lunedì 26 novembre 2012

Recensione di Dust & Decay di Jonathan Maberry

 Editore Delos Books
Pagine 312
Euro 14,90
TRAMA:
Sono trascorsi sei mesi dalla terribile battaglia contro Charlie Occhio-di-vetro e Motor City Hammer, nelle infestate terre di Rot & Ruin; sei mesi da quando Benny Imura e Nix hanno visto qualcosa sorvolare i cieli. Qualcosa che ha cambiato per sempre la loro vita.
Ora, dopo mesi di rigorosi allenamenti impartiti dal grande cacciatore di zombie Tom Imura, Benny e Nix sono pronti per lasciare Mountainside in cerca di un futuro migliore. Lilah, la Lost Girl, e il miglior amico di Benny, Lou Chong, andranno con loro.
Il viaggio si prospetta interessante. Ma pochi istanti dopo aver superato i cancelli del fortilizio, la città è piegata da un attacco di zombie famelici. Così, non appena mette piede in Rot & Ruin, la banda Imura è assalita da morti viventi, animali selvaggi, uomini deliranti e ciò che resta degli orrori di Gameland, dove gli adolescenti sono spinti a battersi per la propria vita in perversi giochi di sopravvivenza. E peggio che mai… può quel diavolo di Charlie Occhio-di-vetro essere ancora vivo?
A Rot & Ruin ogni cosa può ucciderti. E non tutti, nella piccola compagnia, riusciranno a sopravvivere...

Una bella zombie story mi mancava! E Jonathan Maberry è uno degli autori più capaci di creare una scenario agghiacciante talmente ben fatto da diventare reale mentre leggi: i suoi morti viventi sono talmente verosimili (per quanto lo possa essere qualcosa che non esiste… fortunatamente!) che quando leggi un suo romanzo ti sembra quasi di sentirne i lamenti.
Ma andiamo con ordine.
Dust & Decay è il secondo volume di una quadrilogia che ha come protagonista Benny Imura, di cui il primo titolo Rot & Ruin (letto prima di aprire il blog) avrebbe meritato il voto pieno: storia, personaggi, ambientazione, zombie mi avevano totalmente conquistata. Quindi mi sono avvicinata a questo seguito piena di entusiasmo.
Lo stile dello scrittore è rimasto efficace e coinvolgente anche in questo secondo titolo, creando immagini ancora più crude che nel primo capitolo: il numero di zombie affrontati è sempre maggiore e non tutti saranno putrescenti, lenti e claudicanti, aumentando l’adrenalina in circolo. Spesso mi sono ritrovata col fiato sospeso credendo che tutto fosse perduto…
I personaggi che già avevo imparato ad amare nel primo libro ritornano ancora più approfonditi di prima: Benny Imura che aspira a diventare come suo fratello e che scoprirà dentro di sé un coraggio sempre maggiore; Nix la ragazzina spensierata di cui Benny è innamorato, che diventa una giovane donna in cerca di vendetta per la morte della madre; Lilah, la Lost Girl, cresciuta e vissuta per anni da sola in una caverna, abituata a pensare solo a se stessa, rivelerà un’anima umana sotto la corazza di freddezza ed efficienza che indossa da sempre; Chong, amico di infanzia di Benny e Nix, l’intellettuale del gruppo che scoprirà molto presto che tutta la sua conoscenza non serve a molto nel mondo di Ruin, dove tutto vuole ucciderti; e infine Tom Imura, il grande eroe, il leggendario cacciatore di zombie che esegue chiusure (la morte definitiva di un non morto) misericordiose sarà un guerriero ancora migliore del precedente volume. Questi sono i protagonisti che si avventureranno in un viaggio al di fuori dalla sicurezza (relativa) delle recinzioni di Mountainside.
E non saranno gli unici personaggi: non posso elencarli tutti perché i nuovi personaggi sono davvero molti (alcuni solo accennati), ma ho davvero apprezzato la varietà che Maberry ha messo insieme. I buoni sono davvero pittoreschi e i cattivi sono davvero spaventosi, uno in particolare mi ha fatto pensare un po’ a Terminator (verso la fine mi sono chiesta se sarebbero riusciti a scamparla senza una pressa in cui infilarlo). E anche i personaggi ombra (quelli che in un film chiameremmo comparse) riservano delle sorprese: nel mondo di Ruin non sempre tutto e tutti sono come sembrano a un primo sguardo!
MA (lo stavate aspettando vero?) non tutto mi ha convinta completamente.
Il grande Tom, in questo volume diventa talmente un guerriero perfetto che comincia ad assomigliare ad un leggendario samurai invincibile e immortale, con la velocità di un vampiro e l’invisibilità di un fantasma: quando non bastano le sue capacità sovrumane a salvargli la pelle, ci si mettono le botte di culo fortuna! Diventa quasi irritante: possibile che tutti rischiano la pelle ad ogni passo e per lui invece sembra una passeggiata? Ma ci può stare, anche perché alla fine riscopriamo la sua natura umana… e di certo non vi racconto come!
E poi ritorna di nuovo la questione di Gameland, che ovviamene è stata riaperta e che è ancora peggio della versione precedente: il nuovo “paese dei balocchi” è ancora più violento, crudo e soprattutto ben organizzato del precedente… e quando scoprirete dov’è e chi ne fa parte sono sicura che vi cadrà la mascella come è successo a me! Però mi chiedo: di nuovo??? Ancora bambini buttati nell’arena a combattere con gli zombie e ancora il tentativo di debellare questo schifo… in alcuni momenti ho avuto una sensazione di dejavù che non mi ha fatto fare i salti dalla gioia (non so se mi spiego). Diciamo che per questo secondo capitolo mi sarei aspettata qualcosa di più originale che un’evoluzione dello stesso problema incontrato nel primo.
Ovviamente l’autore ha gettato un sacco di semi lungo il romanzo che sicuramente germoglieranno nei prossimi due volumi: ci sono cose che stanno cambiando nel mondo di Ruin, cose che si muovono, si evolvono, rendendo il futuro meno prevedibile di quanto si pensava, e che non vedo l’ora di scoprire. Con tutta questa carne al fuoco dubito fortemente di ritrovare Gameland nei prossimi capitoli (come sapete, odio spoilerare quindi non vi anticipo nulla).
Comunque, i difetti che ho trovato a questo romanzo, non l’hanno reso una lettura meno coinvolgente (fatto sta che ha finito col monopolizzare la mia attenzione, tralasciando momentaneamente le altre letture) e non mancano colpi di scena da bocca aperta. Persino nelle ultime pagine, quando finalmente stavo per rilassarmi, l’autore ha scelto di dare il colpo di grazia: ci sarà una perdita (sì, lo ammetto, per un attimo avevo pensato che un romanzo di questo genere senza perdite importanti – morti tante, ma nessuna veramente sentita – perdesse di credibilità)… la più improvvisa e inaspettata possibile, che mi ha lasciata senza parole e con l’amaro in bocca.
L’ultimissima pagina, quella che chiude questo capitolo della saga, lascia con una terribile voglia di avere subito in mano il seguito… speriamo non si faccia aspettare troppo.
Quindi questo equilibrato mix tra pregi e difetti mi impedisce di dare a questo titolo il voto alto che speravo: inizialmente avrei optato per tre soli gufi, ma ho deciso di aggiungerne ancora mezzo perché le capacità di Jonathan Maberry sono davvero notevoli e aspetto con ansia di ritrovare il mondo di Ruin.
E con questo ho davvero detto tutto.
Passo e chiudo J

La serie di Benny Imura:
1.     Rot & Ruin
2.     Dust & Decay
3.     Flesh & Bone
4.     Fire & Ash

VOTO:

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6 commenti:

  1. Devo ancora leggere il primo!!!!che indietro che sono! :(

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    1. Io te lo consiglio proprio! Rot & Ruin è il secondo più bello di questo genere che ho letto nell'ultimo anno :)

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  2. Hi hi hi, su "Rot and Ruin" ci troviamo un po' in disaccordo, vedo, visto che io non l'ho amato assolutamente (per usare un eufemismo!!) XD Se in "Dust and Decay" si torna di nuovo a parlare di Gameland, e si procede con lo stesso stile e gli stessi identici personaggi... No no, penso che eviterò! ;) Però magari mi piacerebbe provare "Patient Zero", sempre di Maberry! ^^

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    1. Avevo notato dalla tua recensione di Rot & Ruin che non eravamo troppo d'accordo sul voto XD
      Patient zero l'ho guardato più volte, ma la trama non è mai riuscita a convincermi fino in fondo... vedremo!

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