martedì 3 settembre 2013

Anteprime: due nuovi titoli per la Casa Editrice Ponte delle Grazie

Per oggi ho un po’ di segnalazioni da farvi e per iniziare partirei dai due nuovi titoli della collana Scrittori della Casa Editrice delle Grazie.
Il primo è un romanzo di Juan Villoro, autore messicano molto apprezzato dalla critica, che sarà per la prima volta in Italia ospite del Festivaletteratura di Mantova dal 4 all'8 settembre.
Il secondo è un romanzo postumo dell'autore Paolo Zanotti, prematuramente scomparso lo scorso anno, ed è un romanzo d’amore e di formazione.

CHIAMATE DA AMSTERDAM
di Juan Villoro
Un amore travestito da follia,
l’ossessione di un uomo caparbiamente aggrappato
al sottile filo del rimpianto per la vita non vissuta.
La visione malinconica e distorta di un’esistenza
che può solo rifugiarsi nelle proprie illusioni per continuare a vivere.
Pagine 80
Euro 10,00
TRAMA:
Juan e Nuria sono sposati da dieci anni e all’improvviso si apre per loro la possibilità di trasferirsi ad Amsterdam. Quando ormai tutto è pronto per la partenza, però, a sconvolgere le loro vite arriva l’improvvisa notizia della malattia del padre di lei. Nuria viene riassorbita nel vortice dell’affetto filiale e, dal canto suo, Juan non sa opporsi all’inesorabile allontanamento della moglie e si lacera con i dubbi sulle vere ragioni di questa scelta. In assenza di risposte certe, Juan si trascinerà per anni nell’ossessione per la donna amata e perduta, illudendosi che anche questa sia una forma di vita. Romanzo breve colto e raffinato, Chiamate da Amsterdam narra con lucidità estrema la maniacale spietatezza di un amore sospeso, di una frustrazione che mai si sopisce, di un dolore che eternamente ritorna a condannare a una vita di rimpianto. Tra pagine scandite da un ritmo ben dosato ma inesorabile, Villoro scandaglia l’animo del suo protagonista, regalando pagine di autentica emozione.

L’autore
Scrittore e giornalista poliedrico, Juan Villoro è nato a Città del Messico nel 1956. Laureato in sociologia, è appassionato di rock e cinema, e ha un passato da diplomatico: tra il 1981 e il 1984 ha lavorato all’ambasciata messicana a Berlino Est. Collabora con prestigiose riviste e quotidiani, tra cui Internazionale e El País. Noto da anni alla critica spagnola e ispanoamericana, ha ottenuto ampio consenso dopo la pubblicazione del romanzo El testigo (2004), che gli è valso il Premio Herralde dell’Editorial Anagrama. In Italia, Salani ha pubblicato con successo il suo Il libro selvaggio.
Hanno detto del romanzo
«Un romanzo che padroneggia magistralmente l’arte del silenzio.
Come le più belle storie di Hemingway, ciò che in esso viene taciuto
è molto più importante di quel che viene detto.
Al contempo, la scrittura suggerisce risposte acute e dolorose, mai esplicite».
Revista de Lettras

IL TESTAMENTO DISNEY
di Paolo Zanotti
“Paperoga” e i ragazzi mai cresciuti del “Club Disney”
alla ricerca dell’amatissima Anna
nei nascondigli immaginari di Genova.
Un romanzo senza confronti.
Pagine 322
Euro 16,00
TRAMA:
A Genova, nei primi Duemila – o forse gli ultimi Novanta – vivacchia un gruppo di amici prossimi alla «trentennificazione»: il compimento del trentesimo anno, presagito come un’apocalisse. Si tratta in realtà di un vero e proprio Club, i cui membri s’immaginano in un mondo di finzione e si sono dati nomignoli disneyani: Eta Beta, Gastone, Paperetta, Pluto. Protagonista del libro è il loro sodale Paperoga, la cui storia fatta di lavoretti saltuari, di un padre scomparso in mare e di una madre-medium professionista viene turbata dalla riapparizione, dopo tanto tempo, di Anna-Zenobia, che lui ha amato e continua ad amare forsennatamente. Scomparsa nel nulla anni prima, mai creduta davvero morta dal nostro, Zenobia sbuca dai caruggi, viene avvistata nei panni di una zingara che ruba i bambini o intravista in brevi inquadrature di filmetti di serie C…
Il testamento Disney è in parte la storia della ricerca di Anna da parte di Paperoga e i suoi amici, in un proliferare di vicende che sfidano ogni certezza, incrinano la stessa realtà, perché Anna è della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni e come tale guizza e riluce ovunque, e ovunque è assente. Scritto in una prosa ricchissima e mutevole, capace di slanci lirici come di divagazioni ironiche sui tic e i miti della società di massa, Il testamento Disney contiene tuttavia molti altri romanzi: è una riflessione sul modo in cui le storie danno forma alla nostra identità; un’interrogazione sul vero e sul falso, e sulla loro inestricabile contaminazione; un racconto sulla caducità e sull’inarrestabile passare del tempo, a cui i protagonisti oppongono un ingenuo mito di giovinezza; ma soprattutto è una storia d’amore, una dichiarazione d’amore – alla nostra amicizia, alla nostra fantasia, alla nostra giovinezza, alla vita nonostante tutto.

L’autore
Paolo Zanotti (1971-2012) è stato scrittore e saggista. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il modo romanzesco (Laterza, 1998), Il giardino segreto e l’isola misteriosa (Le Monnier, 2001), Il gay, dove si racconta come è stata inventata l’identità omosessuale (Fazi, 2005) e Dopo il primato. La letteratura francese dal 1968 a oggi (Laterza, 2012). Ha poi pubblicato il romanzo Bambini bonsai (Ponte alle Grazie, 2010), grazie al quale critici e lettori lo hanno giudicato una delle voci più significative della sua generazione e tra le più promettenti della nuova narrativa italiana.
Hanno detto del romanzo
«Paolo Zanotti è stato un narratore di razza. Era uno scrittore sofisticato e insieme fantastico, in grado di intercettare le vibrazioni più intime, impercettibili, talora perfino tragiche e perverse dell’universo dell’infanzia, e di immetterle in una lingua di straordinaria felicità inventiva, metaforica, immaginativa».
Daniele Giglioli, Corriere della Sera


Passo e chiudo :)

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