mercoledì 10 ottobre 2012

WWW... Wednesdays #10


Rieccoci con l’appuntamento settimanale (come dice il nome ovviamente sempre di Mercoledì) con questa rubrica, creata da MizB del blog Should Be Reading. Come funziona questa rubrica? Semplicemente rispondendo a 3 domande:

1. What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
2. What did you recently finish reading? (Quale libro hai finito di recente?)
3. What do you think you’ll read next?(Quale libro sarà la tua prossima lettura?)

Tutti possono commentare o rispondere a loro volta alle domande.
Le mie risposte di questa settimana sono:
1.   WHAT ARE YOU CURRENTLY READING? I morti viventi sono tra noi di Thomas Pilckhe e Oltre la soglia di Tito Faraci in ebook (adesso che dopo anni ho scoperto di riuscire a leggere due libri contemporaneamente senza difficoltà, ci ho preso gusto!)
2.   WHAT DID YOU RECENTLY FINISH READING? Apocalisse Z – I giorni oscuri di Manel Loureiro e Divergent di Veronica Roth
3.   WHAT DO YOU THINK YOU’LL READ NEXT? Sicuramente Kayla 6982 di Karen Sandler e magari qualcos’altro!

E voi in cosa vi cimentate questa settimana?
Passo e chiudo J

Teaser Tuesdays #7

Anche l’appuntamento fisso del Martedì (come quello del Mercoledì) è stato creato da MizB di Should Be Reading.

Le regole di questa simpatica rubrica sono semplicissime:
Prendere il libro che state leggendo
Aprirlo a caso in una pagina
Scrivere un estratto di quella pagina (facendo attenzione a non spoilerare)
Terminare aggiungendo titolo e autore

Io per scelta aprirò il libro solo nelle pagine precedenti il segnalibro… per non incappare in rivelazioni importanti e rovinarmi la lettura.

Sì, lo so! Sono in ritardo perchè martedì è finito da 5 minuti, ma è davvero un periodo frenetico, quindi eccomi qui con il Teaser del quasi martedì ;P 
Questa settimana sono alle prese con:
I morti viventi sono tra noi di Thomas Plischke e l’estratto  che voglio condividere con voi si trova a pagina 9
“Era morta.
A meno che non fosse imprigionata in un incubo i cui avvenimenti si prolungavano, almeno secondo le sue sensazioni, per diversi giorni. No, fino a quel momento gli incubi avevano smesso di essere spaventosi appena si era resa conto di sognare. Questo era diverso.
Era morta.
Si premette l’indice sulle vene del polso. Niente, nemmeno un lieve palpito.
Si mise due dita sul collo. Niente.
Si posò la mano tra i seni. Ancora niente.
Era morta.”


Hehehe! Anche questa settimana non c’è verso di fraintendere il tipo di lettura, ma con l’avvicinarsi di Halloween non riesco a rinunciare agli zombie XD.
Che dite, vi ispira?
A presto J

martedì 9 ottobre 2012

Recensione di Divergent di Veronica Roth

Editore De Agostini (versione e-book)
Pagine 321
Euro 8,90
TRAMA:
La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sincerità, altruismo, coraggio, concordia e sapienza. Il momento cruciale nella vita dei cittadini è il Giorno della Scelta, che cade allo scoccare del 16° compleanno: ogni giovane sceglie a quale fazione votare il proprio futuro. Ora tocca a Beatrice, e la sua scelta non solo sorprenderà tutti, ma segnerà per sempre il suo destino. Nella fase iniziale altamente competitiva, la protagonista rinominando se stessa (Tris), lotta per determinare chi sono realmente i suoi amici, interrogandosi se la sua storia d'amore possa adattarsi alla vita che ha scelto.
Catapultata in un mondo duro e violento Beatrice scoprirà le crepe di una società che è tutto tranne che perfetta. Una società che la vorrebbe morta se scoprisse il suo segreto... Perché Beatrice non è una ragazza qualunque, lei è una divergente. Una diversa.

Incredibile, ma vero, oggi vi parlo di un altro libro che mi ha conquistata! A quanto pare sto passando un momento in cui le mie scelte di lettura sono fortunate: quindi anche oggi nessuna delusione.
Divergent è il primo libro di una trilogia distopica (e speriamo che per il seguito non ci faccia attendere per secoli!) a cui non manca nessuno degli ingrediente fondamentali di un buon distopico: società controllata super-rigidamente, protagonista adolescente e primi cedimenti nella schema perfetto delle cose!
Ma a parte la ricetta di base, Divergent riesce comunque a trovare la sua originalità nel mondo dei distopici che si sta ingrandendo un po’ per volta.
Ho letto tantissime recensioni prima di comprarlo ed erano di due tipi: deluse nelle aspettative o entusiaste! Bianco o nero.
Io appartengo alla schiera entusiasta, anche se mi sarebbe piaciuto avere qualche informazione in più su ciò che ha preceduto la creazione delle cinque fazioni; gli accenni al passato sono pochi o quasi inesistenti (una ruota panoramica, una giostra e poco altro), quasi come se il mondo fosse sempre stato così... ma il mondo creato dalla Roth mi ha rapita talmente in fretta da non averci più pensato fino alla fine del libro!
Beatrice (che personalmente penso abbia un nome bellissimo) è un’adolescente che all’inizio del romanzo si trova a dover affrontare la scelta che deciderà il tipo di vita che condurrà in futuro: deve decidere a quale fazione appartenere. Lei è nata tra gli Abneganti, la fazione più grigia di tutte, in cui ogni individuo deve pensare prima agli altri, cercando di dimenticare sé stesso: altruismo sopra ogni cosa è la filosofia degli Abneganti… ma da subito l’autrice ci fa vedere che per la protagonista è piuttosto difficile sottostare alle rigide regole che governano la vita sua e della sua famiglia: persino il divieto di guardarsi allo specchio, in quanto la vanità è un’altra forma di egoismo, le risulta difficile da rispettare.
Ma il problema arriva il giorno del test che stabilisce le sue attitudini dominanti per rivelarle quale delle cinque fazioni le risulta più congeniale: Beatrice non mostra una sola tendenza come la maggior parte dei suoi compagni, bensì tre e questo fa di lei una divergente… condizione che, se rivelata, potrebbe costarle la vita. Alla fine deciderà di lasciare la propria famiglia per andare nella fazione degli Intrepidi dove la qualità dominante è il coraggio, anche se dovrà presto scendere a patti col fatto che non tutti intendono il coraggio allo stesso modo: l’addestramento per entrare ufficialmente negli Intrepidi sarà durissimo e crudele, al limite del sadismo, ma tirerà fuori lati di Beatrice (che già il primo giorno si farà ribattezzare Tris) che neanche lei sapeva di avere.
Intorno alla protagonista ruotano svariati personaggi, alcuni amici e altri ostili e la difficoltà maggiore sarà il decidere di chi fidarsi. Tutti i suoi compagni di addestramento sono sufficientemente caratterizzati da non far fare confusione al lettore: ci saranno altri transfazione come lei (ragazzi e ragazze che hanno abbandonato la fazione di provenienza), ma anche compagni nati tra gli Intrepidi e molti di entrambe le parti sono convinti che Tris sia inferiore per il solo fatto di essere originaria degli Abneganti… dimostrare a tutti di essere all’altezza sarà un’ulteriore sfida da superare per lei!
Ma oltre ai compagni ci sono anche gli istruttori: Eric e Quattro, il diavolo e l’acqua santa? Quasi, anche se non in maniera così evidente, almeno all’inizio.
Quattro è stato il mio personaggio preferito: bello il suo modo di essere, bella la sua storia e bellissimo il rapporto che si crea con Tris… niente di melenso o sdolcinato, ma un percorso fatto di piccoli passi. Una delle poche cose che mi ha fatto innervosire in questo romanzo è l’eccessiva ottusità di Tris che sembra non voler capire tutti i segnali che gli arrivano dal suo istruttore: a volte è talmente prevenuta che non riesce a vedere nemmeno le cose più evidenti, fraintendendo gesti e parole di Quattro che per il lettore sono chiari come il sole, tanto da farmi chiedere “ma ci sei, o ci fai?”. Probabilmente la sua fazione di origine ha la colpa più grossa, ma la Roth avrebbe potuto fare una protagonista un filino più sveglia in campo sentimentale!
Ennesimo dettaglio che mi è piaciuto è che molti dei personaggi che si incontrano nel corso della narrazione hanno da svelare molto più di quanto mostrano in pubblico, quindi non si è mai sicuri di chi si ha “davanti”: quella che mi ha colpita maggiormente è la madre di Tris.
Ma tornando al mondo distopico in cui si svolgono le vicende narrate, la divisione in cinque fazioni in cui predomina una sola qualità è davvero interessante. Divergent permette al lettore di conoscere nel dettaglio il modo i vivere degli Abneganti e ancora più approfonditamente la fazione degli Intrepidi, mentre le altre fazioni sono solo accennate. Non vedo l’ora di leggere il seguito per scoprire come l’autrice se le sia immaginata: i Candidi (che dicono sempre quello che pensano), gli Eruditi (che dedicano la loro vita agli studi) e i Pacifici… voi non vi siete chiesti in quale fazione avreste preferito vivere? Io sì e di una cosa sono sicura: Abneganti e Intrepidi di certo non sarebbero stati la mia scelta, per le altre invece aspetto di pronunciarmi in seguito, perché sono sicura che anche quelle all’apparenza più positive, nascondano i loro scheletri nell’armadio (e un accenno di ciò viene dato da Christina, la compagna ec-Candida di Tris… ma io non svelo niente!). In questo primo capitolo diventa presto chiaro che qualcosa nella perfetta struttura del mondo di Tris comincia a fare acqua da tutte le parti e la falla si fa sempre più grande, finché alla fine cederà la diga, sconvolgendo la vita di tanti: la morale dietro a tutto ciò è chiarissima… le fazioni non avrebbero mai potuto mantenere la pace in eterno, perché noi umani non possiamo essere solo altruisti, solo coraggiosi, solo eruditi o solo qualsiasi altra cosa, perché il troppo stroppia in qualsiasi campo e prima o poi la crudeltà, il desiderio di controllo e potere e l’ambizione troveranno terreno fertile in qualcuno e una volta piantati i loro semi, non ci sarà modo di fermarne la crescita.
Ma mi rendo conto che mi sto facendo prendere dall’entusiasmo, sproloquiando liberamente. Quindi ricapitoliamo: amicizie e rivalità ci sono; adrenalina c’è; amore c’è; colpi di scena ci sono; protagonista con gli attributi c’è; storia coinvolgente c’è; mondo distopico originale c’è, totale assenza di noia c’è… quindi cosa manca a questo libro? Niente, solo il seguito!
Non ho bisogno di dire che lo consiglio caldamente a tutti gli appassionati del genere… e se poi non vi piace, significa che appartenete alla “fazione” opposta alla mia, ma è un rischio che posso correre XD.
E ora non vi stresso più e mi metto ad aspettare Insurgent.
Passo e chiudo J
VOTO: 

Questa recensione partecipa alla Hogwarts Reading Challenge del blog Reading is Believing.

lunedì 8 ottobre 2012

Wish List #21

Questa volta la Wish List è dedicata alle pubblicazioni  Rizzoli tutte disponibili nelle libreria nel mese di Ottobre 2012

IL BRACCIALETTO DELLA FELICITÀ di Melissa Hill
Dopo il successo straordinario di Un regalo da Tiffany, da
una delle autrici al femminile più lette nel mondo.
Pagine 418
Euro 15,00
TRAMA:
Holly ha un negozio di abiti vintage, un figlio di dieci anni che adora, una misteriosa fata madrina che in ogni momento cruciale della sua vita le fa avere un charm da aggiungere al suo braccialetto. Greg è un broker in carriera e ha una fidanzata perfetta che lo vuole sposare, ma decide di abbandonare Wall
Street per dedicarsi alla sua vera passione: la fotografia. Holly e Greg non si conoscono e non hanno niente in comune. Ci vorrà la magia di New York, un po’ di fortuna e un altro braccialetto della felicità per farli incontrare. Perché l’amore è un’imprevedibile svolta del destino. E il regalo più bello è quello che ti fa incontrare l’amore della tua vita.
L’autrice
MELISSA HILL, irlandese, vive a Dublino con il marito e la figlia. È l’autrice di 10 bestseller tradotti in ventitré lingue, tra cui Un regalo da Tiffany (Newton Compton 2011), vero e proprio fenomeno editoriale che è rimasto per 8 settimane al primo posto assoluto della classifica dei libri più venduti e 6 mesi nella Top Ten.
Hanno detto del romanzo
“Una lettura meravigliosamente leggera, con una spruzzata di mistero.”
Marie Claire
“Una volta aperto, non riuscirete a staccarvene fino alla fine.”
Sunday Independent

GATTI, MERLETTI E CHICCHI DI CAFFÈ di Anjali Banerjee
Un negozio vintage, un piccolo grande sogno, una scoperta inattesa: una storia dolce e sorprendente per far sorridere il cuore.
Pagine 260
Euro 16,50
TRAMA:
Lily Byrne, vedova da poco, decide di lasciare Seattle e di cercare la pace nella vicina Shelter Island. La pittoresca cittadina di Fairport, con i suoi cottage vittoriani, dovrebbe essere il luogo ideale per realizzare il suo sogno di sempre: aprire una boutique di abiti vintage e sprofondare in mezzo a
sete, merletti, organza e chiffon. Ma un grosso gatto bianco che entra nel suo negozio e affila le unghie in un abito da sposa di Versace porta lo scompiglio nella sua vita tranquilla. E lo scompiglio non fa che aumentare quando, per ritrovare il suo proprietario, Lily è costretta a uscire dal suo guscio e a frequentare i nuovi concittadini, tra cui una brillante ragazzina e suo padre: un affascinante dongiovanni che di mestiere fa il veterinario... Così, grazie a un gatto bianco, alla passione per gli abiti vintage e a un magico chicco di caffè, Lily scopre che la felicità e l’amore sono di nuovo a portata di mano.
L’autrice
ANJALI BANERJEE, nata in India, è cresciuta in Canada e poi in America. Ha scritto diversi romanzi per adulti e per ragazzi. Nel 2011 Rizzoli ha tradotto La libreria dei nuovi inizi ora disponibile in Bur.

COLPA DELLE STELLE di John Green
Il nuovo bestseller dell’autore di Cercando Alaska: l’incontro, l’amore e l’addio di due ragazzi toccati da un destino amarissimo.
Pagine 360
Euro 16,00
TRAMA:
Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i
miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi i cui pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.
L’autore
JOHN GREEN è nato nel 1977 a Indianapolis, dove è tornato a vivere dopo anni trascorsi tra la Florida, l’Alabama e l’Illinois. Rizzoli ha pubblicato tutti i suoi romanzi: Cercando Alaska, vincitore del Michael Printz Award, Teorema Katherine e Città di carta.
Hanno detto del romanzo
“Una miscela di malinconia e dolcezza, un romanzo al tempo stesso filosofico e divertente. Green mette in scena il vero amore… ed è più romantico di un tramonto sulla spiaggia.”
New York Times
Curiosità:
Colpa delle stelle, che ha debuttato direttamente al primo posto della classifica del New York Times, dove è rimasto per nove settimane consecutive, è stato venduto in 30 Paesi. I diritti cinematografici del libro sono stati acquisiti da Fox.


Tre titoli molto interessanti, per spezzare un po' tra uno Zombie-book e un distopico!
Voi che ne dite?
A presto :)

domenica 7 ottobre 2012

From Cover To Cover #5

From Cover To Cover è la rubrica a scadenza settimanale (postata di domenica) che ho ideato per soddisfare il mio amore per l’arte delle copertine di libri.

Nuovo appuntamento settimanale dedicato alle copertine dei libri che voglio dividere con voi. L’accoppiata di questa settimana è composta da due romanzi per ora inediti in Italia appartenenti uno al filone VAMPIRI e l’altro al filone STREGHE.

Darkness before dawn di J. A. London (Maggio 2012) è il primo libro della trilogia omonima, di cui ancora non ho trovato traccia in Italia (anzi se qualcuno sa qualcosa di più fatemelo sapere) in cui tornano i vampiri cattivi e l’amore impossibile tra uno di loro e un’umana. La cover mi ricorda molto quelle della saga di Fallen quindi non poteva non piacermi!
TRADUZIONE DELLA TRAMA:
Solo la luce del sole può salvarci. Abbiamo costruito il muro per tenerli fuori, per tenere noi stessi al sicuro. Ma sembra anche che ci tenga prigionieri, intrappolati in quello che resta della nostra città, con la paura della notte. Dopo la morte dei miei genitori, aspetta a me – come il più recente delegato dell’umanità – fare accordi col nostro supremo signore vampiro. Pensavo di essere pronto. Pensavo di sapere tutto ciò che c’era da sapere sui mostri. Ma niente avrebbe potuto prepararmi per Lord Valentine . . . o suo figlio. Forse non tutti i vampiri sono assassini. Forse è sicuro lasciarne uno all’interno. Solo una cosa è sicura: il muro non è abbastanza. Una guerra sta arrivando e noi non ci possiamo nascondere per sempre.
Voto Goodreads: 4

Something Wicked di C.J. Baker (Marzo 2010) ha di certo una cover d’impatto con una foto in bianco e nero in cui vengono evidenziati solo i dettagli rossi (unghie, bocca, mela).
TRADUZIONE DELLA TRAMA:
Maddie Wisdom discende da una lunga stirpe di streghe, che sono sia famose che temute nella piccola città di Mercy Crossing. Una serie di omicidi ha recentemente scioccato la città e le dita si stanno puntando alle streghe. Con l’aiuto di Will Harper, nuovo arrivato in città, Maddie dovrà combattere la propria magia e trovare l’assassino.
Voto Goodreads: 3 e ½



Cover a parte, sembrano carini entrambi, ma se dovessero arrivare in Italia tutti i libri che sto scoprendo, dovrei aprire un mutuo per comprarli XD
Comunque, vi piacciono queste new entry? Tra le due cover preferisco di sicuro la seconda, quanto meno per l’originalità, perché la prima per quanto bellissima assomiglia a tante altre viste ultimamente. Come trama invece mi attira molto di più il primo.
E anche per questa domenica è tutto.
A presto J

sabato 6 ottobre 2012

Weekly Summary #6

Weekly Summary è la rubrica dal blog ispirata dalla rubrica Clock Rewinders On A Book Binge (ideata dai blog On a Book Bender   e 25 Hour Books), ma che io in realtà ho trovato sul sito Storie Dentro Storie
La rubrica verrà postata ogni Sabato (salvo imprevisti) ed è, come dice il titolo, un RIASSUNTO SETTIMANALE di quello che è successo sul mio blog e nella blogsfera. A questo,  senza uno schema fisso, si possono aggiungere new entry nella mia libreria, citazioni, film visti o canzoni sentite… insomma qualunque cosa che abbia influenzato la settimana appena trascorsa! 
SUL BLOG I LIBRI DI LO:
·         Quarto appuntamento con le Cover dei libri: sta volta una trilogia.
·         Un appuntamento diverso in cui invece di libri vi parlo di cani
·         Post per ricordarvi la partenza delle reading challenge a cui il blog partecipa
·         Questa settimana due recensioni entrambe da 4 gufetti (o sto diventando troppo buona nei giudizi o è un periodo particolarmente fortunato!): La villa degli aranci fioriti di Juliet Hall e Apocalisse Z – I giorni oscuri di Manel Loureiro
·         Nuovi appuntamenti con le rubriche fisse Teaser Tuesdays #6 e WWW... Wednesdays #9
·         L’ultima anteprima della Sperling con la Wish List #19 e con la Wish List #20 l’ultimo capitolo della saga Black Moon di Keri Arthur
ALTROVE NELLA BLOGSFERA:
Questa settimana è dedicata esclusivamente ai libri che sto ancora decidendo se leggere o meno e alle recensioni che hanno fatto virare l'indicatore di gradimento in un senso o in un altro:
·         Morna del blog Forgotten Pages ha pubblicato la recensione di Niceville di Carsten Stroud che mi ha fatta passare dal dubbio al “sicuramente si”;
·         Stefania del blog I Miei Sogni tra le Pagine ha pubblicato una recensione di La lista dei desideri dimenticati di Robin Gold che mi ha fatta passare dal “bello voglio leggerlo” al "la solita bella idea mal sviluppata..." quindi per ora lo lascerò in stand by;
·         Radiolina del blog La Fede Librovora ha pubblicato la recensione di Chanel n.5 di Daniela Farnese  che mi ha fatto passare da  “ultimo della lista” a “perchè no?”…  un bel chick-lit fa sempre bene all'umore;
·         e infine Matteo del blog Storie Dentro Storie ha pubblicato la recensione di Bambini nel bosco di Beatrice Masini : il libro lo avevo già adocchiato e ora sale molto in alto nella lista dei futuri acquisti
NEW ENTRY:
Uffa… ancora nessun nuovo arrivo nella mia personale libreria! Devo recuperare…
CANZONE CHE MI HA ACCOMPAGNATA IN QUESTI 7 GIORNI:
At Last di Etta James... che voce ragazzi!
C’È ALTRO?
L’unica cosa che posso aggiungere (e che mi ero scordata settimana scorsa) è che per il mio compleanno ho finalmente ricevuto un vero lettore ebook (basta leggere sullo smarthphone!!!) così adesso potrò fare qualche acquisto in più ^__^

E con questo passo e chiudo J

Recensione di Apocalisse Z - I giorni oscuri di Manel Loureiro

Editore Nord
Pagine 340
Euro 16,60
TRAMA:
Sono rimasti in quattro: Viktor Pritchenko, l’indomito pilota d’elicotteri ucraino; suor Cecilia, la tenace e abile infermiera; Lucía, la bellissima e impulsiva adolescente; e lui, il giovane avvocato che ha raccontato l’Apocalisse Z su Internet. Almeno fino a quando c’è stata Internet. Adesso, mentre sorvolano la Spagna e l’Africa settentrionale, hanno la prova che la civiltà, come la conoscevano, è davvero finita. Ovunque. L’unica speranza sono le Canarie che, in base alle poche notizie disponibili, sono state risparmiate dall’epidemia che ha trasformato gli uomini in zombie. Ma, quando arrivano a Tenerife, i quattro sopravvissuti scoprono che il cosiddetto «Punto Sicuro» è in realtà un inferno: le isole sono sovraffollate; mancano cibo, acqua e soprattutto medicinali, indispensabili per l’ultimo ospedale ancora operativo. Ecco perché ai due uomini viene immediatamente ordinato di partecipare a una missione rischiosissima: recuperare le scorte di farmaci dell’Hospital La Paz di Madrid, uno dei primi Punti Sicuri a cadere sotto la pressione inarrestabile degli zombie. Il gruppo è quindi costretto a dividersi e, mentre Vicktor e l’avvocato si avventurano in una capitale spettrale e irriconoscibile, Lucía e suor Cecilia rimangono sull’isola, dove scopriranno che esistono creature ancora più pericolose dei morti: i vivi...

Ed eccomi alla fine del secondo volume di questa saga sugli zombie e una domanda nasce spontanea: MA PERCHÉ LA NORD HA SOSPESO LA PUBBLICAZIONE DEL TERZO??? E adesso?!?
Ok, ora che mi sono sfogata passiamo alle cose serie. Forse non sarà all’altezza del primo libro della serie, ma di sicuro è un altro ottimo libro sull’apocalisse.
In questo capitolo ritroviamo i 4 superstiti del primo esattamente dove li avevamo lasciati. Ho trovato molto positivo che l’autore, prima di tornare nel pieno della storia, abbia fatto un riassunto degli eventi accaduti precedentemente, come promemoria: spesso nelle serie passa un po’ di tempo tra un volume e il successivo e a me più di una volta è successo di non ricordare tutti i dettagli importanti del precedente e mi piace molto quando un autore aiuta i lettori a riprendere il filo del discorso… in questo caso in realtà non ne avevo bisogno, ma l’ho apprezzato comunque.
Altro punto a favore è che finalmente scopriamo più dettagliatamente come si è propagata l’infezione a livello mondiale nel giro di pochi giorni e che anche al batterio responsabile dell’apocalisse viene dato un nome: TSJ-Dagestan, in amicizia TSJ (non vi ricorda un po’ il T virus di Resident Evil?).
Un ulteriore espediente ideato dall’autore che mi è piaciuto è quella manciata di pagine in cui per poco vediamo gli eventi attraverso gli occhi di un infetto: siamo abituati a identificare gli zombie come mostri barcollanti sputati dall’inferno e a volte ci scordiamo che erano persone come noi, quindi perché non ricordarcelo in questo modo?
Ne “I giorni oscuri” i nostri eroi si troveranno ad affrontare nuovi problemi, ma purtroppo saranno gli uomini i nemici peggiori. Come spesso accade nella letteratura di questo genere (vedi anche Rot & Ruin di Maberry) i superstiti non sempre sono brave persone e invece di fare fronte unito davanti alla fine del mondo, si ritrovano a scannarsi gli uni con gli altri, come se non fossero già morti milioni di persone: come dice uno dei personaggi “Chi cazzo ha bisogno di un’infezione per sterminare la razza umana? Bastiamo noi da soli, grazie!”.
Purtroppo il quartetto non resterà unito a lungo e seguiremo una doppia narrazione che riguarderà Lucia da una parte (che resta sull’isola al “sicuro”), Vicktor e il nostro avvocato senza nome (a questo punto però poteva dargliene uno l’autore o_O) dall’altra, costretti a lasciare la sicurezza di Tenerife per andare a cercare medicinali con una squadra di ricerca… avete l’impressione che ho dimenticato uno dei protagonisti? Ad esempio suo Cecilia? In realtà l’ho tralasciata di proposito e se leggerete il libro, capirete presto il perché.
Le vicende dei due uomini assomigliano un po’ a quelle del primo libro: una missione praticamente senza speranza,  ordinata da altri, che li porta a Madrid dove si muovono liberamente “solo” sei milioni di non-morti. La cosa positiva è che proprio a Madrid si tornano ad incontrare le agghiaccianti immagini create da Loureiro, la cui fantasia non si è per niente esaurita: vere scene da post-apocalisse… ormai è passato quasi un anno dall’inizio della fine, ma gli orrori a cui i protagonisti si trovano davanti sono sempre diversi, tanto da rimanerne impressionati loro stessi, malgrado tutto ciò che hanno affrontato. In questa parte non manca di certo l’azione e la sensazione di essere sempre sul punto di non ritorno.
Nell’altra parte della storia, quella che si svolge sull’isola, vedremo un po’ più nel dettaglio come vivono i sopravvissuti e, dopo tutti i mesi passati, con le risorse che cominciano seriamente a scarseggiare, si affaccia sempre più prepotente la possibilità di un nuovo medioevo a cui la civiltà moderna non è certo preparata.
Ma anche Lucia avrà le sue non indifferenti difficoltà da fronteggiare, a causa di un personaggio che avevamo incontrato già nelle prime pagine, un uomo che non avrebbe dovuto salvarsi perché è più bestia degli stessi zombie. Non vi anticipo nulla perché finirei con lo svelare troppo, l’unica cosa che posso dire è che Manel Loureiro ci da dimostrazione di due cose: 1- la situazione non è mai abbastanza grave per cambiare certi animali che si aggirano tra noi (questo è un romanzo, ma purtroppo le cronache sono piene di mostri che non hanno niente a che fare con i non-morti!); 2- che basta una stupida distrazione, l’errore di un singolo per mandare al diavolo gli sforzi dei tanti! Sono riuscita a incuriosirvi un po’? Mi auguro di sì, perché per quanto la parte riguardante Vicktor e “No Name” fosse intuibile a grandi linee, quello che succede a Tenerife, mi ha proprio presa alla sprovvista.
La fine del romanzo apre ancora più porte di quante non avesse fatto il primo, con la differenza che lascia con la curiosità alle stelle: le ultime pagine prospettano probabilmente l’inizio del terzo ed ultimo volume, ma quando chiudi l’ultima pagina ti chiedi “dove sono finiti i protagonisti?”, perché scopri che non sono dove ti saresti aspettato che fossero e non sai cosa gli è successo… certo un espediente efficacissimo per portare i lettori a comprare il capitolo conclusivo!
Infatti vi devo confessare una cosa: un minuto dopo aver chiuso questo romanzo, non ho resistito alla tentazione (le cose con la Nord sembrano andare per le lunghe e non si vedono per ora spiragli di speranza di una pubblicazione a breve de “L’ira dei giusti”) e ho ordinato il libro conclusivo in spagnolo… a costo di metterci un anno a leggerlo, voglio sapere cosa succederà!
Quindi cosa dite? Secondo voi mi è piaciuto?
Ovviamente la risposta è SI. Il primo era su un gradino superiore, ma lo stile dell’autore rimane sempre efficace e brutale e non mi ha annoiato nemmeno per una pagina.
Vorrei dire che lo consiglio a tutti gli amanti del genere (cosa che ovviamente faccio), ma resta sempre da sottolineare che chi decide di affrontare questa saga deve mettere in conto che il terzo volume potrebbe non arrivare mai, o comunque non a breve.
E con questo mi pare di non aver scordato nulla, quindi passo e chiudo J

VOTO:

QUESTA RECENSIONE PARTECIPA ALLA HALLOWING READING CHALLENGE DEL BLOG STORIE DENTRO STORIE E ALLA HOGWARTS READING CHALLENGE DEL BLOG READING IS BELIEVING