giovedì 6 settembre 2012

Recensione di Radiant Shadows - Sublime Oscurità di Melissa Marr

Editore Fazi
Pagine 315
Euro 18,50
TRAMA:
Per metà umana e per metà essere fatato, Ani è guidata dai propri appetiti. Ma sono gli stessi che guidano anche nemici potenti e deboli alleati, come Devlin che è stato modellato per essere un assassino ed è il fratello della Regina dell'Alta Corte, fredda e calcolatrice, nonché della gemella di lei, confusionaria e personificazione della guerra. Devlin però vuole salvare Ani dalle sue sorelle, sapendo che, se fallisce, sarà lui lo strumento con cui la ragazza verrà uccisa. Ani, da parte sua, non è tipo da lasciarsi controllare mentre altri lottano a causa sua: ha abbastanza coraggio da proteggere se stessa e alterare i piani di Devlin. I due sono indissolubilmente legati da un destino che li rende allo stesso tempo minaccia e protezione l'uno per l'altra. Ma nel momento in cui la loro vicinanza diventa più stretta, un inganno ancora maggiore si prepara a mettere in pericolo il mondo fatato. Il prezzo da pagare perché si salvi sarà dunque la loro separazione?

Considerando che ho acquistato questo libro non appena è arrivato nelle librerie… era davvero tanto tempo che ne rimandavo la lettura, anteponendogli in continuazione qualche novità che mi ispirava maggiormente.
È strano perché la serie della Marr sulle avventure del piccolo popolo mi aveva conquistata, malgrado, come ho già detto in più di un’occasione, il mondo fatato non sia ai primi posti nelle mie preferenze. Le avventure dell’umana Aislinn, scelta dal re dell’estate Keenan, per diventare regina accanto a lui mi erano particolarmente piaciute: tutti i personaggi creati dall’autrice erano molto ben caratterizzati e originali e lo svolgimento dei fatti decisamente scorrevole e coinvolgente.
La serie di Melissa Marr sul popolo fatato è composta di 5 volumi:
·         Wicked & Lovely
·         Ink Exchange
·         Fragile Eternity
·         Radiant Shadows
·         Darkest Mercy (in arrivo il 28 Settembre 2012!!!)
Quello che ho appena terminato è appunto il 4° e penultimo volume.
Come dicevo prima le vicende di Aislinn e Keenan mi piacciono molto, ma non tutti i libri della serie parlano di loro: il secondo e il quarto si concentrano su alti personaggi, quindi praticamente si alternano la storia principale e due sottostorie. Tutto ovviamente si intreccia e per quanto marginale in questo volume il regno dell’estate è comunque nominato… posso solo immaginare che nell’ultimo volume convergeranno tutti gli eventi narrati nei 4 capitoli pubblicati finora.
I miei preferiti rimangono sempre il primo e il terzo libro, ma anche gli altri due sono ben sviluppati: Melissa Marr ha secondo me un gran talento narrativo, che le ha permesso di creare storie originali in un mondo già molto sfruttato.
Una cosa che apprezzo in particolare è la giusta proporzione tra il nostro mondo e l’altro mondo (troppo regno fatato mi annoia).
Quindi dopo aver elogiato l’autrice e la serie in generale, passiamo al libro oggetto di recensione!
Sarà il fatto che non si trattava della storia principale o che era davvero troppo tempo che avevo lasciato questa saga, ma nelle prime pagine ho fatto davvero fatica a “riambientarmi” e continuavo a rileggere brani delle pagine precedenti per tenere il filo.
È anche vero che non ho preso in mano questo romanzo per la voglia di leggerlo, ma perché ho in stand by troppi libri che continuo a rimandare e mi ero imposta di leggerne almeno uno: sicuramente non è lo spirito giusto con cui avvicinarsi a una nuova storia!
Perciò, dovete perdonarmi se non sono riuscita ad entusiasmarmi come per i volumi precedenti.
Ho letto la storia con pigrizia continuando a guardare quante pagine mi mancavano per arrivare alla fine e non sono riuscita ad emozionarmi.
Obiettivamente il romanzo è ben scritto, i personaggi sono molto particolari e ci sono tanti retroscena da scoprire pagina dopo pagina. C’è la storia d’amore, ci sono battaglie e fughe, ci sono ritorni di personaggi già conosciuti e un personaggio nuovo che mi è piaciuto più di tutti (Rae, una ragazza fantasma capace di entrare nei sogni). Ci saranno cambiamenti importanti nell’equilibrio del mondo fatato e un’anticipazione di quello che sarà l’evento principale dell’ultimo volume. Quindi non manca proprio niente per rendere questo libro un buon componente della saga.
L’unica cosa che mancava era il mio coinvolgimento, fatto che mi porta ad assegnare un voto medio a questo titolo: mi è già capitato in passato di iniziare un libro malvolentieri, ma spesso mi sono ritrovata a divorarlo con entusiasmo, pentendomi di non averlo letto prima. Radiant Shadows purtroppo non è riuscito a sfondare l’apatia iniziale e onestamente non sono ancora sicura del perché. Quindi vi lascio col proposito di rileggerlo in un momento migliore per scoprire se avrà un effetto differente.
Una cosa che non posso mancare di dirvi è che chi segue questa saga deve necessariamente leggere questo volume, perché sono sicura che gli eventi narrati influenzeranno anche il libro conclusivo, di cui sono malgrado tutto in attesa, perché so che ci ritroverò i miei personaggi preferiti!
A presto J

VOTO:

martedì 4 settembre 2012

Teaser Tuesdays #2

Rieccoci anche questa settimana con l’appuntamento fisso del Martedì che, come quello del Mercoledì, è stato creato da MizB di Should Be Reading.

Le regole di questa simpatica rubrica sono semplicissime:
Prendere il libro che state leggendo
Aprirlo a caso in una pagina
Scrivere un estratto di quella pagina (facendo attenzione a non spoilerare)
Terminare aggiungendo titolo e autore

Io per scelta aprirò il libro solo nelle pagine precedenti il segnalibro… per non incappare in rivelazioni importanti e rovinarmi la lettura.

Questa settimana sono alle prese con:
IL CIRCOLO DELLE GIOVANI VEDOVE di Jill Sooley… non vi anticipo nulla sul libro, solo a lettura finita esaminerò quello che mi ha lasciato. Quindi ecco l’estratto di pagina 145:
“Non mi sento in colpa come dovrei per quello che ho confessato a Georgia, perché le ho semplicemente detto la verità, cosa piuttosto rara per me in questi giorni. Sono in attesa delle conseguenze, ma non accade niente. Nessuno mi maledice o mi schernisce quando cammino per strada o lungo la spiaggia. Al contrario, la gente continua a guardarmi con compassione, e sono quasi delusa di non essere ancora stata smascherata.”



E voi con cosa vi cimentate? Lasciate il vostro teaser se vi va!
A presto J

Recensione de "Il rifugio dei cuori solitari" di Lucy Dillon

Editore Garzanti
Pagine 488
Euro 9,90
TRAMA:
Seduta di fronte all'antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell'anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie. Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l'altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell'eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l'amico prediletto. Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l'ha preparata al faticoso lavoro in campagna. Tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell'ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l'ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato…

Ho due grandi amori nella vita: i libri ovviamente e il mio ormai vecchio e bisbetico compagno a 4 zampe.
Quindi, come speravo succedesse quando ho letto la trama di questo romanzo la prima volta, mi sono emozionata tantissimo leggendo “Il rifugio dei cuori solitari”.
Sulla scia del successo di Io & Marley tanti scrittori hanno deciso di tentare la strada del cuore dei lettori parlando di cani o gatti… ma non tutti hanno raggiunto l’obiettivo. Lucy Dillon è stata eccezionale!
Io e il mio vecchio bimbo, Indo
Fin da piccola ho sempre desiderato avere un cane (come la maggior parte dei bambini), ma non potevo averlo perché vivevamo in appartamento…  una volta adulta e indipendente ho finalmente realizzato questo desiderio con il mio scontroso lupo, che malgrado un carattere permalosetto, è stato ed è tuttora l’amico migliore che potessi desiderare negli ultimi 11 anni.
E questo è solo un accenno della mia storia… ma è inevitabile ritrovare qualcosa di sé nel libro della Dillon.
Il rifugio dei cuori solitari che da il titolo alla versione italiana del romanzo non è solo un rifugio per cani abbandonati… Solitari sono anche i cuori di coloro che si lasciano conquistare da quei musetti pelosi in cerca di una casa e di una famiglia.
Il libro è piuttosto corposo… sono quasi 500 pagine, ma le ho lette con una facilità inaspettata.
Il personaggio principale, Rachel, riceve in eredità una casa con annesso un rifugio per cani e tutti i suoi ospiti, nonché Gem, il fedele amico del cuore della defunta zia Dot: al principio per lei è solo un problema da aggiungere a tutti quelli che porta con sé da Londra… ma scoprirà presto che l’esperienza può far cambiare idea su tante cose e soprattutto sulle persone.
La storia di Rachel non è certo l’unica narrata: intorno a lei si muovono tanti personaggi, uno più bello dell’altro, tutti con i loro problemi personali, e tutti scopriranno quanto un cane sia in grado di cambiare la vita delle persone, anche e soprattutto di quelle che non sapevano di cercare un compagno a 4 zampe.
Conosceremo  Zoe, madre di due bambini ed ex-moglie di un uomo egoista e perfido, alle prese con un cucciolo di labrador non desiderato; Natalie e Johnny, una copia di sposi frustrati dagli infruttuosi tentativi di avere un figlio che prenderanno in affidamento un bassethound tanto indisciplinato, quanto dolce; Bill, il medico del paese scapolo incallito che si farà conquistare da un’elegante femmina di nome Lulù e non solo da lei; Ted e Frieda una copia di anziani legata al ricordo del loro perfetto amico canino ormai defunto; e poi George il veterinario del posto abituato alla sua vita fatta di solo lavoro. E altri ancora.
Le vite di tutti si incroceranno grazie al rifugio di Four Oaks e di Rachel, creando amori e amicizie e il carburante di questo complesso macchinario di relazioni interpersonali saranno sempre i cani. Persino i personaggi privi di parola avranno tanto da dire attraverso la penna di Lucy Dillon e ciascuno di loro sarà caratterizzato tanto quanto le persone. Per un motivo o per un altro tutti i protagonisti troveranno nell’orfanatrofio canino un punto di riferimento: quello che verrà a crearsi e che diventerà sempre più grande è un microcosmo di persone legate dall’amore per i cani… un piccolo mondo elitario di cui ho desiderato far parte fin dalla prima pagina. L’immagine che l’autrice da delle persone a 6 gambe (due umane e quattro canine) è di persone che, anche senza conoscersi, si riconoscono appartenenti alla stessa razza: un po’ come i motociclisti che si salutano incrociandosi sulle strade solo per il fatto di avere due ruote sotto il sedere, anche i padroni di cani si sorridono e si scambiano sguardi e saluti incrociandosi al parco… è una rappresentazione davvero bella.
È stata una delle letture più piacevoli di questa estate: mi ha divertita, commossa e toccata nel profondo. Non so se è solo una reazione da amante degli animali… ma ne dubito!
Credo che il talento di Lucy Dillon nel raccontare storie e persone riesca a raggiungere chiunque abbia un cuore che batte. Quindi questo libro lo consiglio a tutti coloro che cercano una lettura ricca di umanità e sensibilità, una lettura che parli di speranza per il futuro, di seconde occasioni e di rinascite.
Assolutamente voto massimo.

VOTO:

lunedì 3 settembre 2012

I Love Shopping #9

Agosto è finito! E con lui il mio fioretto libresco! Le new entry sono più del previsto perché oltre a due economici acquisti per riprendere l’abitudine con calma, ho avuto anche la piacevole sorpresa di ricevere il pacco dell’Euroclub.
Ma andiamo con ordine.
Gli acquisti fatti oggi sono un libro di cui non mi ho mai sentito parlare e che mi ha incuriosito per la trama e un seguito che aspettavo per fortuna non da molto.
IL CIRCOLO DELLE GIOVANI VEDOVE di Jill Sooley
Editore Giunti
Pagine 320
Euro  14,90
TRAMA:
Prissy Montgomery non ha esattamente un matrimonio scoppiettante. Da mesi infatti tutte le sue forze sono concentrate per evitare rapporti sessuali con suo marito. Nessuna ragione precisa, è solo che da un po’ di tempo non può fare a meno di vedere Howie attraverso una lente deformante che le rende fastidioso persino il modo in cui mastica. Figuriamoci il resto! Così, tra un raffreddore stagionale e un’infezione particolarmente tenace, finora se l’è cavata più che bene. Ma questa sera sembra proprio inevitabile: Howie l’attende al varco per parlare e... chissà cos’altro. Al rientro dal lavoro, però, pare tutt’altro che intenzionato a passare una serata romantica. E quando pronuncia la parola “divorzio”, lei rimane letteralmente di stucco. Comincia da qui l’esilarante avventura della giovane Prissy che, nel tentativo di voltare pagina, torna nel paese in cui è cresciuta, dove ritrova le due amiche d’infanzia, entrambe – nemmeno a farlo apposta – vedove da pochissimo. E cosa c’è di meglio che unire le forze in tempi difficili? E magari far fruttare in qualche modo una vera o presunta “vedovanza”? Prissy, Lottie e Georgia – insieme alla terribile mamma di Prissy – sono le irresistibili eroine di questo romanzo, battagliere nonostante tutto e cattivelle quanto basta, ma con il cuore spalancato sulla vita. Si ride fino alle lacrime, si piange col sorriso, si fa il tifo. Una commedia che mette istantaneamente di buon umore.

TOMORROW – LA RINASCITA di Sophie Littlefield
Editore Harlequin Mondadori
Euro 5,90
TRAMA:
La civiltà è scomparsa, la California è infestata dagli zombie e le poche zone libere sono controllate dal regime totalitario dei Ricostruttori. Eppure, dopo aver trovato sua figlia, Cass si è convinta che esista ancora la possibilità di essere felice. Basta l'arrivo dell'inverno, tuttavia, a ricordarle che Dopo la felicità è solo un miraggio: nonostante tutti i suoi tentativi di dissuaderlo, Smoke parte, accecato da una sete di vendetta che potrebbe annientarlo anche se riuscisse a tornare da lei. Ferita e delusa, Cass decide allora di lasciarsi tutto alle spalle e di seguire lo spregiudicato e affascinante Dor. Ma quando per caso ritrova Smoke, prigioniero dei Ricostruttori e in fin di vita, i sentimenti che prova per lui riemergono con prepotenza. E in quel momento capisce di dover scegliere se lottare contro l'oscurità che minaccia di travolgerla, o rischiare di perdere per sempre coloro che ama. La civiltà è scomparsa, la California è infestata dagli zombie e le poche zone libere sono controllate dal regime totalitario dei Ricostruttori. Eppure, dopo aver trovato sua figlia, Cass si è convinta che esista ancora la possibilità di essere felice. Basta l'arrivo dell'inverno, tuttavia, a ricordarle che Dopo la felicità è solo un miraggio: nonostante tutti i suoi tentativi di dissuaderlo, Smoke parte, accecato da una sete di vendetta che potrebbe annientarlo anche se riuscisse a tornare da lei. Ferita e delusa, Cass decide allora di lasciarsi tutto alle spalle e di seguire lo spregiudicato e affascinante Dor. Ma quando per caso ritrova Smoke, prigioniero dei Ricostruttori e in fin di vita, i sentimenti che prova per lui riemergono con prepotenza. E in quel momento capisce di dover scegliere se lottare contro l'oscurità che minaccia di travolgerla, o rischiare di perdere per sempre coloro che ama.

Nel pacco dell’Euroclub c’erano invece due libri scelti da me e un regalo da parte loro per un totale di ben tre nuovi libri che mi hanno fatto luccicare gli occhi… mettendo in crisi la mia lista di lettura!
Questi tre volumi saranno accompagnati dai dati delle pubblicazioni ufficiali, invece che da quelli dell’edizione club.

BENJAMIN di Federico Axat
Editore Sperling & Kupfer
Pagine 436
Euro 18,90
TRAMA:
Ben ha nove anni e una famiglia complicata: un padre mite e remissivo, una sorella adolescente in preda ai primi turbamenti amorosi, una madre fredda e troppo concentrata su sé stessa, che lo costringe a fare cose che lo terrorizzano. Come andare dal nonno Ralph, un uomo violento, oppure sbrigare delle piccole commissioni presso il viscido signor Patterson. Così, un giorno, decide di punire i genitori in un modo terribile: scomparendo. Ben si rifugia nella soffitta di casa e, dalle fessure nelle travi di legno, osserva lo svolgersi della vita sotto i suoi piedi. Vede i genitori passare dalla rabbia alla disperazione, spia i loro movimenti, ascolta le loro conversazioni e, così facendo, scopre i piccoli sporchi segreti che si annidano nella famiglia. Il desiderio di vendicarsi sarà irresistibile... Un thriller cupo e claustrofobico, paragonato ai romanzi del miglior Stephen King: una storia inquietante, che spiazza il lettore con un finale da brivido.

NON TI ADDORMENTARE di S.J. Watson
Editore Piemme
Pagine 420
Euro 19,00
TRAMA:
Immaginate di non avere ricordi: nessun passato, nessuna identità. Ogni volta che vi addormentate, tutto si azzera e scompare. È questo il mondo in cui vive Christine. Per fortuna accanto a lei c´è Ben, che dice di essere suo marito, le rammenta persone ed episodi, le racconta come, vent´anni prima, un incidente le abbia causato queste amnesie. Quando Ben esce di casa, Christine riceve una telefonata: l´uomo dall´altra parte del filo si presenta come il dottor Nash, il suo neurologo, e la invita a recuperare in un nascondiglio il diario che le ha suggerito di scrivere. Sulla prima pagina di quel quaderno, Christine trova una frase scritta di suo pugno: "Non fidarti di Ben". Cosa significa? Chi è davvero Ben? E ciò che ogni giorno le racconta è la verità? Lentamente, lottando contro il buio nella sua mente, Christine scopre brandelli della propria storia. E mano a mano che il puzzle si compone, la figura che si va delineando appare sempre più incredibile. E più inquietante...

LA VOCE INVISIBILE DEL VENTO – Clara Sanchez
Editore Garzanti
Pagine 361
Euro 17,60
TRAMA:
Spagna, località di Las Marinas. La luce si è ritirata verso qualche luogo nel cielo. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare, e profuma di sale e di fiori. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere il latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all'improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c'è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l'appartamento nel quale l'attendono il marito Felix e il figlio di pochi mesi. Prova a contattarli da un telefono pubblico, ma la linea è sempre occupata. Tutto, intorno a lei, è così familiare eppure così stranamente irreale. Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l'aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c'è un uomo, un tipo affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa.

Direi che come inizio non c’è male!
A presto J

domenica 2 settembre 2012

Sondaggio #1 - Cosa pensi dei lettori Ebook?


Questo è il primo sondaggio del blog. L’ho creato il giorno stesso che ho creato I Libri di Lo e ora si è concluso. Con piacere vedo che quasi tutti i followers hanno espresso la loro opinione.
Il sondaggio è nato da un chiodo fisso che mi è venuto da quando quest’anno sono andata al Salone del libro di Torino e per la prima volta in vita mia ho preso in mano un E-reader: per la recisione il Kindle venduto da Amazon. Da allora proprio io, sostenitrice accanita e irremovibile della carta stampata ho cominciato a valutare i pro e i contro i questa soluzione alternativa per soddisfare la mia insaziabile voglia di lettura. Quindi quale sistema migliore di chiedere a chi ama leggere tanto quanto me?
Il sondaggio era composta da 4 risposte da scegliere e il risultato finale è stato il seguente:
-          28% Non lo uso: un libro in formato cartaceo non ha paragoni
-          39% Lo uso per convenienza, ma lo alterno ai libri tradizionali
-          32% Lo uso e mi piace molto, anche se non ho abbandonato i libri
-          Lo adoro, da quando ce l’ho non ho più letto libri cartacei
Quindi l’opinione più gettonata è l’uso del lettore di E-book per la convenienza… permette di leggere quasi tutto ciò che si desidera senza ipotecare la casa!
Per ora non ho ancora questa diavoleria tecnologica, ma sarà sicuramente nella letterina a Babbo Natale di quest’anno… anche se non abbandonerò mai i libri cartacei, quindi mi aggregherò sicuramente alla maggioranza.
Grazie a tutti i partecipanti.
A presto con il prossimo sondaggio J

sabato 1 settembre 2012

Weekly Summary #1

Ciao a tutti Followers! Questa settimana si inaugura una nuova rubrica che volevo inserire nel blog da un po’ e che diventerà un appuntamento fisso per condividere con voi alla fine di ogni settimana tutto ciò che ha contraddistinto i giorni appena trascorsi: il nome che le ho dato è WEEKLY SUMMARY e l’immagine che ho scelto per rappresentarla è questa:

vi piace??

Weekly Summary è la rubrica dal blog ispirata dalla rubrica Clock Rewinders On A Book Binge (ideata dai blog On a Book Bender  e 25 Hour Books), ma che io in realtà ho trovato sul blog Storie Dentro Storie.
 La rubrica verrà postata ogni Sabato (salvo imprevisti) ed è, come dice il titolo, un RIASSUNTO SETTIMANALE di quello che è successo sul mio blog e nella blogsfera. A questo,  senza uno schema fisso, si possono aggiungere new entry nella mia libreria, citazioni, film visti o canzoni sentite… insomma qualunque cosa che abbia influenzato la settimana appena trascorsa!

SUL BLOG I LIBRI DI LO:
-       La recensione a 4 gufetti di “Sai tenere un segreto?” di Sophie Kinsella
-       Il primo appuntamento con la rubrica Teaser Tuesdays
-       Un nuovo appuntamento con la rubrica WWW… Wednesdays
-       Un’altra recensione molto positiva (4 gufi e ½) di Apocalisse Z di Manel Loureiro
ALTROVE NELLA BLOGSFERA:
-       Mentre attendiamo la pubblicazione in Italia di Starters di Lissa Price, Sophie del blog Laumes’ journey, che l’ha letto in lingua originale, ha postato una bella recensione in anteprima.
-       Una gran bella recensione di Sara. G del blog I Libri Ci Salvano del libro Woman in Black di Susan Hill
-       Un simpatico appuntamento con le Confessioni di una lettrice di Isabella sul blog From a Book Lover
-       Sul blog Dusty Pages in Wonderland Manila ha annunciato l'arrivo di un nuovo gioco (a cui io parteciperò) in occasione dell'avvicinarsi del secondo blogversary, presentato da un simpatico filmato
NEW ENTRY:
Ancora nessun arrivo in libreria per il fioretto di Agosto… ma finalmente siamo alla fine, perché inizio ad essere in astinenza XD
FILM VISTO E ADORATO:
Questa settimana, visto che la programmazione estiva delle reti televisive è penosa, ho noleggiato un paio di film e quello che più mi ha colpito è Il segreto dell'universo - the last Mimzy (2007) in cui durante una passeggiata sulla spiaggia vicino casa, i due fratellini Emma e Noah trovano una scatola contenente alcuni strani oggetti che all'apparenza sembrano dei giocattoli. In realtà si tratta di oggetti provenienti dal futuro, che danno ai due bambini delle facoltà mentali superiori, tra i quali spicca un coniglio di pezza di nome Mimzy che affida alla piccola Emma una missione di importanza vitale per il futuro dell'umanità. Sinceramente non lo avevo mai sentito nominare, ma mi ha molto affascinata anche se non è proprio il mio genere.
CANZONE CHE MI HA ACCOMPAGNATA IN QUESTI 7 GIORNI:
Questa settimana mi sono ritrovata tra le mani un Cd di canzoni miste che avrà una decina d’anni (Mary Poppins aveva una borsa magica… io ho un’automobile che trattiene oggetti di ogni epoca!) e ho risentito una canzone che all’epoca spopolava e che mi ha riportato tanti bei ricordi: Fuck It di Eamon

C’È ALTRO?
Direi che per questo primo appuntamento è tutto. Ci ritroviamo qui tra una settimana esatta!
Buon Weekend J

C’È CHI LEGGE E CHI NO… due razze a confronto!

Ciao “gente che legge”! Ogni tanto mi perdo in riflessioni, che in seguito diventano post da dividere con voi.
Questa volta mi sono ritrovata a pensare alle differenze abissali che dividono i lettori e i non-lettori. È una cosa bizzarra, ma ho notato che ci sono separazioni nette tra gli uni e gli altri, più che per tante altre categorie e generalmente sono separazioni unilaterali: un lettore, per quanto possa provare un po’ di compassione per un  non-lettore o cercare di convertirlo, generalmente accetta senza problemi la scelta di non leggere. Al contrario i non-lettori guadano alle abitudini di chi è innamorato dei libri con sufficienza e talvolta con un po’ di cauta diffidenza (del tipo “mi sa che non hai tutte le rotelle a posto”).
Io vivo con un non-lettore convinto (sigh!) che ha imparato a tollerare le mie bizzarrie, ma la maggior parte della gente non capisce proprio.
Da quanto mi sono avventurata sulla blogsfera, ho finalmente trovato un’oasi felice dove mi sembra di vivere almeno poche ore al giorno in un mondo fatto di persone simili a me… almeno fino a quando tengo internet collegato: come clicco su “disconnetti” mi ritrovo circondata come sempre da non-lettori.
Ma cerchiamo di analizzare più nel dettaglio cosa risulta così incomprensibile ai “profani”.
Punto 1: l’acquisto superfluo e sconsiderato di libri su libri. Non so voi (anzi in realtà scommetto che lo so XD), ma io compro libri da anni senza averne realmente bisogno. Generalmente ho almeno una decina (se non una ventina) di libri ancora da leggere e all’improvviso esce quel seguito che tanto aspettavo, o quel titolo così interessante, che mi sembra un delitto non aggiungerlo alle future letture. I non-lettori obiettano con “non ne hai abbastanza da leggere?” o “non puoi comprarlo quando hai finito tutti gli altri?”. Io, mentre all’esterno mostro quell’espressione contrita e colpevole di chi è stato colto in fallo, penso  che no, non potevo proprio farne a meno, perché adesso è mio… e se poi deciso di leggerlo tra un anno almeno non rischio che sia esaurito! E se poi non voglio fare discussione lo compro quando sono da sola e lo nascondo in mezzo agli altri, tanto chi mai potrebbe accorgersene a parte me?
In effetti detta così può sembrare una cosa un po’ bizzarra…
Punto 2: entrare in libreria e non uscire mai a mani vuote. Questo punto potrebbe assomigliare al primo, ma è completamente diverso, perché al punto 1 se vado in libreria lo faccio con il proposito di acquistare qualcosa di preciso. In questo secondo caso invece si parla della passeggiata casuale tra gli scaffali stracolmi di volumi colorati e luccicanti che gridano ai quattro venti “guardami più da vicino, che potrei fare al caso tuo!”. Quando sono stata costretta a tirare la cinta (capita a tutti prima o poi) e comportandomi da adulta coscienziosa ho deciso di sospendere gli acquisti libreschi, il trucco era STARE LONTANA DALLE LIBRERIE! La mia dolce metà, conoscendo la mia passione per i libri, mi chiedeva se volevo entrare solo per guardare, non comprendendo il mio rifiuto accompagnato da passo militare e volto girato altrove: non sono mai riuscita ad entrare in libreria e uscire a mani vuote, e quando è capitato per cause di forza maggiore ho rischiato la crisi isterica XD. Come si può non capire che mettermi sotto il naso golosi libri nuovi che non posso comprare equivale a scolarsi una bottiglia di vino davanti a un alcolista che tenta di smettere?
Però anche in questo caso, detta così suona un po’ come nevrosi…
Punto 3: puntare la sveglia del mattino mezz’ora prima del necessario (o un’ora nel caso di libri stra-belli). Una delle cose che mi piacciono di più è godermi la colazione, che è anche il mio pasto preferito, con un libro in mano: cosa c’è di meglio per iniziare la giornata che regalarsi uno o due capitoli di un romanzo? A me aiuta a carburare. Quando davanti hai una lunga giornata di obblighi (scuola, lavoro, ecc.), il top è ritagliarsi il tempo per partire con un piacere! Le persone di solito strabuzzano gli occhi pensando che è da matti… se si tratta di noi lettori! Ma se si tratta di chi punta la sveglia alle 5 per andare a correre? Quelle generalmente sono persone da stimare per la loro costanza! GRRRRRRR!
Meno male che sta volta ne usciamo bene… sono “gli altri” che sembrano ottusi!
Punto 4: avere un sacco di cose da fare e tutto il giorno per farle… e far tutto di corsa per riuscire a leggere un po’. Vi è mai capitato? Io soprattutto quando sono a casa da sola e magari ho da fare la spesa, portare fuori il cane, pulire casa, stirare… e chi più ne ha più ne metta, senza limiti di orario, mi rimbocco le maniche, faccio tutto stile “Flash Gordon” (tipo pallina impazzita in un flipper!) per avanzare più tempo possibile per la lettura: magari arrivo al divano con il fiatone, ma solo il fatto di aprire il mio libro mi fa passare tutta la stanchezza. Un non-lettore non lo capirebbe mai e mi guarderebbe con lo sguardo preoccupato di chi si chiede “non hai mai pensato di farti vedere da un medico?”. Non perdo nemmeno il tempo a spiegare a questi soggetti che non sono preda dell’esaurimento nervoso, ma ho solo fretta di sapere cosa succede ai protagonisti della storia che ho abbandonato magari il giorno prima (o alla mattina, vedi punto 3)
Qui in effetti l’impressione di psicosi emerge lievemente…
Punto 5: voler finire un libro a tutti i costi quando “manca poco”. Essere a poche pagine (che potrebbero essere 10 o 100) dalla fine di un libro appassionante (per quelli deludenti il discorso si fa più soft) e rifiutarsi di smettere di leggere ad ogni costo? Io l’ho fatto: a costo di leggere con i morsi della fame quando passa ampiamente l’ora di cena… si può sopravvivere una settimana senza cibo, no?!?; a costo di sudare sette camice sotto il solleone in spiaggia con 40° piuttosto che posare il libro e andare a fare il bagno… il mare è lì anche dopo, no?!?; a costo di perdere preziose ore di sonno notturno e stare in piedi per non addormentarmi… domani vado a letto presto, no?!? ; a costo di arrivare in ritardo ad un appuntamento o addirittura al lavoro… bè, in questo caso si fa quel che si può…
Ok, avete ragione, qui inizia ad fare capolino la schizofrenia…
Punto 6: non muoversi di casa senza il proprio libro. Come metto il piede fuori casa il libro del momento finisce in borsa, perché non si sa mai quando posso avere l’occasione di leggere due righe. I soliti guastafeste direbbero “cosa te ne fai di un libro per andare in banca/posta?”.  E io mi chiedo cosa ci sia di difficile da capire: e se c’è una fila interminabile?!
Ad un esame più attento, in effetti, bisogna essere sinceri: noi “gente che legge” siamo un popolo di persone totalmente, irrimediabilmente MALATE! Non posso parlare a nome vostro, ma io sono assolutamente orgogliosa e soddisfatta della mia malattia, e guai a chiunque cercasse di guarirmi. La nostra è una malattia per cui non esiste cura, ma che purtroppo non è contagiosa, ma genetica (se fosse contagiosa sono convinta che il mondo sarebbe un posto migliore). Sono le persone “sane” che non riescono a capire cosa si perdono: i libri sono la via di fuga, sono un universo meraviglioso in continuo mutamento con infiniti mondi da esplorare e scoprire, sono la strada per i sogni. Un libro può far ridere quando hai voglia di piangere o permetterti di evadere, anche solo per poco, da una realtà che non sempre è come la vorresti. Nelle pagine scritte (cartacee o virtuali) possiamo essere chi vogliamo o chi non potremo mai essere, fare cose che non abbiamo mai fatto e vivere sentimenti veri come quelli reali!
Quando è capitato che avessi un problema, un pensiero che mi assillava o un dolore personale, mi sono buttata in un libro per salvarmi… e a volte è capitato l’ormai famigerato non-lettore che col fastidio nella voce o solo con uno sguardo torvo ti chiedeva “come puoi leggere in un momento simile?”. E io so che se non lo capisce da solo, nemmeno un milione di parole potranno spiegargli che sono proprio i libri che tante volte nella vita mi hanno aiutato a superare i brutti momenti.
I libri sono amici che non chiedono niente in cambio e non giudicano chi li tiene tra le mani, ti donano tutto ciò che hanno da dare senza nessuna pretesa, e l’amore per loro è la malattia migliore che esista.
A questo punto una domanda mi sorge spontanea: ma tutto questo storcere il naso dei non-lettori nei nostri confronti, non sarà invidia?
Quindi, tornando ai toni ironici di prima, la diagnosi per i lettori è: malattia cronica incurabile. Per alleviare i sintomi si consiglia la lettura di libri di vario genere per tutta la vita!
Questo post era nato da una riflessione seriosa, ma mentre nasceva è diventato quasi un giochino… io mi sono divertita molto a scriverlo e ovviamente riguarda la mia esperienza personale con “l’altro popolo” (e non parlo di quello fatato) e solo alcune delle mie stranezze (non credevate davvero fossero solo 6?), ma mi piacerebbe conoscere anche le vostre opinioni. Quindi amici READERS, quali sono le vostre nevrosi-libresche? Vi riconoscete in qualcuna delle mie?
A presto J