo sarà troppo alto?
Voto Goodreads: 4

Fra le due la mia preferita è sicuramente la seconda e, se arrivasse da noi, leggerei volentieri anche il romanzo.
E a voi piacciono queste cover?
Alla prossima J

sabato 22 settembre 2012

Weekly Summary #4

Weekly Summary è la rubrica dal blog ispirata dalla rubrica Clock Rewinders On A Book Binge (ideata dai blog On a Book Bender   e 25 Hour Books), ma che io in realtà ho trovato sul sito Storie Dentro Storie
La rubrica verrà postata ogni Sabato (salvo imprevisti) ed è, come dice il titolo, un RIASSUNTO SETTIMANALE di quello che è successo sul mio blog e nella blogsfera. A questo,  senza uno schema fisso, si possono aggiungere new entry nella mia libreria, citazioni, film visti o canzoni sentite… insomma qualunque cosa che abbia influenzato la settimana appena trascorsa!

SUL BLOG I LIBRI DI LO:
Il blog si è vestito di una nuova grafica autunnale per adeguarsi alla stagione e questa settimana ha visto i seguenti post:
·         La seconda puntata della rubric dedicate alle Cover: From Cover to Cover #2;
·         Ben tre appuntamenti con la Wish List: una dedicata a Sperling, una per Tre60 e una per promuovere una scrittrice emergente, Blake B.. con il suo libro di esordio;
·         Un nuovo appuntamento con le rubriche fisse del Martedì (Teaser Tuesdays #4), dove ho postato un estratto del primo volume di Shadowhunters, e del Mercoledì (WWW…Wednesdays #7)
·         E infine due recensioni: 2 soli gufi per Tomorrow – La rinascita di Sophie Littlefield e 4 gufi per Shadowhunters – Città di ossa di Cassandra Clare.
ALTROVE NELLA BLOGSFERA:
E ora passiamo alle segnalazioni di alcune cose successe nell’universo dei blog:
·         Camilla P. del blog Bibliomania ha inaugurato una nuova simpatica rubrica, ovviamente libresca e il suo blog ha festeggiato anche il 3° blogversary.
·         Sul blog Sweety Readers è stata annunciata una divertente ed originale iniziativa a premi, che coinvolge una catena di blogger.
·         Matteo del blog Storie dentro Storie ha annunciato un nuovo Challenge dedicato ad Halloween, che durerà per tutto il mese di Ottobre.
·         Stargirl ha scritto un post molto simpatico, che mi ha fatto venire in mente che è ora di munirmi di Tè per scaldare i pomeriggi invernali
NEW ENTRY:
Nessunissima L
CITAZIONE LIBRESCA DELLA SETTIMANA:
“Chi legge vive mille vite” Umberto Eco
C’È ALTRO?
Purtroppo Sì. Domenica 16 al risveglio abbiamo scoperto che il nostro piccolo amore a quattro zampe aveva preso la strada per il cielo nella notte… avevo parlato di lui, non molto tempo fa nella recensione de “Il rifugio dei cuori solitari” e adesso volevo dedicargli un ultimo saluto (dopo fiumi di lacrime):
non dimenticherò mai tutta la gioia e l’amore che hai portato nella mia vita negli ultimi 11 anni!

Ma non voglio mica rattristarvi! Con questo è davvero tutto per questa settimana… quindi passo e chiudo J

Recensione di Shadowunters - Città di ossa di Cassandra Clare

Editore Oscar Mondadori
Pagine 521
Euro 9,50
TRAMA:
La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.

Io vi ho messo i dati dell’edizione economica Mondadori, ma in realtà l’ho letto in e-book sul mio smarthphone (prima o poi arriverà anche il vero lettore): malgrado i mal di testa e i bruciori agli occhi causati dallo schermo del mio cellulare, devo dire che sono comunque arrivata alla fine. In realtà ho iniziato Shadowhunters un giorno in cui avevo dimenticato il libro a casa e durante la pausa pranzo mi sono  resa conto con orrore che non potevo leggere… almeno finché non mi sono ricordata degli e-book che mi portavo dietro. Come avrete capito è stata più una  scelta obbligata, che dettata dal desiderio di iniziare proprio quel titolo: questa di solito è la premessa sbagliata per apprezzare un libro, ma sta volta mi sono lasciata conquistare.
Ovviamente questo è solo il primo di una serie lunghetta, di cui esiste anche una trilogia-prequel e una futura trilogia sequel (per i dettagli vi rimando a fine post): proprio il numero dei volumi mi aveva frenato fino ad ora dal leggere questa saga. Sono contenta di aver rotto il ghiaccio: il primo capitolo degli Shadowhunters mi è proprio piaciuto.
Il mondo creato dalla Clare è originale e ben pensato: vampiri, lupi mannari, lotte di potere, la solita adolescente che si ritrova invischiata in tutto questo sono cose già viste in varie salse, cacciatori di vampiri protetti da tatuaggi rappresentanti antiche rune, portali per viaggiare tra il nostro mondo e il loro e tutti quei piccoli, ma saporiti condimenti che l’autrice è riuscita ad aggiungere hanno dato un sapore nuovo a questo libro.
La storia narra di Clary cresciuta come una ragazza normale fino ai quindici anni… ossia fino al giorno in cui si rende conto che intorno a lei c’è ben più di quel che vedono le persone: sarà il giorno in cui farà la conoscenza degli Shadowhunters, proprio mentre uccidono un vampiro. Contrariamente a quanto scritto nella trama di presentazione, sarà solo lei a vedere l’omicidio (se così vogliamo chiamarlo), mentre il suo migliore amico Simon resterà “cieco” al mondo invisibile fino a che Clary non gli svelerà la verità.
Da quel momento per la protagonista la vita non sarà più la stessa: ogni pagina nasconde un nuovo colpo di scena, una rivelazione sul passato di Clary o di chi la circonda e tanti tanti segreti che si sveleranno poco a poco, tenendo sempree costantemente viva la curiosità di chi legge, verso l’escalation finale in cui i colpi di scena non si contano (adoro essere presa in contropiede, ma le scoperte fatte a fine libro mi hanno lasciato la bocca così O, stravolgendo completamente quello che mi aspettavo dai seguiti e lasciandomi anche un pizzico di delusione… chi l’ha letto scommetto che sa a cosa mi riferisco!)
Come dicevo prima ho iniziato questo romanzo per caso, mentre ero già molto avanti con un altro libro, quindi pensavo che ne  avrei letto ben poco: non è mia abitudine leggere due romanzi contemporaneamente, perché mi dà l’impressione di non apprezzare a pieno nessuno dei due. Con stupore invece mi sono ritrovata sempre più spesso a mettere da parte il cartaceo, per il desiderio di sapere cosa sarebbe successo a Clary e ai suoi compagni di avventura: significa che Cassandra Clare ha fatto un buon lavoro!
Devo dire che gran parte del merito va’ ai personaggi creati dall’autrice: Clary è una quindicenne che, malgrado tutte le scoperte dolorose e i cambiamenti che deve affrontare in pochissimo tempo, rimane tale fino alla fine e questa l’ho trovata davvero una bella idea. Nel corso degli anni (e dei romanzi numerosi che ho letto)  ho visto ragazzini diventare adulti in poche manciate di pagine… ma non è così semplice. È  vero che alcune esperienze possono segnare una persona, ma non è detto che questa debba invecchiare di 20 anni in un colpo solo. Simon, il suo migliore amico segretamente innamorato di lei, è stato probabilmente il mio preferito: umano fino all’osso (o “mondano” come lo chiamano i cacciatori di demoni) si butta a testa bassa in qualunque situazione stramba o pericolosa, piuttosto che separarsi da Clary. I tre Shadowhunters (Jace, Alec e Isabelle) sono cresciuti indottrinati e addestrati per la loro missione e quindi sono più “adulti” di Clary e Simon, ma le loro emozioni e i loro cuori sono comunque giovani e unici, ognuno in modo diverso. Ci sono stati momenti nella narrazione in cui mi sembrava che i dialoghi e le reazioni dei protagonisti fossero un po’ troppo adolescenziali, ma ad un esame più accurato bisogna ammettere che tutti sono realmente adolescenti: forse tutta questa “giovinezza” ha reso il libro un po’ più young che adult, a volte troppo, ma questo mi ha solo fatto sorridere, non certo storcere il naso. Per usare una parola sola, definirei lo stile dell’autrice “fresco” (non so se rendo l’idea).
Anche l’intreccio e la semplicità con cui è sviluppato mi sono piaciuti: nonostante la storia (tutta quanta, risalendo dal passato) sia piuttosto intricata, non ho trovato nessuna difficoltà nel seguirla; quando si avvicendano tanti nomi, di solito mi ritrovo spesso a tornare indietro nella lettura per raccapezzarmi, ma questa volta non ne ho avuto bisogno.
Mi sento di dare a questo titolo un voto alto per il piacere che mi ha dato nel leggerlo. Anche se alla fine, come dirà qualcuno, è il solito urban fantasy, credo proprio che valga la pena dargli una possibilità: io lo consiglio sicuramente agli estimatori del genere e a chi ha voglia di una lettura scorrevole, mai noiosa, fluida e originale.
E con questo mi sembra di aver detto tutto, ma prima di salutarvi vi lascio con lo schema della saga.
E voi l’avete letto? Cosa ne pensate?
A presto J

VOTO:


SAGA DI CASSANDRA CLARE:

  The Infernal Devices o Shadowhunters: Le origini (trilogia prequel della saga Shadowhunters)
    1. Shadowhunters: Le origini. L’angelo
    2. Shadowhunters: Le origini. Il principe
    3. The Infernal Devices. Clockwork Princess, previsto negli USA per marzo 2013

  Shadowhunters (saga principale)
    1. Shadowhunters. Città di ossa
    2. Shadowhunters. Città di cenere
    3. Shadowhunters. Città di vetro
    4. Shadowhunters. Città degli angeli caduti
    5. City of Lost Souls (ancora inedito in Italia)
    6. City of Heavenly Fire, previsto negli USA per il 19 marzo 2014

  The Dark Artifices (trilogia sequel della saga The Mortal Instruments) che è solo in progetto, in quanto inedita sia in Italia, sia negli USA.